Consumi al palo. Ma crescono gli acquisti biologici e online

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Luci e ombre di fine recessione. Consumatori cauti, ancora in attesa di segnali positivi robusti ma sempre più innamorati del biologico e degli acquisti online. E’ il quadro che emerge dalle ultime istantanee scattate dagli esperti, Ac Nielsen e Istat in prima fila, inesorabili bollettini di guerra che non lasciano troppo spazio all’ottimismo, almeno per l’immediato. Ma che fotografano anche la voglia di qualità e comodità.

Cominciamo dalla cattiva notizia. Le rilevazioni sull’ultimo trimestre del 2010, effettuate da Ac Nielsen su 52 Paesi del globo, restituiscono un’immagine opaca dei consumi. “La situazione economico-finanziaria ancora fragile e la mancanza di indicatori positivi nel corso dell’intero anno hanno messo i consumatori di fronte al fatto che una vera e propria ripresa è ancora piuttosto lontana”, ha commentato l’economista Venkatesh Bala del Cambridge Group di Ac Nielsen. “In tutto il mondo e soprattutto in Occidente i consumatori si stanno preparando ad un altro anno di crescita molto lenta” e per questo “seguono ancora uno stile di vita cauto”. La pensa così il 54% degli Americani, il 56% degli Europei e il 47% dei consumatori di Asia-Pacifico. In controtendenza i Latino-Americani, ottimisti sulla situazione già a breve termine.

Saldi poco entusiasmanti, calo dell’indebitamento da credito al consumo per il secondo anno consecutivo, carrelli della spesa più poveri (dati Istat di novembre su ottobre) di carne, vino, pasta e ortofrutta (resistono solo latte, uova, olio e prodotti freschi confezionati). Gli indicatori della paura ci sono tutti. Budget alimentari che si contraggono, menu che si accorciano, ricorso crescente agli acquisti all’hard discount. Consumatori barricati, insomma, ritirati sull’Aventino di una recessione che sarà pure finita ma la luce in fondo al tunnel è ancora un flebile lumicino.

Eppure, nel quadro da quasi-Dopoguerra che esce univoco dalle ricerche di mercato, lampeggiano, come stelle nel cielo scuro, i dati sugli acquisti di qualità e online. Come a dire che nell’immobilismo che accompagna la paura qualcuno prova a fare un salto in avanti, guardando al futuro. Lasciando sugli scaffali il vino da tavola ma opzionando volentieri quelli a denominazione. Combattendo la sua personale battaglia per la sicurezza alimentare con un il carrello sempre più pieno di prodotti biologici. Accalcandosi, nella quotidiana corsa contro il tempo, sui prodotti freschi confezionati e pronti all’uso. O riempiendo, comodamente seduto al pc, il carrello con un click. E siamo alla buona notizia.

A confermarlo sono i dati Ismea-AcNielsen sull’andamento dei consumi nel quarto trimestre del 2010: bio in aumento del 12,1%, con punte del 17% per la pasta e del 24,3% per il latte fresco, incrementi compresi tra il 16 e il 20% per cereali e derivati, del 5,5% per l’ortofrutta (+76,5 per le melanzane), dell’11,1% per i prodotti lattiero caseari. Una scelta per la quale i consumatori sono disposti a pagare visto che, come ha calcolato recentemente Altroconsumo, alcuni prodotti bio costano quasi il doppio rispetto a quelli tradizionali (+200% i dadi da brodo, +130% le zucchine, +80% le carote e l’olio).

Sono dati da vero exploit quelli contenuti nella ricerca Online trends 2011 sul commercio elettronico in Italia. Commissionato dal sito di acquisti online Kelkoo al Centre for Retail Research di Nottingham, il rapporto evidenzia che l’Italia è ormai il quarto mercato in Europa dopo Inghilterra, Germania e Francia con 10,25 miliardi di euro di mercato, una crescita annua del 25% e una spesa pro-capite di 1173 euro, lievemente sopra la media europea. Con 27 articoli a persona compriamo online più articoli dei Tedeschi (che però ci superano in valore degli acquisti). E le previsioni non sono meno ottimistiche: entro il 2012, assicurano i ricercatori, l’Italia arriverà a 12,29 miliardi (+20% contro una crescita media europea prevista del 18%).

Fonte: helpconsumatori.it, repubblica.it, coldiretti.it, cia.it, Altroconsumo

Foto: guidasicilia.com, blog.tagliaerbe.com

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