MacchèRoma. Signora mi casca sull’uovo. L’amatriciana definitiva

Tempo di lettura: 2 minuti

Difficile distaccarsi dalla “gastromania” nel quotidiano, in particolare quando anche la scuola ci mette del suo.

Complice un WorkShop allo I.E.D. su “Cucina e Televisione”, con una docente speciale come Francesca Barberini del Gambero, rieccomi infatti a spadellare e parlare di cibo anche in sede scolastica. XD

Il progetto del WorkShop era quello di girare, in poco più di tre giorni, un video/demo di un possibile programma di cucina televisivo, grazie alle nozioni apprese dall’esperienza di Francesca.

Difficile dar vita a qualcosa di originale in un contesto così “inflazionato”, ma noi ci abbiamo provato comunque, strutturando un format in cui 2 ragazzi romani facessero scoprire a studenti stranieri (o fuorisede) il panorama della cucina capitolina attraverso la “voce” delle piazze cittadine. Ogni puntata, inoltre, contemplerebbe la realizzazione finale di un piatto tipico della tradizione, magari supportata dal commento e dalle dritte di uno chef qualificato.

Girare questo video è stata un’esperienza nuova e divertente, che ci ha soddisfatto molto grazie alla determinante collaborazione di Francesca. Come titolo ci siamo trovati subito d’accordo, pensando che “MacchèRoma” (con sottile dedica al mitico A. Sordi), fosse più che mai adatto. 🙂

La demo della prima puntata è stato girato a Testaccio; quartiere simbolo della cucina romana per la sua ricchezza di osterie e ingredienti storici. Il piatto scelto, “chevvodicoaffà”, è stato forse il più discusso tra i classici romani, che riporta sempre molte perplessità sugli ingredienti da usare: l’Amatriciana.

Ognuno conserva una propria “versione definitiva/assoluta” di questa pasta, e noi ne abbiamo approfittato per divertirci con i commenti raccolti al mercato testaccino, e poi riprodurla a modo nostro. 😛

Non mi resta che auguravi buona visione lasciandovi anche la ricetta della (vera?) Amatriciana.

E miraccomando, vedete il video fino in fondo… Ne vale la pena! 😉

I bucatini all’amatriciana dello IED

Ingredienti (4 persone)

400 g di Bucatini
400 g di Pomodori pelati
100 g di Guanciale
60 g di Pecorino Romano
Vino Bianco secco
Sale e Pepe;
Peperoncino (facoltativo)

Preparazione

Metti a bollire acqua calda poco salata, taglia il guanciale a tocchetti abbastanza spessi e falli sudare dolcemente in una padella di ferro. Sfuma il guanciale con il vino, fai evaporare e togli dalla padella tenendo da parte. Versa i pelati nel fondo del guanciale facendo insaporire, regola di sale e pepe (ricorda il guanciale) e butta la pasta.

Rimetti il guanciale nel sugo di pomodoro e scola la pasta direttamente in padella, mantecando con una parte del pecorino. Impiatta i bucatini a “nido” cospargendoli ulteriormente con una ricca “nevicata” di pecorino romano.

“MACCHÈBBONA!” 😛

Foto: Ludovica Rugger

11 Commenti

  1. una matriiciana molto in stile “l’appartamento spagnolo”, per robusti appetiti studenteschi 😀
    Daje Loré…

  2. il video è molto divertente e fresco, mette di buon umore, malgrado la ricetta non sia precisissima:
    quel guanciale sfumato con il vino fa male a occhi e cuore, anche il metterlo ad ammosciare in una ciotolina di vetro stretto non mi pare una grande idea, un foglio di carta assorbente, no!? Ma la cosa che veramente strazia è il pelato Graziella tuffato nature nell’olio bollente senza troppe cerimonie…

  3. Lore’ la prossima vorta che te ncontro …te corco giuro:-))))))) ps vino bianco’ arghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh……

  4. Belle queste istantanee di testaccio, fanno venire una gran fame e raccontano pezzetti di Roma quasi sparita! E che bella gioventù ai fornelli!

  5. ha risposto a Carlo Giovagnoli: ha risposto a Carlo Giovagnoli:

    Non sarà l’amatriciana da disciplinare, ma la cucina popolare romana piace anche così, semplice e spontanea. Bello vedere come la gente di un quartiere storico di Roma interagisce con disponibilità e allegria con questo gruppo di giovani!

  6. I ragazzi si sono divertiti, forse meno il vate Dandini che vorrebbe rivedere qualche cosa. e brava la barberini che è sempre molto gentile nel porre idee e argomenti!

  7. Possibile che solo Alessandro e pochi altri abbiano compreso il senso di questo video??? 🙂 (arcà mi sorprendo di te!XD)
    Si parlà sempre di gastrofighettismo accusando i pochi appartenenti a questo “ambiente” di considerare solo guanciali, paste e prodotti marcati… Poi non sapete cogliere “alla leggera”, un video chiaramente scherzoso in cui però, una studentessa straniera che propone un fast-food, si ritrova comunque a fare un’amatriciana improvvisata, mantecata e con il GUANCIALE…quando è quasi raro trovarlo anche al ristorante… Il senso del era proprio quello di introdurre la volontà di cucinare nei giovani, partendo dai piatti della tradizione.. Non si scoprirà che i gastrofighetti alla fine siete voi??? :-)))
    P.s. L’ammatricciana dicono era BBooNNaa!!! 😛

  8. bah, io penso che tra il gastrofighettismo e il giusto richiamo di Arcangelo ci sia una distanza siderale, tanto più che l’accusa di gastrofighettismo viene proprio da un pulpito che di solito riempe queste pagine di nomi di fornitori e di negozi di fiducia…. ah!

  9. Non discuto la ricetta, per me va bene così, e l’intento era chiaramente quello di vedere cosa considera amatriciana la gente, non certo lo chef professionista… e infatti per me l’unica nota stonata è l’impiattamento a nido… ‘tacci de pippo, devi fa ‘na cofana d’amatriciana, mica stai a fa’ er marchesino! sinnò dai raggione a Arcangelo! o si è sfonnati, o si è marchesini (gualtiero?)
    A parte ciò, complimenti a studenti e professoressa!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui