Guerra dei Pizzaioli: premi negati e premi dimenticati

“No, non ci posso stare senza questo premio della pizza”, sbottò Tartagliano mentre il sole si apprestava a calare alle spalle dei monti. “Dove abbiamo sbagliato? Che sia il luogo sbagliato dell’approdo lì dove partono le galere alla volta della terra ellenica cui tutti dobbiamo tutto e pure le olive? Non me ne capacito che l’Apulia sia seconda alla terra dei Bruzi quanto a olivi. Ma lo sanno che da qui partono olive e olio per tutte le pizzerie della Terra di Mezzo? Secondo me Magnataro ha preso un abbaglio: deve essere stato qualche malefico sortilegio della Pizia Pizzesca che ha tratto in inganno anche Iulia Pugna e pure Papilionem”.
“Come si fa a dire di aver visitato tante pizzerie e perdersi in un rivolo di olio? Che si sa per ungere i corpi degli atleti, condire l’insalata, metterlo sulla Regina o friggere è sempre extravergine di oliva pigiato a freddo dai piedi delle vestali. Io proprio non me ne capacito”, fece rivolgendosi a Cocomerina mentre si sfilava l’armatura che da Puteoli fino al Tempio della dea Vesta correvano parecchi giorni di biga. E non erano quelli dell’impasto.
Dammi 1000 e poi ancora 1000 e poi altre 1000 pizzerie

Da mi pizzas mille deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse pizzarium.
Cocomerina intonò i versetti del poeta che dall’antica terra cui tutti dobbiamo tutto e pure le olive prendeva ispirazione per le sue opere della Terra di Mezzo. Accaldata per aver partecipato ai balli in onore dei pizzaioli apuli già sentiva di dover sgiunonare per tutte le osservazioni che avrebbe fatto Tartagliano. “Sono senza scampo”, pensò, “e non sono quelli crudi della festa”.
“Ma che catanzaro stai dicendo che non siamo mica in terra di Bruzio qui? Ma vuoi veramente esasperarmi?”, le rispose piantando il gladio nella tavola delle degustazioni che scricchiolò.
L’olio del premio era liscio, non fritto

“Non era fritto ma liscio e chi più di me adora e coccola l’olio extra vergine di oliva? Ho più di 100 vestali che guardano gli alberi per raccogliere al momento propizio le olive. E facciamo anche il sacrificio alla caldera che come sai è la porta degli Inferi. Cosa non torna? Sono o non sono io il testimone dell’olio più puro che c’è?”. E si rivolse allo specchio per porgli la fatidica domanda. “Specchio, specchio delle mie brame, orsù dimmi: chi è il vero garantes dell’olio mediterraneo dalle Alpi alle Piramidi?”.
Cocomerina si mise in mezzo tra le braccia supplicanti e lo specchio che stava lì immoto da secoli. Era tutta sudata che al Tempio di Vesta batteva il sole e più dell’olio scorreva il nettare caro a Dioniso. “Tartagliano rientra in te. Non fare che del tuo cervello resti solo una pappetta buona per la pesca ai cefali. Ti ho condotto fin qui in alto e su e su fino al posto più bello della tavola dei 100. E ora vorresti dirmi che ho mancato. Come tu dici, non è razionale: deve esserci il malefico sortilegio della Pizia Pizzesca. Nulla sapevano i Garantes, nulla sapevano gli Inspectores, nulla sapevano gli aruspici e manco le vestali del tempio di Atena. Te lo ripeto: piegatela a libretto come faccio io e scriviamo un nuovo capitolo su questo papiro”.
La guerra per la conquista di un posto a tavola

“Non me la conti giusta Cocomerina. Hai portato un giovane a scalzare un anziano che ora è rimasto senza cavallo e senza biga. Per fortuna non è la mia categoria. Ma dimmi se devo muovere le mie truppe alla volta delle pizzerie degli Sterminatori, dei Fratres, dei Trinacri, del Corvus, dello Stellantis. Non starò a guardare un giovane che cerca di sbalzarmi dal trono”.
“Ma mio dolce cavaliere – fece melliflua Cocomerina – come puoi pensare che tu mia bandiera per la conquista della fiducia di decine e decine di pizzaioli possa essere improvvisamente ammainata? Io non dimentico un premio non dato e per questo siamo nella terra della dea Vesta. Per ricordare a Magnataro che non dimentichiamo un premio dimenticato. Anzi or ora ho la notifica che sta leggendo il mio papiro di profonda delusione. Dovesse bagnarsi nelle acque dello Stige, non lo dimenticherà. E orsù, ora preparati che scendiamo nell’arena: pizze come se non ci fosse un domani. Con olio, molto olio”.
Il premio della pizza dato e dimenticato

Magnataro seduto nel portico vista mare della locanda 5 stelle lusso delle vestali del tempio di Vesta srotolò il papiro di Cocomerina. “Uanm, lungo manco se Ugolino fosse morto di fame per davvero”, fece tra sé e sé. Papilionem non era venuto che si stava allenando per la maratona che lo avrebbe condotto da Mediolanum a Paestum: 30 giorni di marce forzate armato solo degli scontrines raccolti a ogni angolo della Terra di Mezzo. Lavoro improbo. Iulia Pugna era invece impegnata a provare le 50 tuniche che il Cavalier Servente aveva disposto in bell’ordine lungo il molo del Porto del Fico. Posto ideale per fare qualche pictures. “Tocca a me incontrare 100 pizzaioli apuli che pensano all’olio mentre io penso al nettare di Dionisio. Punti di vista”.
L’occhio gli cadde sulla questione dimenticare un premio non dato. “Ancora con questa frittura che esagita l’animo di chi non ha mai fatto vedere una pizza fritta lì dove i lagni confluiscono e abbeverano la terra della Pizza di Mezzo. Non voglio nemmeno pronunciare il suo nome che al solo sentirlo mi viene l’orticaria e a me le ortiche non piacciono nemmeno fritte”, pensò.
La pictures del premio dimenticato

“Ci vorrebbe il diritto all’oblio, ma per Zeus dove ho messo la missiva dello Scriba? Il silenzio e il ricordo sono la migliore arma contro l’invettiva. E dire che con la tabula iudicis a colui che il sole batte troppo in testa sin dal primo chiarore dell’oro non dovrebbe essere nemmeno concessa parola. E invece se la prende con un pizzaiolo reo di aver come amica la sorella della zia della cognata della figlia dell’amica mia. O con i Garantes che hanno la sola colpa di portare a dorso di mulo i sacchi dei sesterzi”, gridò facendo prendere un coccolone alla civetta sacra ad Atena che guardava la scena.

“Devo avere la pictures tra le scartoffies. Eccola”, fece trionfante. “C’è la prova che il pizzaiolo scissionista ha preso un premio alla tavola che ora ripudia. Ci sono anche tutti i Garantes che lui oltraggia. E dove erano allora i pizzaioli che dicono sia una guerra senza lealtà? Dov’è il ricorso al sommo tribunale del Foro Olitorio? Troppi dimenticano un premio, ma io sono qui per ricordare. E lo faremo il giorno della nascita della Madre di tutte le pizze e ancora una volta, che lo voglia o no, dovrà firmare l’armistizio. Anzi no, la capitolazione”. Magnataro non vedeva l’ora di comunicarlo al suo Cicerone.