Un marziano a Roma/36 Alla ricerca del pesce sul litorale: il Porto d’Anzio

Tempo di lettura: 3 minuti

È di nuovo mercoledì, altro giro, altra corsa intergalattica per l’omino verde, nuova ricerca di un locale terrestre per me che di Qwerty questa volta mi devo occupare e sfamare.
Le giornate più lunghe, il clima dolce e mite, la voglia di sentirsi mentalmente già un pó in vacanza mi suggeriscono di portare il marzianino nella Roma marinara, quella del litorale: si, ma dove?
Dopo una breve pausa di riflessione mi torna in mente un locale di Anzio, meno noto di Pierino, ma di cui si parla positivamente per la sua particolare offerta.
Il Porto d’Anzio ha questa formula: 25 euro per coperto e servizio e poi vini a prezzi di enoteca e pesce venduto a peso secondo le quotazioni del mercato, riportate su un menù il cui fine è quello di orientare il cliente piuttosto che quello di presentare un’offerta che cambia quotidianamente a secondo del pescato locale (uno dei migliori del Tirreno).

Il locale è molto piccolo, affacciato sul molo, con una cucina completamente  a vista (ed incredibilmente “inodore”)  ed un arredo in stile nautico ma non stucchevole.

Il pane, i grissini, la pasta all’uovo sono tutte preparazioni della casa che spesso vengono realizzate direttamente sotto l’occhio incuriosito dell’avventore, in una verace costruzione del tanto ricercato “show cooking”.

Non ordiniamo, con Qwerty in piena “trance gastronomica”, lasciamo che i cuochi costruiscano  il nostro percorso di degustazione: crudi, caldi e paste è tutto quello che sappiamo.

Dadolata di fragolino, olio di Sant’Agata e sale nero : tutta materia prima, fragolino sodo e profumato, olio delicato per un piatto fresco e piacevolissimo impreziosito da un concasse di pomodoro che ne aumenta la spinta gustativa.

Scampetti pomodoro e basilico, gamberi rossi al frutto della passione: tutto di una freschezza spiazzante, belli gli scampi praticamente non toccati dalla cucina, divertente l’abbinamento del gambero rosso con l’acidità del maracuja per una portata dalle belle consistenze ed i sapori delicati.

Mazzancolle alla cacciatora cruda: i sapori si ritrovano tutti, il profumo leggero dell’aglio, il pomodoro ed il rosmarino intenso, l’aceto aggressivo (un pó troppo) non mascherano l’ottima mazzancolla anzi impreziosita.

Scampo alla catalana: lo scampo, cotto al vapore, ha una cottura poco più in la del limite ma il piatto risulta comunque piacevole e saporito, con le verdure lasciate abbastanza croccanti a fare il loro lavoro.

Gambero rosso con fagiolini e fiocchi di sale: un bel sodalizio dalle giuste cotture per un piatto morbido ed un pó ruffiano, in cui l’accostamento terra mare conferisce al piatto un bell’appeal guascone.

Rana pescatrice al rosmarino su crema di piselli: ottima la pescatrice per qualità e cottura purtroppo vessata da una crema di piselli
estremamente sapida ed eccessivamente minipimerizzata, un peccato per le eccezionali qualità del pesce.

Coccietto in acqua pazza: casalingo e profumato, cottura esatta e sapore marinaro intenso per un piatto che porta la cifra dei pescatori
e della Campania dopotutto non così distante.

Spaghetti ai ricci: profumati e persistenti con la cottura dello spaghetto Setaro ineccepibile, una mantecatura meno invasiva li avrebbe resi perfetti, ma si sa con i ricci il rischio mantecatura è sempre in agguato.

Ravioli gamberi rossi e mozzarella: con la pasta stesa e farcita davanti i nostri occhi, sono risultati molto golosi con una sfoglia sottile e croccante, la mozzarella non invadente ed il gambero vero protagonista per questo piatto leggermente macchiato da un buon pomodorino vesuviano.

Gelato al pistacchio: qui lo show cooking arriva con un  coupe de theatre, l’ottimo gelato viene mantecato direttamente al banco tra i fumi di condensa generati dall’azoto liquido, Qwerty pare un bambino ipnotizzato da un prestigiatore.

Pera allo shiraz con gelato di vaniglia: bello il gioco tra temperature, consistenze e contrasti dolce-acido, in un dessert molto elegante e delicato.

Non c’è niente da fare, quando si ha a disposizione una grandissima materia prima e la si lascia quasi inalterata il rischio di “gaffe” è quasi azzerato: è questo quello che ci ripetiamo io e Qwerty mentre lo riaccompagno a prendere il suo disco volante, per l’occasione, ormeggiato in banchina.

Ristorante Porto D’Anzio. Corso del Popolo. 00042 Anzio (Roma). Tel. +39 06.9813737

17 Commenti

  1. Considerato il buonissimo trebbiano valentini venduto a poco più di 40 euro (ottimo prezzo), il conto complessivo si è attestato a poco più di 200 euro in due…
    Una curiosità: insieme al conto portano anche lo scontrino della bilancia con tutte le pesate 🙂

  2. circa 90 euro, quindi. ma la rana e il coccio erano secondi? e gli scatti non scattano? che vuol dire, sufficiente, insufficiente?

