Osterie d’Italia 2022 presentazione

Osterie d’Italia 2022: non aprite quella guida. “Orrore”, scrive Il Foglio

Orrore, scrive Il Foglio di Osterie d’Italia 2022, la guida di Slow Food. Sono troppi i locali costosi e privi dell’atmosfera di un’osteria

Ristoranti

Delle 246 chiocciole di Osterie d’Italia 2022 Scatti di Gusto vi ha detto tutto.

Tuttavia c’è stato un tempo in cui la guida di Slow Food, non una qualunque, ma un bestseller –la più venduta, ben oltre la Guida Michelin– dischiudeva un mondo intero. Magari retorico, però familiare. 

Bastava evocare il titolo –Osterie d’Italia– o il nome del venerabile editore, per sentirsi a casa e intonare Guccini tra accoglienza sincera, vini genuini, cibi semplici e tradizionali, spuntini fuori tempo massimo.

Soprattutto un rapporto corretto tra prezzo e qualità.

Osterie d’Italia 2022: il prezzo non è giusto

Osteria Bottega Bologna
La leggendaria ma costosa Osteria Bottega di Bologna

Con il passare degli anni fino a Osterie d’Italia 2022, la guida ha perso diverse occasioni per essere d’aiuto a quelli come noi che vogliono mangiare bene spendendo il giusto.

E con giusto, chi per lavoro o diletto cena fuori spesso, intende una cifra che non supera i 35 euro. Del resto proprio quello è stato a lungo il tetto di spesa della guida di Slow Food.

Se oggi applicassimo questo filtro alle 1713 segnalazioni di Osterie d’Italia 2022, chissà di quanti dei locali consigliati sarebbe legittimata la presenza.

Il Foglio contro la guida di Slow Food

Migliori osterie d’Italia 2022, lo stuzzichino
Tra le Osterie d’Italia premiate dall’edizione 2022 della guida di Slow Food c’è Lo Stuzzichino

Oggi leggendo Il Foglio ho avuto l’impressione di non essere il solo a pensarla così. Lo scrittore Camillo Langone, che sul quotidiano romano interpreta il ruolo del gastronomo disperato schierato contro le piaghe della ristorazione italiana, ha dichiarato apertamente la sua avversione a Osterie d’Italia 2022. 

Dopo aver concentrato l’attenzione sulla lista dei locali novità, rimirati su TripAdvisor e sui loro profili social, il commento è stato: “Non l’avessi mai fatto”.

Il pezzo prosegue con un elenco di improbabili tic delle osterie d’Italia premiate nell’edizione 2022. Tra vasetti, piatti colorati e dalle forme stravaganti, rimasugli degli anni Sessanta (limone accanto alla bistecca), ammiccamenti a feste poco identitarie, vedi Halloween, e altre mostruosità. Volendo si può giocare a indovina chi è.

Gli “orrori” scovati dal gastronomo disperato

– “Un’osteria di Chiusi serve bevande americane in lattina e tiramisù nel vasetto col gancetto e “cheesecake scomposto”: ai cuochi italiani la notizia della morte di Derrida (9 ottobre 2004) non dev’essere ancora giunta”. 

– “C’è l’osteria di Torino che ha una lugubre passione per le lastre nere (usate come piatti), e vabbè che è novembre”. 

– “Stesse lastre funeree anni Zero per l’osteria di Val Pusteria e in più le fette di limone anni Sessanta a fianco della bistecca: accozzaglia di secoli”. 

– “Un’osteria di Capri mostra un tizio con corna in testa e zucca in mano che dice “Dolcetto o scherzetto”: non sono un esorcista e non mi azzarderei a entrare. 

– “L’osteria di Ruvo di Puglia loda il vino selvaggio, frutto spontaneo di una vite autosufficiente: per rispetto verso i miei amici vignaioli, gente che per ricavare dall’uva qualcosa di bevibile lavora tantissimo, non entrerò nemmeno qui”.

La conclusione non lascia scampo. Langone ha deciso di farla ai furbi che si nascondono dietro a una sedia di paglia e poi presentano un conto esagerato.

In che modo? Smettendo di rimpiangere l’epoca in cui le guide contavano.

E voi che fate?