Scatti di vino (440)

Assaggi di vino. Chianti Rùfina docg: semplice, schietto e da elogiare

Paolo Trimani

Cantine Aperte potrai mai mancarlo su Facebook? In Campania, per esempio

Il Guardiano del Gusto

Partecipa anche tu alla festa di Birra del Borgo e scopri la ReAle 7

Adriano Desideri

Vino naturale e parole in libertà. L'importanza di chiamarsi millesimo

Alessandro Bocchetti

Senatrice Bianconi, nei concorsi enologici si è dimenticata la Fisar!

Il Guardiano del Gusto

Bevi quanto pesi. L'Enoteca Ferrara di Roma ti ricopre di bottiglie

Scatti di Vino

Schede del vino. Il massimo dei voti al Vermentino di Gallura Luris 2010

Maurizio Valeriani

Feste di birra. Mike Murphy, Birrifugio e l'apertura di Reale 7 di BdB

Adriano Desideri

Schede del vino. Tauma 2010, rosato à l'ancienne di Giuliano Pettinella

Alessandro Bocchetti

Ais vs Assoenologi. I concorsi diventano un fatto di monopolio?

Daniele Cernilli

 tutti gli articoli

29 Maggio 2012 ore 19,48

Terremoto, nuove scosse. Paura e 1 milione di forme di parmigiano perse

Vincenzo Pagano 

29 Maggio 2012 ore 18,43

Zuckerberg va Da Giorgio a Capri. Dirà mi piace l'Italia a 14 milioni di amici?

Scatti di Gusto 

29 Maggio 2012 ore 16,27

California Bakery. Il sogno americano di dolci e di hamburger lo trovi a Milano

Emanuele Bonati 

29 Maggio 2012 ore 12,54

Prova costume. Salti mortali con la ricetta della farinata genovese

Claudia Rossoni 

29 Maggio 2012 ore 08,51

Festa a Vico 2012. Un mercoledì da leoni: Gennaro in video per la pizza

Vincenzo Pagano
1

29 Maggio 2012 ore 07,00

Assaggi di vino. Chianti Rùfina docg: semplice, schietto e da elogiare

Paolo Trimani
1

28 Maggio 2012 ore 20,53

Terremoto. La mail per comprare il parmigiano che desideri è terremoto@coldiretti.it

Scatti di Gusto
7

Vini Naturali a Roma 2012. I 20 migliori vini da degustare in diretta

DI - CANALE Scatti di vino - domenica, 19 febbraio 2012 | ore 15:30

Vini naturali. Anche quest’anno Tiziana Gallo ha offerto l’opportunità di incontrare la maggior parte dei produttori di questa categoria vini (e con essi biologici, biodinamici e non solo) e soprattutto di degustarne i prodotti. Rappresentate praticamente tutte le regioni d’Italia, con proposte a volte decisamente eccellenti quanto poco conosciute, la manifestazione Vini Naturali a Roma ormai è diventata punto di riferimento e di confronto per appassionati e addetti ai lavori di questo settore nella cornice sempre suggestiva di Via della Conciliazione e di Piazza San Pietro.

Infatti, l’attenzione dimostrata dal pubblico sia questa volta sia negli anni precedenti è di tutto rispetto: a metà del pomeriggio di sabato tutte le sale erano affollate e gli ospiti continuavano ad arrivare, segno di curiosità ma anche di passione e riconoscimento per una realtà in crescita qualitativa e quantitativa. Oltre 50 produttori con almeno 200 diversi vini hanno disegnato un ritratto “bioenologico” dell’Italia vinicola veramente interessante e a volte insospettato, come si vedrà dalle segnalazioni esito dei nostri assaggi.