  3. ha risposto a Gennaro Maglione: Qualcosina in meno di 90 in realtà…
    I due piatti sono stati proposti come antipasti perchè ho chiesto un’addizione al comparto “caldi”: viceversa li avrebbero potuti offrire come secondo!
    Sulla faccenda scatti: Vincè, quando puoi, uno scatto mettiglielo, che lo meritano tutto! 🙂

  4. Quindi portando assieme al conto lo scontrino delle pesate si ha “più o meno” il prezzo del rincaro finale per ogni piatto vista la scarsa manodopera (ad eccezione di un primo) ed i “poveri” prodotti utilizzati….il prezzo mi pare un tantino eccessivo!

  5. ha risposto a Silvia: Bhè Silvia non direi: i crostacei (presenti in molte portate) non sono esattamente i prodotti ittici più a buon mercato, così come anche i ricci (se ci fai caso nei menu di mare i primi piatti a base di ricci sono sempre tra i più cari)… a parte il coccio di prodotti poveri non ne ravvedo molti!
    Sul prezzo eccessivo, anche considerato il numero di portate e l’assoluta qualità della materia prima, non sono d’accordo, piuttosto direi che il prezzo è nella media 🙂

  6. ha risposto a Andrea Sponzilli: Questo è vero ma se non sbaglio il pesce venduto in base alle quotazioni di mercato e ciò significherebbe trovare un notevole risparmio, e non prezzi nella media. In più stando praticamente con i piedi sul mare si dovrebbero avere prodotti a KM 0 come va tanto, e giustamente di moda. Ultimamente ho mangiato in 2 posti molto notevoli, uno a Roma e l’altro sul litorale con Degustazione a 50 euro circa nel primo, e 60 euro nel secondo( molto più affermato) e sono stata contenta di pagare sia ottimi prodotti e sia le genialità e l’estrosità, non chè bravura degli chef!

  7. ha risposto a Silvia: A questo punto fuori i nomi dei due ristoranti, mi incuriosisci non poco anche visti i prezzi 🙂
    Il pesce è a km 0 si, oltretutto pare che ad Anzio i crostacei siano tra i migliori d’Italia… Per il fattore prezzo continuo a pensare che sia in linea con gli altri locali simili (la fiche di 25€ riequilibra “la quotazione di mercato”)

  8. ha risposto a Andrea Sponzilli: “la fiche di 25€” non è uno scherzo, esiste davvero??????Cioè tu ti siedi e già ti tolgono 25€….ditemi che è uno scherzo!..i nomi dei ristoranti non so se posso scriverli qui!

  9. ha risposto a Silvia: La fiche non è uno scherzo, sarebbe il prezzo della cucina, visto che poi il resto (pesce e vino) li paghi a prezzo di enoteca o pescheria… Non ci trovo niente di strano. Hai idea quanto spendi in un qualsiasi ristorante blasonato di Anzio?

  10. ha risposto a Silvia: Vedi Silvia, è vero che paghi questa famosa fiche ma è anche vero che paghi, ad esempio, una bottiglia di Trebbiano Valentini (non ricordo l’annata) 40€ anziche le classiche 70€ prezzo al quale viene in genere venduto nei ristoranti… è una formula, tu puoi dissentirne!

    Certo che puoi scrivere i nomi dei ristoranti quì, anzi te ne prego: le segnalazioni sono sempre cosa gradita da queste parti!

  11. ha risposto a Andrea Sponzilli: i ristoranti di cui parlavo sono rispettivamente Pascucci al Porticciolo (Fiumicino) ed Inopia (Roma)…comunque continuo a non essere daccordo con questa storia della fiche ma non ne faccio un dramma 🙂 per il vino mi trovi daccordo anche se ultimamente i rincari in alcuni posti fanno venire i brividi!

  12. ha risposto a Silvia: Mi piace molto Pascucci al Porticciolo, ma dubito che tu riesca a fare un pasto completo, comprensivo di vino, con poco più di 60 euro (il degustazione dal menu sul sito è a 75€ al quale vanno aggiunti, vino, acqua e servizio…).
    Inopia è già in agenda per un assaggio imminente 🙂
    Sulla fiche… è una modalità diversa per ridistribuire i costi su un menu, secondo me!

  13. ha risposto a Andrea Sponzilli: Sul menù di Pascucci c’è anche il degustazione a circa 60/65€ ci sono stata da poco e ricordo questa cosa, ma almeno lì, a parer mio vale la spesa.
    Contino a non capire questa cosa della fiche ma con me, ti avverto sarebbe un discorso infinito per come sono testarda, non so ma la vedo un pò come una presa in giro, ripeto è la mia opinione!

  14. Guida Gambero Rosso 2012 pag 93…praticamente la stessa cena…stessa sequenza…stessi umori (anche inodori)…stesso scrittore! Non capisco…

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