Tra Chiacchiere, Crostoli, Galani, Frappe, Cenci, Bugie, ci sono differenze secondo voi? E quali? A dirla tutta, tra le mille ricette di tradizione, blasonate e non, ancora non riesco a raccapezzarmi.

Certo è che se guardiamo i prodotti industriali o artigianali in commercio ne vediamo di tutti i colori.

E anche a leggere le varie ricette sui testi autorevoli emergono evidenti differenze. In alcune preparazioni tradizionali, siano esse di famiglia oppure no, addirittura si prevede l’uso del lievito istantaneo per dolci, considerato dalla maggioranza una vera e propria eresia.

Insomma, se amate come me questi dolci fritti di Carnevale, non vi rimane che sperimentare tutto e quindi eleggere la vostra ricetta del cuore, quella della quale la vostra famiglia non potrà più fare a meno.

L’anno scorso vi abbiamo proposto la ricetta del maestro Massari, che a me è piaciuta moltissimo ma ha lasciato interdetta la mia famiglia, abituata ad un prodotto molto più leggero e sottile, quasi un velo, friabilissimo e asciutto.

Dunque quest’anno, per non scontentare nessuno, ho impastato e fritto esclusivamente le Chiacchiere di Mimina, elette all’unanimità le migliori del mondo!

La ricetta è di una semplicità disarmante. In cosa differisce dalle altre? Perché su mezzo chilo di farina (farina comunissima eh…) ci va un solo uovo; per l’uso dell’olio extravergine al posto del burro e per l’aggiunta di tanta acqua quanta ne serve per ottenere l’impasto della giusta consistenza.

Non servirebbe neppure l’aggiunta della parte alcoolica.

La mia amica Mimina, infatti, non mette né vino, né grappa, e nemmeno altri liquori fra quelli che generalmente compaiono nelle ricette della tradizione.

Uniche condizioni indispensabili sono: che l’impasto si faccia riposare in frigo per qualche ora e che si adoperi la famosa macchinetta Imperia per tirare la sfoglia.

La ricetta delle chiacchiere friabili

Ingredienti

500 g di farina 00 (io ne ho usata una a indice proteico 11)
1 uovo medio
50 g di zucchero
50 g di olio
25 g di Marsala (aggiunta mia)
Acqua tiepida q.b. (circa 100 grammi)
Olio per friggere
Zucchero a velo

Procedimento

Impastare tutti gli ingredienti in una ciotola capiente, aggiungendo l’acqua tiepida poco alla volta. Ribaltare l’impasto sulla spianatoia e lavorarlo a lungo per renderlo liscio e setoso. Farne una palla e metterla in un sacchetto per alimenti. Lasciar riposare l’impasto in frigo, possibilmente per una notte.

Questo vi consentirà di tirare la sfoglia sottilissima senza dover aggiungere farina, quindi è un passaggio fondamentale.

Trascorso il tempo necessario, tagliare l’impasto in pezzi e passare questi ultimi tra i rulli dell’Imperia, ripiegandoli più volte e diminuendo man mano lo spessore, fino ad arrivare all’ultima tacca. Ne risulterà una sfoglia trasparente e delicatissima da maneggiare. È così che deve essere.

Tagliare con la rotella dentellata a forme irregolari (strisce, quadrati, triangoli…) e lasciarli riposare all’aria su canovacci puliti per circa un’ora, prima di procedere alla frittura.

Siccome con queste dosi vengono tantissime Chiacchiere, si può procede alla fase della stesura in momenti successivi, dividendo l’impasto in due o più parti e lasciandolo in frigo anche per un paio di giorni

Procedere alla frittura scaldando l’olio in una padella a bordi alti o in un tegame, tenendo conto che la cottura, piuttosto breve, avverrà per immersione. Il calore non deve mai essere eccessivo, ma neppure poco.

Utilizzando un piano cottura a induzione, regolo la temperatura per frittura leggera.

Cuocere le chiacchiere poche per volta sgocciolandole con una pinza su carta assorbente da cucina. Appena fredde, spolverare con abbondante zucchero a velo.