C’è una sorta di gusto ritrovato nel “ fil rouge” che accomuna le scelte produttive e di vinificazione degli attori che hanno proposto le loro realizzazioni: una piccola “recherche” del vino che porta i più adulti fra noi a ricordare il gusto dei vini prodotti dai nostri nonni che sicuramente non disponevano dei grandi mezzi tecnologici di oggi ma avevano una grande capacità di cogliere i frutti della vigna, seppure per soddisfare bisogni primari piuttosto che sollecitare il gusto con sapori diversi e sorprendenti. Ma la sorpresa più grande, almeno per noi, è stata di scoprire che moltissimi tra i produttori, e in particolare quelli più audaci e intriganti, sono giovani e giovanissimi, chiaro indicatore della volontà di proporre all’assaggio nuove interpretazioni di vitigni conosciuti e consolidati: nebbiolo, corvina, sauvignon, sangiovese, syrah,malvasia, fiano, primitivo, nerello, carricante, cannonau, spesso con abiti nuovi e aromi tipici, riconoscibili ma non enfatizzati. Ne riportiamo alcuni esempi che sono veramente una gioia per il palato.

E pazienza se a volte l’eccessiva naturalità del vino, vale a dire ad esempio l’assenza o quasi di anidride solforosa, può indurire il primo impatto coi vini e far alzare il sopracciglio: tempo qualche minuto e il quadro gustativo si ricompone e trova il suo equilibrio, rendendo gradevoli anche piccole imperfezioni, purchè non degradino nella difettosità.  Ma fortunatamente, negli anni, la selezione dei vini naturali posti alla nostra attenzione, è migliorata enormemente, al punto che è molto più difficile trovare vini “difettati” secondo i parametri organolettici classici .

Ma passiamo ai vini e scopriamo insieme i piccoli grandi pregi della degustazione.

I migliori vini naturali

      1. Arpepe (Lombardia – Valtellina) – Rocce Rosse 2001- Leggera nota di sottobosco, mineralità e sentori fumè, frutti di bosco e speziatura, fanno di questo vino quasi un danzatore abilissimo. 4 scatti e 1 secchio
      2. Arpepe (Lombardia Valtellina) - Ultimi Raggi 2004 – Volutamente un “non sforzato”, nel senso che qui l’appassimento è su pianta e non nel fruttaio; e la differenza si sente: le note di frutta matura sono decisamente poco presenti, ed il vino è giocato tutto su frutto croccante , spezia e bevibilità. 3 scatti e ½ e 1 secchio
      3. Bonavita (Sicilia) – Faro Rosato 2011 –  Il sottotilo potrebbe essere “Non solo Etna”.Giovanni Scarfone, ci ha fatto capire che con i due nerelli (mascalese e cappuccio)  si possono fare grandi vini anche nel messinese.  E perché no , anche con il rosato, che oltre alle note tipiche floreali e di rosa, chiude con delicate note di mela deliziosa. 3 scatti e ½ e 1 secchio
      4. Bonavita (Sicilia) – Faro 2006 – Leggera  nota sottobosco, spezia , mineralità, complesso e fresco allo stesso tempo, di grande piacevolezza. 4 scatti e 1 secchio
      5. Camillo Donati (Emilia Romagna) – Sauvignon 2008 – Grande struttura , ma anche tanta freschezza per questo sauvignon dai toni molto minerali e balsamici sul finale, da abbinare con piatti  elaborati.  3 scatti e ½
      6. Castel Noarna (Trentino) - Nosiola 2010 – Finalmente anche la nosiola, viene da dire subito dopo l’assaggio. Mineralità, agrumi e tipico sentore di nocciola anche sul finale, insieme a bevibilità ed eleganza, caratterizzano questo prodotto trentino.  3 scatti e 1 secchio
      7. Ciro Picariello (Campania) – Fiano 2007 – “Questo è un Fiano”  sono state le nostre parole appena finito di deglutire. Note di camino spento e fumè, nocciola e mandorla, fiori secchi e spezia, erbe aromatiche e agrume, insieme a struttura , eleganza e freschezza fanno di questo vino un autentica meraviglia.  4 scatti
      8. Emidio Pepe (Abruzzo) – Montepulciano 2000 – Leggera nota di sottobosco, note eteree e fruttate, pepe e piccola nota selvaggia, tannino perfetto e tanta polpa, acidità ed armonia fanno di questo vino un esemplare di riferimento per il Montepulciano, realizzato, non a caso , da uno dei padri del Montepulciano d’Abruzzo. 4 scatti
      9. Maso Furli (Trentino) – Sauvignon 2010  -  Fermentato per il 50% in botte grande e per il 50% in acciaio, si presenta “pietroso” e balsamico, con tanta materia corredata da acidità e profondità di beva,  nonostante una perdonabile leggera nota alcolica . 3 scatti
      10. Monte Dall’Ora (Veneto) – Valpolicella 2011 -  Azienda con storia recente, ci ha conquistato con i suoi vini. Il Valpolicella base anteprima 2011 ha delle note di prugna fragrante e finale speziato, con bevibilità altissima. 3 scatti e 1 secchio
      11. Monte Dall’Ora (Veneto) – Amarone Riserva Stropa 2004 – Minerale, speziato , con note di frutta secca e frutti di bosco, non ci fa percepire nessun sentore pesante di appassimento, ma tutt’altro. Freschezza ed eleganza, insieme ovviamente a tanta polpa. 4 scatti
      12. Morella (Puglia) – Fiano Mezzogiorno 2010 – Un fiano importato dalla Campania ed impiantato in Puglia con risultati veramente sorprendenti; mineralità , grande struttura, nota fumè e di camino spento e nocciola sul finale, con grande impatto olfattivo e gustativo. 3 scatti e ½
      13. Morella (Puglia) – Primitivo La Vecchia Signora 2007 – Realizzato da una singola vigna. Note salmastre e iodate, liquirizia e tabacco. Avvolgente e profondo. Tanta polpa ma molto elegante. 4 scatti
      14. Pievalta (Marche) – Verdicchio Pievalta 2010

