Il piatto che mi appresto a raccontare è di quelli “gastro-spinosi”, ad alto rischio di storcimento naso da parte di gourmet e gastrofighetti: onde evitare giudizi prevenuti ed emotivi, allora, facciamo “reverse engineering” e partiamo da una lista sommaria (non esaustiva) degli ingredienti: farina, tuorli d’uovo (più di 20 per ogni kilo di farina), piselli interi ed in crema, crème fraiche, polvere di prosciutto crudo disidratato… avete già indovinato?

Continuiamo: la tagliatella è magistrale, ruvida e tirata sottile si lascia masticare che è una meraviglia regalando croccantezza ed intensità ad ogni morso; la crema di piselli dolce e profumata offre la sponda ai piselli interi appena scottati, croccanti, freschi e dall’intenso nerbo vegetale; la crème fraiche fredda, quasi ghiacciata, è acida e cede la sua grassezza alla preparazione; la polvere di prosciutto disidrato, scrocchiarello sotto i denti, riequilibra la sapidità del piatto.

Ed ecco a voi, direttamente dagli anni della discomusic, le golosissime Tagliatelle quasi panna e piselli secondo Cristina Bowerman: buone, anzi, buonissime. Il piatto è un gioco, ci si diverte a mantecare la pasta all’uovo con la crème fraiche che lentamente si scioglie e veste la tagliatella mixandosi con la crema di piselli; il prosciutto ed i piselli aumentano la golosità del piatto arricchendo la gamma delle consistenze: dinamicità, freschezza, rotondità sono queste le cifre che spiccano nel nuovo piatto provato al Glass, dopo la presentazione del libro di Arcangelo Dandini, con una piccola pattuglia di Scatti.

Per completezza narrativa, ma anche per non essere tacciati di inappetenza, la piacevole serata ha visto il compiaciuto consumo anche di altri piatti: in apertura un’ottima ostrica servita con latte di mandorle, olio al gelsomino e brunoise di mela verde.

Si è poi continuato con gli imprescindibili ed ormai famosissimi Raviolini di Parmigiano 60 mesi, asparagi e burro di Normandia, uno dei piatti protagonisti della recente festa vicana, golosi ed intensi.

A seguire la portata principe della serata, le tagliatelle quasi panna e piselli appunto, la chef ci ha proposto una delle sue ultime preparazioni: moeca fritta, cuore di palma, chorizo e cannolo croccante con crema di broccolo; amo Venezia ed adoro le moeche, davvero brava Cristina a rendere moderno questo classico della cucina lagunare.

Si chiude con una serie di dolci (Cupola al limone, biscotto al cioccolato, cuore liquido di liquirizia su tutti) e piccola pasticceria con un mini creme caramel per cui potrei commettere delitti.

Nel frattempo si è unito anche Arcangelo, fresco di autografi e folle adulanti, così Fabio, per festeggiare la nuova carriera erudita dell’oste del centro storico, stappa una bottiglia di Giulio Ferrari “Riserva del Fondatore” 1994 ed io penso che adesso si… tutto va splendidamente!

Glass Hostaria. Vicolo del Cinque, 58. Roma. +39 06.58335903