Martini Capri gin

Gin: 6 etichette da utilizzare per i vostri cocktail preferiti

Gin tonic, gin fizz, Martini Dry, Negroni: sono tanti i cocktail più richiesti dai consumatori che hanno come ingrediente questo distillato

Drink

Gin tonic, gin fizz, martini dry, negroni e potrei continuare all’infinto ad elencarvi tutti i cocktail che vedono protagonista il gin.

La sua storia, ormai più che secolare, ha origini fra Belgio e Olanda a partire dall’antenato jenever, una miscela di alcol di grano e bacche di ginepro ideata come medicinale. Il rimedio è stato poi importato in Inghilterra e gli Inglesi hanno fatto di questo super alcolico uno dei più venduti al mondo.

A valorizzare ancora di più la duttilità del distillato sono piccole-grandi realtà artigianali che ripercorrono la storia del gin. Queste etichette si inseriscono in un mercato occupato da colossi, ma offrono un’interessante alternativa che permette di conoscere ogni ingrediente all’interno del prodotto finito.

Di gin ne esistono di innumerevoli tipi, ognuno con la propria intima essenza. Tanti sono anche i metodi di distillazione per esaltare l’anima di ogni botanica. Un mondo grande quanto quello dell’enologia.

Ho raccolto sei diverse distillerie che fanno del gin la loro vita per scoprire prodotti originali adatti ad essere miscelati o assaporati in purezza.

1. Eugin

Eugin

La micro-distilleria di Eugenio Belli nasce nel 2013, quando in Brianza decide di sperimentare con alambicchi ed erbe locali. Dopo vari esperimenti approda all’idea del gin, il super alcolico con il più alto numero di combinazioni creative. La realtà di Eugenio è indipendente a sottolineare la maggiore attenzione che c’è alla base di ogni prodotto finito. La piccola produzione realizza qualche migliaio di bottiglie fra l’Eugin e alcune per conto terzi. Punto di forza sono i prodotti e tutta la filiera a Km 0 con un impatto sull’ambiente estremamente ridotto. Sul sito troverete le diverse botaniche proposte, a partire dai più particolari gin stagionali inverno, primavera, estate ed autunno per finire con i grandi classici Numero 7, Numero 9 e lo Sloe. Ogni preparazione prevede l’utilizzo di materie prime tracciate.

2. Insulae Sicilian Gin

Insulae Sicilian Gin

Il progetto Insulae nasce dall’idea di Marco Nicosia e Alfredo Mineo, due giovani imprenditori che hanno creato un gin 100% siciliano. La produzione della ricetta è stata appaltata alla storica Distilleria Bordiga 1888 di Cuneo, ma i prodotti utilizzati esaltano al massimo il Sud. La degustazione del gin si articola intorno a una complessa esperienza sensoriale fatta di note balsamiche, agrumate e floreali perfettamente in equilibrio fra loro. La parte di agrumi è data dalle arance amare e dolci di Catania, i limoni di Siracusa e i mandarini tardivi di Ciaculli. Il balsamico deriva dal pistacchio di Bronte, dalla mandorla di Avola e di Noto, dal sesamo di Ispica e dalla carruba ragusana. Il sapore floreale, infine, è merito del gelsomino. Ogni bottiglia è realizzata con il metodo distilled gin ed è numerata.

3. Anonima Distillazioni

Anonima Distillazioni

Anonima Distillazioni nasce nel 2018 a Gubbio in Umbria dall’idea di realizzare una distilleria come solo in passato nascevano, un luogo dove poter creare una linea di prodotti dal sapore e tradizioni antiche. L’intuizione dei fondatori parte dalla riscoperta della ricetta dell’Acquamirabilis, antica medicina a base di ginepro, un’antenata dei moderni gin. La produzione a marchio 43°N 12°E comprende: Sloe Gin con prugnolo e more di rovo; Aquamarina un london dry gin ispirato alla macchia mediterranea con un taglio finale fatto di acqua salata; per finire Aquamirabilis una rivisitazione della vecchia ricetta. Questa piccola azienda riporta in Italia l’autenticità territoriale del ginepro umbro-toscano.

4. Suntory Roku Gin

Roku Gin

Roku Gin arriva finalmente in Italia, distribuito da Stock Spirits Srl, per regalare un’esperienza a 360 gradi intorno al Giappone. Il claim è chiaro e diretto: Alive with seasons of Japan. Vivere le stagioni del Giappone vuol dire scoprire le 6 botaniche che compongono questo gin premium artigianale. C’è bisogno di un anno intero per avere a disposizione tutti gli ingredienti che sono raccolti nell’esatto momento dello Shun, ovvero la massima fioritura. In primavera è il momento dei fiori e delle foglie di sakura; l’estate regala il tè Sencha e Gyokuro; l’autunno permette il raccolto del pepe Sansho e in inverno arriva lo yuzu. Il meglio di ogni stagione viene infuso e distillato in un estratto dal sapore unico.

5. Gin Mary

Il gin Mary si inserisce in una sempre più viva fetta di mercato, quella del low alcohol con appena il 6% di gradazione alcolica, super concentrata in una bevuta che non ha niente a cui invidiare ad altri gin. In Italia viene distribuito da Fine Spirits, ma il prodotto è stato ideato da una start up londinese, la Illogicals Drinks. Mary è composto da diverse erbe aromatiche: basilico, timo, salvia, semi di coriandolo, radice di angelica, aghi di pino e ginepro. Ogni botanica è distillata separatamente e poi sul finale miscelata con alcol rettificato dal grano e acqua distillata. Tecnica che permette di mantenere quanto più intatti i numerosi aromi. Un gin perfetto per creare qualsiasi cocktail con una gradazione ridotta.

6. Caprisius

Caprisius Gin

Caprisius è un gin che vuole raccontare la terra e il mare di Capri. Tutte le botaniche – ginepro, limone, maggiorana, timo e sale marino – sono coltivate e raccolte sul posto per poi essere distillate separatamente ed infine inebriate da una sferzata di iodio che ne diventa il tratto distintivo. Questo gin è la massima espressione di sapidità, gusto e delicatezza. Un gin che regala bevute versatili e che con i suoi 5 grammi di sale per litro è particolarmente adatto alla miscelazione moderna ed al food pairing.

Gin tonic, gin fizz, Martini Dry, Negroni: sono tanti i cocktail più richiesti dai consumatori che hanno come ingrediente il gin

Di Tommaso Lentini

Monteverdino dal 1998, aspirante medico al Policlinico Umberto I, con la passione per il buon cibo e le bevute in compagnia. Sono quello a cui tutti chiedono consigli su dove andare a mangiare, sempre in movimento per scoprire nuovi posti sulla scena romana. Mi affaccio finalmente in questo mondo spinto dalla curiosità di assaporare altri suoi punti di vista