        Un Verdicchio molto tipico con note di mallo di noce, pesca ed un finale balsamico. 3 scatti e ½ e 1 secchio

      15. Poderi Sanguineto (Toscana) – Rosso di Montepulciano 2010 – Dora e Patrizia, due signore energiche e determinate hanno dato vita ad una serie di vini d’autore.  Grande eleganza per il loro vino base , fruttato e speziato, elegante e , vivaddio, di grande bevibilità . 3 scatti e 1 secchio
      16. Poderi Sanguineto (Toscana) – Nobile di Montepulciano Riserva 2007 – Mineralità , cuoio, tabacco , grande tannino, complessità ed eleganza. Finale speziato e di lampone. 4 scatti
      17. Stefano Amerighi (Toscana) – Syrah 2009 – Un depliant in francese sul tavolo, in realtà posto là per errore, è stato un presagio di un Syrah che evoca fortemente il Rodano. Pepe e grafite in primo piano , beva profonda e avvolgente, frutti di bosco e prugna. Grande eleganza. Complimenti a questo ragazzo per aver creduto nel progetto. 3 scatti e 1/2
      18. Stefano Amerighi (Toscana) – Syrah Riserva 2008 -  Spezie e pepe in primo piano. Grande struttura , pieno e con tannino perfetto. Persistente e di enorme equilibrio. 4 scatti
      19. Val Cerasa (Sicilia – Etna) – Etna Bianco 2009 -. Con uve carricante al 100%, e grande nota vulcanica di cenere e grafite, stupisce per profondità di beva e persistenza con note finali di frutta secca e spezie.  3 scatti e ½
      20. Zidarich (Friuli – Carso Triestino)  – Prulke 2009 – Benjamin Zidarich, uno tra i maggiori interpreti della Vitovska, vitigno autoctono del Carso, ha dato vita ad un vino capolavoro, realizzato con 60 % Sauvignon, 20 %Vitovska e 20 % Malvasia, 2 anni di affinamento in botte grande. L’ingresso è in bocca è in punta di piedi, ma dopo un attimo il vino conquista tutto il palato e ci regala una grande armonia , con note minerali ed agrumate, e con struttura ed eleganza. 4 scatti

 

(Maurizio Valeriani e Carlo Bertilaccio)

 




21 commenti all'articolo: “Vini Naturali a Roma 2012. I 20 migliori vini da degustare in diretta”

  1. 1
    Corrado scrive:

    Per carita’! Se il migliore e’ Arpepe stiamo freschi.

  2. 2
    Gerry B2 scrive:

    Io sto assaggiando una vagonata di vini he puzzano se devo essere sincero. Saranno anche naturali ma nessuno negherebbe che sia naturale anche il pantano dei pollai. Pero’ evito di ingerirlo.

  3. 3
    Luca Panunzio scrive:

    Letta la lista ho commentato tra me e me: beh, quest è tutto?

