Coro ad Orvieto, com’è il ristorante più bello in Italia

Che cos’è la bellezza? Che cos’è la bontà? Quali parametri, quali giudizi, dipingono i labili contorni di una riflessione su ciò che è bello e ciò che è buono? Quante volte mi sono sentito ripetere da mia nonna e da mia madre “non devi dire è bello o è buono: devi dire a me piace o non piace. Non hai la competenza, la cultura e l’istruzione per decidere ciò che sta in cima alle liste del piacere visivo e palatale. E forse mai l’avrai”. E io, memore di tanti richiami, ancora oggi mi guardo bene spesso da pronunciare opinioni e giudizi. Ma entrare da Coro, in questa parte affascinante della città di Orvieto, in questa chiesa sconsacrata trasformata in ristorante di cucina creativa, un senso alla parola bellezza te la da.

È un posto affascinante, Coro, un locale modernissimo in antiche mura al centro della città. Un luogo di linee essenziali, luci mirate, angoli e ombre strutturati per creare effetto, sogno, sipario. Unico ristorante italiano tra i 16 locali finalisti del Prix Versailles 2025, premio internazionale per l’architettura nella ristorazione.
Grande effetto, ma anche grande menu.
Cosa si mangia da Coro ad Orvieto

Gambero rosso crudo, olio, limone e miele: apertura in piccola bellezza (in aggiunta ai menu degustazione, 18 euro).

Zucca arrosto, roveja, vongole ed olivello spinoso. Dopo il gambero, l’abbondanza di gusto, la pienezza di profondità e l’amaro delle vongole (27 euro). Grandissimo piatto.

Carciofo alla brace, hummus di semi di girasole germogliati, bagnetto verde (27 euro). Quanto è forte e sostenuto il gusto del carciofo.

Spaghetti, Parmigiano Reggiano, limone verde, paprika. Un piatto che è già un classico di Coro ad Orvieto (in aggiunta ai degustazione costa 15 euro). Rotondo, sostenuto, pieno, goloso.

Pasta con estrazione di lenticchie di Onano IGP, cozze alla brace, limone nero (28 euro). Uno dei piatti più interessanti della serata, tanto mare e morbidezza in bocca.

Capocollo di maiale marinato, conserva di friggitelli, kimchi di cime di rapa e salsa di cime di rapa affumicate (38 euro). Buono, molto buono. Colto l’affiancamento del kimchi a pulire il palato da quel minimo di grasso in eccesso.

Coro vegetale, cioè verdure alla brace e misticanze condite e preparate con tecniche differenti. Un piatto verde, interessante e molto buono.

Riso e latte con la ricetta delle nonne. Chiusura perfetta di questa cena.
Una serata all’insegna del bello, in questo Coro di una chiesa sconsacrata al centro di Orvieto. Una scoperta di piatti buoni, interessanti, diversi e mai banali.

No, non si può dire “bello“ in assoluto o “buono “ in assoluto. Ma da Coro ad Orvieto ci siamo andati molto, molto vicini. Ritorneremo da Francesco Perali, dai suoi della sala e dallo chef Ronald Bukri.
Voi andateci e diteci di bellezza e bontà 8e ad Orvieto avete anche qualche ottima trattoria).
Quanto costa il ristorante di Orvieto tra i più belli del mondo

Tre i menu degustazione previsti da Coro ad Orvieto.
Coro Libero, dieci portate a 120 euro. Armonico con benvenuto, 6 portate e frutta a 90 euro. Coro Ardente con benvenuto, 4 portate alla brace e frutta a 78 euro.
Scegliendo i piatti alla carta, antipasto primo e secondo hanno un prezzo medio di 95 euro.
Coro. Via dei Gualtieri, 1, 05018 Orvieto TR. Telefono: 0763 967231. Instagram




