Identità Golose. Il Dream Team con Bottura, Romito, Esposito, Sorbillo, Parisi

Ci siamo, ancora qualche giorno e domenica 30 gennaio parte a Milano la settima edizione di Identità Golose, il Congresso gastronomico italiano ideato da Paolo Marchi. Programma denso con un parterre d’eccezione e momenti di spiegazione, approfondimenti, confronti. E il ritrovarsi con chi si incontra di meno nel corso dell’anno in questa sorta di Circus della F 1 della tavola. Scattidigusto sarà presente all’appuntamento per catturare idee, suggerimenti, novità e conferme con il chiaro obiettivo di fornire le indicazioni per la ricerca delle migliori tavole ed emozioni che sicuramente non mancheranno. Proviamo a distillarle in 5 momenti irrinunciabili che lasceranno un segno in questo 2011 e creando il nostro Dream Team in grado di conquistare il gusto sul modello della squadra di basket che vinse l’oro olimpico a Barcellona con un ruolino di marcia incredibile.

Massimo Bottura. ritorno (Lunedì 31 gennaio, Sala Auditorium, ore 12:10). Il titolo vale un programma lungo più dell’anno appena trascorso. Massimo, reduce dalla consacrazione ai massimi livelli della ristorazione italiana, è sempre pronto a stupire e lo farà con un video girato alla sua maniera. Tutto giocato sulla memoria, toccherà i luoghi comuni dei tortellini più buoni (ma sono migliori quelli di mia moglie) o delle tagliatelle migliori (ma quelle di mia suocera sono imbattibili), ma il registro sarà imprevedibile come lo chef dell’Osteria Francescana ha ormai abituato i suoi fan. Il cibo che si incrocia con la memoria sulle note di Girl From The North Country di Bob Dylan diventa un viaggio alla scoperta di chi eravamo per comprendere chi siamo. Il passaggio diventa una distillazione della memoria e l’affermazione di cosa ama Bottura: dopo la buona cucina preparatevi ad un’altra grande scoperta. (Playmaker – Magic Johnson)

Niko Romito, estrazione (Lunedì 31 gennaio, Sala Auditorium, ore 14:45). Lo chef abruzzese presenterà un nuovo piatto che ci ha molto impressionato. Come suo solito niente fornelli in azione, ma solo lui in scena e un video pulito e chiaro che ci spiegherà questo piatto che sa di autunno montano, di freddo e di terra. Gel di vitello, mandorle, porcini e tartufo bianco, detta così sembra semplice, a vederlo anche di più. Uno sformatino dalla forma rotonda e pulita. In bocca un’esplosione. Note primordiali di humus inseguono sensazioni dolci e verticali, un gioco di contrappunti precisi e millimetrici, per un piatto che libera Niko dal fardello della giovinezza e lo consegna al futuro di maestro Reale. (Guardia – Michael Jordan)

Gennaro Esposito e il sapore autentico dell’orto campano (Lunedì 31 gennaio, Sala Auditorium, ore 16:10). Il Re del Mare farà cambiare visione prospettica a tutti coloro che parteciperanno all’incontro dedicato alle ricchezze della Campania Felix. Tre piatti che descrivono una terra verace grazie ai sapori dell’inverno ricco di broccoli, scarole, cipollati di Nocera. Il 1° arriva dalla tradizione napoletana: una minestra maritata di pesce che rappresenta l’evoluzione della sua stupenda minestra di piccoli pesci. Il 2° è un risotto con broccolo nero, limone mantecato, burrata e triglia marinata allo zenzero candito che unisce due elementi della tavola partenopea come la triglia e il broccolo nero di Napoli. Il 3° è un gioco di allusione sensoriale, Tutto Bianco, ed è realizzato con 10 ingredienti, tutti della stessa forma che alterano il rapporto tra sensi escludendone uno, la vista, che lo percepirà di un unico tono. Dalla sua Torre del Saracino, Gennaro Esposito intende lanciare un nuovo messaggio di grandezza della semplicità affondando le radici nella coltura del suo orto a Frigorifero Zero. (Pivot – Charles Barkley)

