Il panino good di Ferran Adrià corre poco

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Madrid. Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non ha mangiato un panino rapido, veloce e plasticoso, accompagnato dalle inseparabili patatine bisunte d’ordinanza, in una di quelle famose catene di fast food americane. Durante una pausa pranzo frenetica, in un aeroporto affollato, d’uscita da un cinema o in un viaggio all’estero, penso che siano davvero in pochi a poter vantarsi di non esserci cascati.
L’idea di rispondere al dilagare dei fast food è venuta qualche anno fa anche al catalano Ferran Adrià che ha al suo arco democratico anche le frecce dell’Inopia nel mercato di Sant’Antonio a Barcellona. L’intenzione del padre della famosa e famigerata cosiddetta cucina molecolare è proporre il fast food di origine americana in chiave genuina, con prodotti naturali e di qualità. In collaborazione con la NH hotel è nata nel 2005 la catena spagnola Fast Good. A Madrid sono capitata in uno dei locali.

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Prima di altre considerazioni colpisce certamente trovare un personale cortese e attento, pronto a raccontare i prodotti utilizzati, a servire a tavola e persino a sparecchiare. I locali sono arredati con gli oggetti della collezione Kartell, con le sedie di Philippe Starck e le lampade a sospensione FL/Y di Ferruccio Laviani, e risultano ben più accoglienti di qualunque altro omologo d’oltreoceano.
Gli hamburger, realizzati con carne di buona qualità, sono preparati al momento e cotti al punto giusto. Le patatine non hanno quell’aria untuosa e malsana e si lasciano mangiare molto volentieri. I dolci, per lo più mousse o budini, sono degni di un ristorante.
Insomma, un’ottima occasione per avvicinare i giovani ed educarli ad un gusto meno plasticoso ed omologato, per dare loro l’occasione di capire che un hamburger di manzo può avere un gusto diverso da uno di pollo, che non esistono solo bibite gasate, ma anche succhi di frutta privi di coloranti artificiali, che un dolce può definirsi tale anche senza l’uso di aromi finti.
Il tutto per circa 10 euro: panino, patatine, bibita e dolce compresi. Eppure, il venerdì sera Fast Good era quasi deserto, al contrario delle altre catene veloci, in una Madrid frenetica e presa d’assalto dai giovani. Il segnale probabile di un’iniziativa che aveva le premesse di essere davvero brillante grazie alla formula spendo poco e mangio di qualità che invece ha assunto le proporzioni di un flop che ha tagliato subito le gambe ad una potenziale espansione al di fuori della città di Madrid (e di Santiago del Cile!), anche se sono dichiarate nuove aperture a Barcellona, nelle Canarie e a Valencia. Sia chiaro che Fast Good è un fast food, e non ha pretesa di essere nulla di diverso. Quindi andateci soltanto se siete intenzionati a consumare un panino veloce, non se avete intenzione di una cena spagnola o per un giro di tapas.

[Lydia Capasso]

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