Il gelato a Roma cura la propria immagine

Capita per caso di assaggiare un gelato da paura (servito come dessert al bir&fud) e ti danno un nome e un indirizzo: “Vice Gelateria e Cioccolateria” in Via Gregorio VII. Decidi di provarlo al più presto, ma la tua memoria da bradipo fa cilecca e passano i mesi senza che te ne renda conto…Tocca così aspettare fine Settembre, stilando la solita lista di “Cose da fare prima che il bel tempo finisca completamente” per ricordarsi di quel gelato da urlo e recuperare le occasioni perse, tuffandosi nel mondo di Vice.

Fabio D’Angelantonio è una di quelle persone che trasmette simpatia al primo scambio di parole, è così che appena entrato nella sua insolita gelateria scopro di condividere con lui amicizie e conoscenze di rango gastronomico oltre che la passione per il buon cibo. Fabio coltiva il “pallino” per l’impiego di ottima materia prima, i gusti in bella mostra sul bancone ne sono esempio evidente: Cioccolato Amedei, Ricotta e Yogurt di Bufala “La Fenice”, Crema con uova di Paolo Parisi, Nocciola Giffoni I.G.P., Noce di Sorrento, Mandorla di Noto, Pistacchio di Bronte e solo frutta fresca di stagione.

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Il progetto base che ha dato vita al Vice non voleva limitarsi a proporre nella capitale un gelato artigianale di qualità (cosa in parte già presente a Roma) bensì donargli anche un contesto, un’immagine innovativa e di impatto per spedirvi in un mondo di ghiaccio con la realizzazione dell’architetto Michele Marchese.

Risalto all’immagine e ad altre particolarità come l’aperitivo del Giovedì e della Domenica. Dalle 18, Vice mette a disposizione sfiziosi “Frozen Finger Food”, molto curati negli abbinamenti e nella presentazione, che spaziano dai gusti basic a quelli “salati”.

Facile quindi ritrovarsi a degustare, sugli sgabelli in plastica trasparente, un gelato al basilico servito su un conchiglione di pasta, pinoli tostati e cialda di Parmigiano, o meglio ancora un gelato di ricotta di bufala con pappa al pomodoro e pane carasau.

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Non potevo farmi sfuggire questa proposta, e pur non essendo capitato il giorno dell’aperitivo, l’estrema gentilezza del servizio mi concede comunque un assaggio dell’offerta: gelato all’avocado, alle arachidi, ananas e curry, gelato all’olio extravergine Particella 34 di Pianogrillo (eccezionale), al basilico ed un delizioso pere e gorgonzola con miele di acacia. Scucchiaio palline strabuzzando gli occhi per un equilibrio ed una consistenza che lasciano “congelati” dal piacere. Gli assaggi però mettono a dura prova la mia resistenza e la fin troppa disponibilità delle simpatiche ragazze al bancone, fa si che la golosità prenda il sopravvento. Tra creme e sorbetti, mi spazzolo in successione 5 coppette con panna, tracciando una bella panoramica dei gusti in esposizione: La “Coppa tra le coppe” se la aggiudicano il pistacchio, la ricotta di bufala agli agrumi, la noce e la nocciola, la crema di Parisi ed uno zabaione al marsala da antologia; difficile però tralasciare il caffè-latte, la mandorla, il cocomero al basilico, la banana e perle di cioccolato, lo yogurt e fichi o la crema lime, zenzero e cannella. Non ci sono dubbi, al Vice la materia prima di qualità si sente tutta, ma la differenza che manda in estasi le papille è una cremosità unica rispetto alle altre gelaterie capitoline. Il mistero me lo svela lo chef-gelataio, uscito dalla cucina a seguito del mio “raptus goloso”: il gelato, seppur semplice in apparenza, è un alimento completo che esige uno scrupoloso equilibrio nel dosaggio degli ingredienti; la cremosità eccezionale di quello del Vice è data da una maggiore percentuale di massa grassa. Un attentato alla linea forse, ma ne vale fino all’ultima kcal, in particolare se continuando a parlare con il ragazzo addetto ai lavori (giovane ma molto preparato) ne fuoriesce una precisione maniacale per il suo prodotto ed una  attenta selezione di ingredienti salutari e di qualità, che caratterizza tutta la gamma della gelateria e cioccolateria. La conversazione mi stimola ulteriormente, e pur non trovando il coraggio di testare i golosi semifreddi esposti in vetrina, cedo dolcemente alle Brioche homemade fatte con burro e lievito madre, abbinandole ad un tris di granite (mandarino, caffè e mandorla) in grado di battersela tranquillamente con quelle Sicilane. “Mi sa che a sto punto ti tocca saltà la cena!” e capisco che forse è il caso di levare le tende, ma non passerà troppo tempo (visto il caldo incessante delle ottobrate romane) prima di tornare a perdermi qui, e perché no, testare di persona anche l’offerta aperitivo!

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Vice Gelateria e Cioccolateria. Via Gregorio VII, 385 Roma.



sabato, 9 ottobre 2010 | ore 12:00

5 commenti su “Il gelato a Roma cura la propria immagine

  1. Conosco Vice quais dall’apertura e se concordo con te su alcune ricerche maniacali della materia prima – io ho provato un paio di estati fa un pistacchio meglio anche di quello di Manassei – ho riscontrato di recente un certo calo e appiattimento sui sapori, tutti molto tendenti alla “cosa fredda”.
    La simpatia e bravura della proprietà rendono comunque Vice un posto interessante, fosse anche solo per l’architettura veramente unica a Roma.
    Allo stesso tempo, spiace – ma puàò essere anche solo una mia esperienza momentanea – che la cerscita si sia interrotta, anzi ci sia stata una involuzione, cosa che non deve accadere in quelle gelaterie che, per scelta, saltano a piè pari le classiche creme per proporti abbinamenti singolari.

  2. Good news!
    I punti vendita VICE ora sono ben quattro!
    • Via Gregorio VII, 385
    • Corso Vittorio Emanuele II, 96
    • Viale G. Marconi, 207
    • Vice Cafè Via Fabio Massimo, 64

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