Un marziano a Roma/36 Alla ricerca del pesce sul litorale: il Porto d’Anzio

Ristoranti

È di nuovo mercoledì, altro giro, altra corsa intergalattica per l’omino verde, nuova ricerca di un locale terrestre per me che di Qwerty questa volta mi devo occupare e sfamare.
Le giornate più lunghe, il clima dolce e mite, la voglia di sentirsi mentalmente già un pó in vacanza mi suggeriscono di portare il marzianino nella Roma marinara, quella del litorale: si, ma dove?
Dopo una breve pausa di riflessione mi torna in mente un locale di Anzio, meno noto di Pierino, ma di cui si parla positivamente per la sua particolare offerta.
Il Porto d’Anzio ha questa formula: 25 euro per coperto e servizio e poi vini a prezzi di enoteca e pesce venduto a peso secondo le quotazioni del mercato, riportate su un menù il cui fine è quello di orientare il cliente piuttosto che quello di presentare un’offerta che cambia quotidianamente a secondo del pescato locale (uno dei migliori del Tirreno).

Il locale è molto piccolo, affacciato sul molo, con una cucina completamente  a vista (ed incredibilmente “inodore”)  ed un arredo in stile nautico ma non stucchevole.

Il pane, i grissini, la pasta all’uovo sono tutte preparazioni della casa che spesso vengono realizzate direttamente sotto l’occhio incuriosito dell’avventore, in una verace costruzione del tanto ricercato “show cooking”.

Non ordiniamo, con Qwerty in piena “trance gastronomica”, lasciamo che i cuochi costruiscano  il nostro percorso di degustazione: crudi, caldi e paste è tutto quello che sappiamo.

Dadolata di fragolino, olio di Sant’Agata e sale nero : tutta materia prima, fragolino sodo e profumato, olio delicato per un piatto fresco e piacevolissimo impreziosito da un concasse di pomodoro che ne aumenta la spinta gustativa.

Scampetti pomodoro e basilico, gamberi rossi al frutto della passione: tutto di una freschezza spiazzante, belli gli scampi praticamente non toccati dalla cucina, divertente l’abbinamento del gambero rosso con l’acidità del maracuja per una portata dalle belle consistenze ed i sapori delicati.

Mazzancolle alla cacciatora cruda: i sapori si ritrovano tutti, il profumo leggero dell’aglio, il pomodoro ed il rosmarino intenso, l’aceto aggressivo (un pó troppo) non mascherano l’ottima mazzancolla anzi impreziosita.

Scampo alla catalana: lo scampo, cotto al vapore, ha una cottura poco più in la del limite ma il piatto risulta comunque piacevole e saporito, con le verdure lasciate abbastanza croccanti a fare il loro lavoro.

Gambero rosso con fagiolini e fiocchi di sale: un bel sodalizio dalle giuste cotture per un piatto morbido ed un pó ruffiano, in cui l’accostamento terra mare conferisce al piatto un bell’appeal guascone.

Rana pescatrice al rosmarino su crema di piselli: ottima la pescatrice per qualità e cottura purtroppo vessata da una crema di piselli
estremamente sapida ed eccessivamente minipimerizzata, un peccato per le eccezionali qualità del pesce.

Coccietto in acqua pazza: casalingo e profumato, cottura esatta e sapore marinaro intenso per un piatto che porta la cifra dei pescatori
e della Campania dopotutto non così distante.

Spaghetti ai ricci: profumati e persistenti con la cottura dello spaghetto Setaro ineccepibile, una mantecatura meno invasiva li avrebbe resi perfetti, ma si sa con i ricci il rischio mantecatura è sempre in agguato.

Ravioli gamberi rossi e mozzarella: con la pasta stesa e farcita davanti i nostri occhi, sono risultati molto golosi con una sfoglia sottile e croccante, la mozzarella non invadente ed il gambero vero protagonista per questo piatto leggermente macchiato da un buon pomodorino vesuviano.

Gelato al pistacchio: qui lo show cooking arriva con un  coupe de theatre, l’ottimo gelato viene mantecato direttamente al banco tra i fumi di condensa generati dall’azoto liquido, Qwerty pare un bambino ipnotizzato da un prestigiatore.

Pera allo shiraz con gelato di vaniglia: bello il gioco tra temperature, consistenze e contrasti dolce-acido, in un dessert molto elegante e delicato.

Non c’è niente da fare, quando si ha a disposizione una grandissima materia prima e la si lascia quasi inalterata il rischio di “gaffe” è quasi azzerato: è questo quello che ci ripetiamo io e Qwerty mentre lo riaccompagno a prendere il suo disco volante, per l’occasione, ormeggiato in banchina.

Ristorante Porto D’Anzio. Corso del Popolo. 00042 Anzio (Roma). Tel. +39 06.9813737