È prevista per settembre l’apertura di un nuovo bistrot sulla terrazza della Basilica di San Pietro a Roma, a meno che papa Leone XIV non decida altrimenti. Il progetto infatti, annunciato a gennaio, ha subito suscitato polemiche sull’opportunità di sfruttare commercialmente quello che è forse il simbolo più importante del Cattolicesimo.

Le polemiche hanno ripreso vigore in questi giorni, partendo da un articolo del Messaggero. In sintesi: è opportuno aprire un bistrot sulla terrazza del Cupolone, il capolavoro di Michelangelo e fulcro della cristianità? 

Una prima considerazione: sulla terrazza di San Pietro esisteva già un punto di ristoro, che è stato ristrutturato per renderlo più accogliente. 

La Curia, quando a gennaio 2026 sono trapelate le prime notizie sul bistrot di San Pietro, le ha smentite. Secondo le autorità vaticane, si trattava di un semplice ampliamento dell’area di accoglienza e del caffè già esistente, e non di un ristorante. Che parrebbe corrispondere all’idea di bistrot.

Il progetto del bistrot sotto la Cupola di San Pietro

il bistrot controverso sulla cupola di San Pietro a Roma

A poca distanza dall’inaugurazione, si conferma che il nuovo bistrot occuperà uno spazio accanto al bar, nei locali già destinati ai lavori di manutenzione. Il bistrot disporrà di una cucina propria per servire pranzi e cene. 

Sembra anzi che il progetto iniziale, patrocinato dal cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, prevedesse un grande ristorante con centinaia di posti. Il downgrade a bistrot a questo punto sembra il male minore, a prescindere dall’opportunità in generale dell’operazione.

Che comunque il Vaticano avvalla. I responsabili della Fabbrica di San Pietro avrebbero già ispezionato gli impianti e provato la cucina del bistrot.

Restiamo in attesa dei prossimi sviluppi. Ci si attende una presa di posizione da parte di papa Leone XIV, a meno che il suo sinora non sia stato un silenzio-assenso. E una petizione rivolta al cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, richiede la sospensione del progetto. Si vuole una verifica della compatibilità di un bistrot a San Pietro e con il diritto canonico.

I promotori invocano il canone 1210 del Codice di Diritto Canonico, che parla di inammissibilità nei luoghi sacri di quanto non attiene all’esercizio o alla promozione del culto. Il che sembrerebbe un no alle attività commerciali – ma a quanto pare esisteva già un bar, e per accedere alla trrrazza si paga comunque un biglietto d’ingresso. 

La prospettiva di una cena in un bistrot sotto il Cupolone, con vista su San Pietro e un panorama a 360° su Roma, è affascinante. E potrebbe generare degli introiti non indifferenti da utilizzare per la Basilica e per le opere di bene.

Basilica di San Pietro. Piazza San Pietro, 00120 Città del Vaticano. Instagram

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Emanuele Bonati

Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da quasi 50 anni. Legge compulsivamente da sessant'anni. Mangia anche da oltre 60 anni – e da una quindicina degusta e racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non. Tuttavia, verrà ricordato (forse) per aver fatto la foto della pizza di Cracco.

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