Marijuana, un negozio come una sala da the

Ricordate Crème de Canna, il gelato alla marijuana commercializzato a Santa Cruz? In una California che si prepara a sdoganare definitivamente lo spinello, anche Eric Pearson, sul mercato di San Francisco da 12 anni come coltivatore e venditore di cannabis a scopo terapeutico, apre il suo negozio e si appresta a cogliere l’occasione storica: vendere cannabis per uso “ricreativo”.

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Il San Francisco Patient and Resource Center è una farmacia sui generis. Intanto perché vende marijuana invece che aspirina. Ma anche perché, una volta entrati, l’abbraccio discreto della musica jazz fa il paio con il calore del legno, con il comfort delle panchine, con la tenerezza delle piantine (di cannabis) allineate sugli scaffali.

larissa-sand-bottGli interni sono firmati dall’interior designer Larissa Sand che, prima di accettare la proposta di Eric e partire con il progetto di questo insolito punto vendita, ci ha pensato a lungo. Per prima cosa, da estranea all’ambiente (“Niente in contrario con la marijuana ma la mia droga preferita è il vino”, ha dichiarato al New York Times) si è fatta un giro dei locali della Bay City che dispensano la benefica pianta. Quindi ha considerato che, nell’imminenza del voto di novembre sulla legalizzazione dell’uso ricreativo della marijuana in California, voluto dal governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger per ripianare i buchi di bilancio (la coltivazione e il possesso di cannabis per uso personale a scopo terapeutico è già legale), bisognava dare un contributo positivo alla causa. Come? Creando degli interni “normali” e rassicuranti, un luogo in cui sentirsi a proprio agio, trasparente. Perché nella tollerante California chi fa uso di marijuana, e non solo a scopo terapeutico, presto potrebbe non aver più nulla da nascondere.

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Il risultato, al n. 1256 di Mission Street, è quanto meno di rottura rispetto a locali dello stesso tipo. A cominciare dalle facciate esterne semitrasparenti, pensate su modello della Twin Peaks Tavern, il caffé nato nel 1972 nel quartiere Castro, cuore della comunità gay di San Francisco. “Una scelta simbolo di legittimazione e trasparenza”, ha spiegato Larissa Sand. Come un outing, insomma, alla vigilia del voto.

Foto: Justin Fanti

[Fonte: NYTimes]

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