Gino Sorbillo e la leggenda della pizza (Lunedì 31 gennaio, Sala Auditorium, ore 10:20). Del lusso della semplicità si continuerà a parlare proseguendo il discorso avviato l’anno scorso proprio come tema centrale di Identità Golose. E cosa potremmo immaginare più semplice della pizza? Gino Sorbillo, si direbbe a Napoli, ha l’arteteca addosso. Vuol dire che no sta mai fermo. E come un vulcano in eruzione si muove magmatico tra la sua pizzeria, gli eventi e la battaglia per dare alla pizza napoletana verace un riconoscimento mondiale. Forte di una tradizione familiare macina più di un migliaio di pizze/giorno contravvenendo a tutte le regole che vorrebbero la qualità nemica della quantità. A IG, causa impossibilità di montare un vero e proprio forno napoletano porta un video di 7 minuti in cui spiega la tecnica per realizzare la vera pizza napoletana destinato a diventare un cult del genere. Ma poiché non può restare senza le mani in pasta, con sè avrà l’impasto per mostrare la tecnica di stesura. E farà un duetto con Simone Padoan propiziato dalla sua voglia di imparare e dal Molino Quaglia. (Ala – Larry Bird)

Paolo Parisi, My Oven. Nei corridoi che fiancheggiano le sale sono sistemati gli stand gastronomici e uno di questi ospita Paolo Parisi. Egg Man, il Signore delle Uova si presenta in un’altra veste: specialità carne. Presenta una sua invenzione, My Oven, una macchina del fuoco in grado di cuocere con la brace e di toccare punte di 400° nata dalla locomotiva che utilizza per cuocere la carne. Una macchina geniale come un uovo (appunto) di Colombo per una cottura a fumo che valorizza la carne e permette di non ustionarsi. Dopo aver rivoluzionato l’idea dell’uovo, che sembrava immodificabile, con le galline meno ovaiole alimentate a latte di capra vuoi vedere che cambierà la maniera di cuocere la carne alla brace in appena 100 cm di spazio? Da guardare con attenzione. (Ala – Karl Malone)

Una squadra dei sogni che l’Italia può vantare e in grado di conquistare le platee internazionali con la capacità e la passione per il cibo più autentico. Ed altri potrebbero entrare ad affiancare il quintetto base attingendo dal programma costruito ad Identità Golose. Una sola perplessità: sembra che manchi qualcuno. Che a Milano non sia ancora arrivata la notizia di un Re delle Erbe che risponde al nome di Pier Giorgio Parini?

Foto: Oliviero Toscani, Vincenzo Pagano, Francesco Arena

6 Commenti

  1. Ho avuto la fortuna di assaggiare in anteprina il gel di vitello, porcini secchi, mandorle e tartufo bianco di Niko Romito e l’ho trovato “Reale”..si tratta di un piatto di un’intensita infinita, apre al commensale le porte ad una nuova esperienza sensoriale. Cucina vigorosa ed “erotica” ai vertici della nuova cucina italiana.

  2. A Vincé tutto bellissimo ma cazzarola i gicatori del basket me li hai pizziacati da un antologia un po datata. Ci manca solo Isiah Thomas, Robert Parish,.

    Certo che Malon e Barkley erano dua animali fisicamante ma accarezzavano l’arancia come nessun altro.

  3. ha risposto a jovica todorovic (teo): L’ho scritto, il Dream Team è quello vero dell’oro olimpico del 92 che a Barcellona strapazzò tutte le squadre con 40 e passa punti di differenza. Non so se ricordi, ma le partite iniziavano con la squadra avversaria che faceva le foto agli americani… 117 a 85 nella finale contro Croazia e c’erano dentro Drazen Petrovic e Rada, mica pizza e fichi. E poi riesci a mettere a fuoco un play più efficace di Magic o un tiratore più efficace di Jordan? Un centro più devastante di Barkley e uno più rapido di Bird (tra l’altro a rompere il tabù che solo un giocatore di colore poteva battere un altro di colore, come dire la pizza può essere gourmet)? O il micidiale mailman Malone che in qualsiasi condizione fisica faceva il suo lavoro solido? Perfetto con il suo stare a Utah Jazz come un certo Usignano di Lari! Uhhhhhh Guarda sua faccia! Ouuuuuuuu, vi prego inquadrate sua faccia!!! 😉

  4. E un bel Larry Wright, Banco di Roma, vincitore della Coppa Campioni contro gli spagnoli del barcellona non è meglio? Va bene che Bottura è molto amico di ferran adria ma esserlo da posizione più alta non sarebbe male.

    E vogliamo mettere l’ala Oscar Schmidt che alla guida della squadra di Caserta per un battito di ciglia non riuscì a prevalere sugli spagnoli del Real Madrid di Petrovic (44 punti per lui 62 per lo stellare e indimenticabile croato), caro Pagano?

    Anche se non andiamo avanti con gli anni, anzi. Nel primo caso siamo nella stagione 1983-1984 e per far partecipare anche la signora mamba segnalerei una bevuta eccezionale di Conterno dell’82 che è evento eccezionale come una vittoria del genere, mentre nel secondo caso avanziamo al 1989 e propenderei per un Duero spagnolo dello stesso anno che appunto non rasenta l’eccezione! Che ne dite, può andare?

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