    • 3.1
      Alessandro Bocchetti scrive:

      Beh, Luca, questo è parecchio… Io comunque ho assaggiato anche un grande cesanese vicinale 2010 di la visciola, fresco e beverino. Un buon pinot grigio di Terpin e un incomprensibile sauvignon che era una grande fatica per rendere neutro il vitigno, entrambi 2006, un grandissimo gattinara Osso San Grado 2007 di antonioli, giustamente ancora scontroso, ma di grande eleganza… E ancora altro, quello che mi ha invece stupito è un pubblico alla fine distratto… La versione dello scorso anno mi era sembrata piu interessata, i vini naturali stato migliorando, ma sono seguiti da un pubblico sempre piu acritico e schierato… Peccato!

      • 3.1.1
        Luca Panunzio scrive:

        Ciao Box,
        Ti dico la verità: non so se sono più difettati i vini o più odiosi i loro seguaci…. Naturalmente con le eccezioni dei singoli casi…..
        E poi: ti faccio una domanda: ma so cesanese, a chi lo vendo? Perchè a fare poesia è facile ma vendere una bottiglia di vicinale mi ci vuole una settimana!!!
        Su terpn, infine, sfondi una porta aperta: non “puzza”, tipico, varietale e con una vena minerale pronunciata ma fuso perfettamente nel corpo del vino.
        Però, giusto per farti capire che parlo dopo aver bevuto, il mio preferito è la ribolla gialla; ho assaggiato il 2006 a “temperatura ambiente” è mi ha colpito tantissimo.
        Quindi quando il vino è buono è buono e poco importa il resto.
        O perlomeno interessa ai fanatici….

        • 3.1.1.1
          jovica todorovic (teo) scrive:

          caro luca, su vicinale ti sbagli di grosso si vende si vene nun te preoccupà.

          • 3.1.1.1.1
            Alessandro Bocchetti scrive:

            Anche secondo e non è difficile da vendere… Costa il giusto ed è autoctono, la beva è fresca e facile… Dovrebbe avere un suo pubblico ;)

          • 3.1.1.1.2
            Luca Panunzio scrive:

            Ok mi hai convinto: l assaggeró…

      • 3.1.2
        Fabrizio Vicari scrive:

        A parte essere “stra-d’accordo” con i vini citati ti segnalo un piccolo refuso: “Osso San Grato” di Antoniolo…
        A proposito di Antoniolo, io personlamente preferisco il San Francesco, lo trovo più “vero”…
        Infine riguardo al pubblico, ho notato anche io un’affluenza esagerata sin dalle 14,30, e tanti che forse sono venuti più per “moda” che veramente interessati…

        • 3.1.2.1
          Filippo De Grandi scrive:

          Nelle annate calde come la 2007 di solito il San Francesco viene meglio, vista l’esposizione della vigna dell’Osso San Grato. Nelle annate “classiche” direi che non c’è gara.

  4. 4
    Gabvat scrive:

    Se si criticano i vini di ar.pe.pe allora …

    • 4.1
      Fabrizio Vicari scrive:

      Sono d’accordo, in effetti non capisco proprio come si fa a criticare Ar.Pe.Pe. a mio giudizio tra i migliori vini della Valtellina e non solo…

      • 4.1.1
        Gennaro Maglione scrive:

        Posso spezzare una lancia a favore del bellissimo Grumello Buon Consiglio? Un nebbiolo leggero e sapido e dal costo davvero contenuto. Ne feci scorta del vecchio millennio e mi spiace solo di non averne abusato caricandone qualche bottiglia in più in macchina!!!

    • 4.2
      Filippo De Grandi scrive:

      Se si criticano questi vini vuol dire non aver capito per niente il nebbiolo di montagna. Sarebbero da criticare la maggior parte degli altri Valtellina.

  5. 5
    heiden scrive:

    CHE SCHIFEZZA!!!!!

