Capretto e carciofo, la ricetta per accogliere la primavera

Tempo di lettura: 2 minuti

Ecco una carne che, se cucinata a dovere, mi fa davvero impazzire. Il capretto, leggermente meno saporito dell’agnello, si sposa magnificamente con il carciofo in stagione; un legame perfetto per un corposo secondo primaverile. La polenta di contorno è una mia aggiunta golosa che lo rende piatto unico. Voi potete ometterla se volete, ma vi assicuro che ci sta benissimo!

Ingredienti (per 6 persone)

1 kg abbondante di capretto a pezzi
10 carciofi bio
Pecorino della Sabina 12 mesi
Olio alla menta ‘Olifrutti’
200 g di farina fine di mais ‘Mulino Marino’
Acqua per polenta (proporzioni 1 litro ogni 220 gr circa)
1/2  bicchiere circa vino rosso
Sale Maldon
Pepe
Aglio
Scalogno
Olio extra-vergine d’oliva italiano
Nepitella
Maggiorana
Prezzemolo

Preparazione

In un tegame con fondo pesante metti aglio e scalogno tritato, il capretto in pezzi e l’olio.
Cuoci a fiamma bassa facendo colorire uniformemente la carne (se necessario aggiungi poca acqua calda). Alza la fiamma e sfuma con il vino, regola di sale e pepe e aggiungi nepitella e poca maggiorana. Copri e porta a cottura a fiamma bassa. Tieni da parte.

Per i carciofi:

Pulisci i carciofi e mettili a bagno in acqua acidulata (metà tagliati a spicchi e metà interi). Cuoci i carciofi fatti a spicchi al vapore, frullali con il mixer aggiungendo sale integrale e nepitella. Tieni da parte.
Condisci la ‘testa’ dei carciofi interi con un trito di prezzemolo, nepitella e aglio. Cuoci ‘alla romana’ in un tegame alto e profondo.

Per la polenta:

Versa la farina a pioggia nell’acqua calda al punto di ebollizione, mescolando continuamente con una frusta. Prosegui la cottura a fuoco basso per il tempo indicato (ideale 90 minuti) continuando a mescolare il più possibile con un mestolo, per evitare che si attacchi.

Per completare:

Impiatta con la base di polenta affiancata dalla crema di carciofi; sopra disponi la carne di capretto con i suoi umori ed il carciofo alla romana ancora caldo. Personalmente amo aggiungere alla fine una ‘nevicata’ di pecorino della Sabina, nepitella fresca spezzettata ed un filo di olio alla menta.

Buon appetito!

8 Commenti

  1. ha risposto a fabrizio pagliardi: Fabrizio non deve essere. Lorenzo ha usato quelli e lo scrive.

    Sul capretto qualsiasi penso che sia meglio uno a filiera CERTA. Come è esagerato andare avanti a mode e loghi, così eviterei il tanto è tutto uguale. O i prodotti che proponi alla Barrique sono uguali a tanti altri?

  2. ha risposto a Vincenzo Pagano:

    Vincenzo, volevo essere bonariamente polemico non realmente polemico. se leggi la ricetta tutta di un fiato ti fa strano che il carciofo sia bio , la farina del mulino marino, l’olio di olifrutti e il capretto solo a pezzi.

    Comunque per scelta sono ormai cinque anni che non metto nessun nome o marca sul menù.
    E non è una scelta casuale ma meditata.

  3. ha risposto a Jovica Todorovic:
    E’ condivisibile. Però se per l’esecuzione di una ricetta si vuole dare un’indicazione sul tipo di ingrediente usato ai fini di una buona realizzazione, che c’è di male? E’ sottinteso che la farina, l’olio …e anche il capretto si spera, pur non specificando la marca, siano di buona qualita’!

  4. ha risposto a fabrizio pagliardi: Scusa Fabrizio, non intendevo essere tranciante. Mi spiego meglio.

    Se passa l’idea dell’uno qualsiasi è peggio del messaggio “griffato”. E’ chiaro che per gastromaniaci e addetti ai lavori quel qualsiasi ha un valore di “ribellione” all’imposizione dei “soliti nomi” che io in parte condivido e in parte rifiuto per un semplice motivo: se un produttore ha raggiunto una stabilità di prodotto grazie all’esperienza e alle prove eseguite ma non è più una novità mi sembra assurdo depennarlo. Come, ovvio, è possibile che qualcuno si sieda sugli allori.

    Bisogna perciò tenere in conto che se dici ad una platea ampia e non foodholic “capretto qualsiasi” potrebbe venire in mente un bel cellophanato cotto e mangiato….

    Il riferimento alla Barrique e alle proposte sottintendeva questo ragionamento. Non penso che utilizzeresti un capretto qualsiasi 🙂

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui