Hamburger di coccodrillo: com’è il Croco Burger che mangiate a Expo

hamburger coccodrillo Zimbabwe Expo

Ci provo o non ci provo all’Expo?

Chi voglio prendere in giro? Non vedevo l’ora di provare un hamburger di coccodrillo, di lanciarmi nell’esplorazione di questa nuova branca della mia passione per il food: la gastronomia estrema. Branca che frequento da tempo, per carità, per quanto episodicamente – dal tempo del casu marzu, del formaggio con i vermi mangiato a casa di una famiglia di amici nell’entroterra sardo, all’altro formaggio fatto lasciando cagliare il latte nello stomaco (non ripulito) di un agnellino da latte (per strada, in Sardegna ancora, nel baule di una 850 Fiat, dopo aver fatto cuocere un porceddu in una buca tutta la notte fino alle 4…), alle varie frattaglie, alle ghiandole sudorifere sudoripare di un vitello lesso…

Sto divagando. Torniamo al Croco Burger. La notizia è di qualche giorno fa: una tonnellata di carne di coccodrillo è stata sdoganata, testata dal punto di vista sanitario, ed è arrivata allo stand dello Zimbabwe, all’interno del cluster Tuberi e Cereali. E un’altra tonnellata è in arrivo.

Si tratta di coccodrilli d’allevamento – e mi sto chiedendo se ci sono differenze nel sapore fra i coccodrilli allevati e quelli lasciati allo stato brado. La loro carne è leggera e senza grassi.

crocoburger filetto coccodrillo

Potrei aggiungere particolari sugli allevamenti che riforniscono la crocohamburgeria zimbabweana (il più grande dello Zimbabwe ospita 200.000 coccodrilli), o sulle scatolette di coccodrillo (edule, non fashion) esposte nello stand, o sul fatto che l’Italia è uno degli ultimi paesi in cui ancora non era permesso il consumo di coccodrillo, se non per scarpe cinture e borsette. O parlare del fatto che il coccodrillo è una specie in via di estinzione, e che l’allevamento è sottoposto a regole molto rigide, e che ogni 100 uova in incubatrice vengono reimmessi nel loro ambiente naturale 3 coccodrilli. Ma sarebbe un tergiversare eccessivo. E allora…

hamburger coccodrillo

Buono!

Sì, il Croco Burger mi è piaciuto. Servito in uno scatolino da hamburger, il panino comprendeva, oltre a una fetta di coccodrillo (suona strano anche scriverlo!), una di un formaggio non meglio identificato, zucchine melanzane peperoni.

hamburger coccodrillo formaggio

La consistenza della carne è decisamente morbida; il sapore, da molti è paragonato al pollo (forse perché, come quello di molti carni bianche, non è particolarmente deciso).

hamburger coccodrillo assaggio

A me consistenza e sapore hanno fatto venire in mente più quei pesci carnosi come il pesce persico. Anche il pollo, certo, ma molto morbido però.

bibita babobab hamburger coccodrillo

Il burger con una bibita al baobab e succo di uva rossa (italiana) è costato 12 €.

Secondo Georges El Badaoui, console dello Zimbabwe, non è escluso che a ottobre il Croco Burger non lo si possa mangiare anche fuori dall’Expo. E si prospettano già le prime ricette fusion – ragù di coccodrillo con cipolla di tropea, pomodoro pachino, pesto al basilico ligure dop con aglio di vessalico.

ham holy burger

E voi? 12 € per un viaggio esotico vi sembrano troppi? O avete paura del coccodrillo e preferite un tradizionale hamburger di Milano?

[Immagini: baritalianews, iPhone Emanuele Bonati]



4 commenti su “Hamburger di coccodrillo: com’è il Croco Burger che mangiate a Expo

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