  6. 6
    antonio scrive:

    Maurizio e Carlo, bella immersione! Letta con gusto. Col solito pensiero: che per giudicare e raccontare i vini serve gente “naturalmente” equilibrata e seria, e non artificialmente sborona, de quarsiasi parocchia se collochi. Ciò detto, e che arpepe vs. pepe ovviamente è un match di lusso, alla bella ventina aggiungerei anch’io un terpin, del corinto recuperato a lipari, un po’ di roba dei Vigneri, il Friulano della Castellada, e la curiosità di un giovanotto con moglie produttore di Saumur che secondo me ha tanto da raccontare. Ps di Pievalta stavolta era buono anche lo schiumantino, a 7 euro a boccia in cantina se ne può bere più di un sorso….

  7. 7
    GustoVino scrive:

    Facendo un riassunto…mi sono piaciuti molto i friulani, tra cui i Clivi, La Castellada, Terpin e anche Paraschos…insieme ai “parenti vicini” sloveni come Klinec, Cotar e Mlecnik…
    Pievalta, che non conoscevo è stata invece una bella scoperta, insieme agli aromatici molto “puliti” di Garlider ed alla Malvasia delle Lipari di Punta dell’Ufala…
    Poi conferme da Bonavita, San Fereolo e i già citati Ar.Pe.Pe. e Antoniolo…

  8. 8
    Paolo scrive:

    Il primitivo morella mai sentito, com’è?

    • 8.1
      Maurizio Valeriani scrive:

      Ce ne sono due in purezza portati in degustazione, provenienti da due vigne diverse. Il primo si chiama Old Wines 2008, con toni di cioccolato tabacco, ma comunque con buona bevibilità e al contempo complessità; l’altro è La Signora 2007 citato nell’articolo. L’azienda fa anche un sorprendente fiano (anch’esso citato nell’articolo). In degustazione anche un Primitivo / Negroamaro (questo è anche il nome di fantasia del vino) interessante. Un po’ meno interessante il primitivo/malbec

  9. 9
    Maurizio Valeriani scrive:

    Grazie a tutti per i numerosi commenti ed interventi

Lascia un commento

Spam Protection by WP-SpamFree


29 Maggio 2012 | ore 12,54
Claudia Rossoni 0
Prova costume. Salti mortali con la ricetta della farinata genovese

Festa a Vico 2012. Un mercoledì da leoni: Gennaro in video per la pizza

Terremoto. La mail per comprare il parmigiano che desideri è terremoto@coldiretti.it

Aperitivo. La ricetta migliore per preparare le empanadas argentine

Ultra Pop. Anche Massimo Bottura rapito dalla pizza napoletana

Assaggi di vino. Chianti Rùfina docg: semplice, schietto e da elogiare

Cantine Aperte potrai mai mancarlo su Facebook? In Campania, per esempio

Partecipa anche tu alla festa di Birra del Borgo e scopri la ReAle 7

Vino naturale e parole in libertà. L'importanza di chiamarsi millesimo

Senatrice Bianconi, nei concorsi enologici si è dimenticata la Fisar!

California Bakery. Il sogno americano di dolci e di hamburger lo trovi a Milano

Milano. Sapere che il Bar della Crocetta fa i panini Escort e Lele non mi rincuora

Olimpiadi 2012. Nicola Batavia porta la cucina italiana a Londra

L'oro di Napoli/18 Pizzeria Cafasso, non mi aspettavo questa delusione

Tennis. Andy Murray tweetta la Taverna Trilussa migliore locale a Roma

Terremoto, nuove scosse. Paura e 1 milione di forme di parmigiano perse

Zuckerberg va Da Giorgio a Capri. Dirà mi piace l'Italia a 14 milioni di amici?

La settimana con Eataly Roma, Trofeo della pizza e parmigiano solidale

Terremoto. Web impotente per l'aceto balsamico che perde 15 milioni di euro

Cannibale vendeva carne umana spacciandola per carne di struzzo

Calcioscommesse. E io che pensavo che criscito facesse rima con pizza

Roma. Da Pierluigi e incontri Mark Zuckerberg con la moglie fuori da Facebook

La Mafia si mette a tavola. L'assurdo nome dei ristoranti in Spagna

Ultra Pop. A Pesaro l'anteprima del Festival del Brodetto con Uliassi

Quanto ti costa imparare a fare lo chef o la pizza da Coquis, a Roma

scattidigusto.it - v.2012/1.3
vincenzo@scattidigusto.it
Powered by O'range srl