Se c’è una cosa di cui è carente Roma, sono i locali dove poter mangiare bene da soli senza essere divorati dall’imbarazzo per gli sguardi curiosi dagli altri tavoli. Io vivo sola e mangio sempre al ristorante per lavoro, ma anche perché ho poco tempo libero e nel mio frigo di solito c’è ben poco, a parte mezzo limone secco e un dado. Quindi prediligo posti col bancone, come Roscioli ad esempio, o Hamasei quando ho voglia di cucina giapponese. Unica eccezione la Pergola dell’Hilton, dove i ragazzi hanno particolare cura nel cautelarmi da qualsiasi forma di disagio anche quando seduta sola, in un tavolo di circa due metri di raggio.
L’altra sera, da Bulgari a Milano credo di aver toccato il fondo. Mi guardavano come un’aliena, forse qualcuno mi ha presa addirittura per una escort (stagionata, di quelle per uomini un po’ agée…tipo il nonno di Heidi) Ci mancava che mi tirassero le noccioline come allo zoo.
In un locale del centro di Roma invece, una coppia di trentenni con scarsi argomenti di conversazione, dopo avermi fissata per tutta la durata della cena, mi ha chiesto l’età. Avevano fatto una scommessa. Me l’immagino la scommessa! “ Ne ha 60 e se li porta bene…No, ne ha ventotto e se li porta male..” che tristezza! Io comunque ho risposto al ragazzo: 71! E se avete l’i phone scaricate la smorfia napoletana per sorridere della facezia.

Da ultimo però mi trovo molto bene nei salottini del Ceppo ai Parioli, dalle mie amiche Cristina e Caterina, per me le regine della ristorazione romana. Frequento il Ceppo da 15 anni con una certa costanza (e mangio sempre delle scrocchiarelle alla griglia da cappottarsi!), ma da quando ho scoperto di potermi accomodare nel salotto, su un comodo divano, del tutto informale, come fossi a casa mia,vado ancora più volentieri. Due chiacchiere con Caterina e Cristina, talvolta col comune amico Fabio De Frate dell’omonima enoteca ed eccellente Wine Bar in Prati (altro posto dove posso mangiare al bancone senza sentirmi un esemplare da dare in pasto alla scienza per chiarire se l’uomo sia davvero un animale da branco… o da banco!) e anch’egli frequentatore del cordiale salotto. Insomma, tutto quello di cui ha bisogno una persona che vive sola e che desideri mangiare bene senza arrossire per la vergogna.

L’altra sera ho provato alcuni antipasti di pesce crudo veramente buoni e di ottima qualità, poi le solite gustosissime e croccanti olive fritte marchigiane, alternate ai cremini (una cinquantina, giusto il minimo per placare il desiderio) e a seguire una sorta di vignarola rivisitata con un tortello di pecorino centrale che mi ha colpita per equilibrio e sapidità, con questo bell’accento verde di clorofilla che le fave buone hanno nella stagione giusta. Fra una chiacchiera e l’altra abbiamo bevuto Pol Roger Winston Churchill 1998, fra i miei preferiti, Brunello di Montalcino Barbi Colombini ’69 (in mio onore perché è il mio anno di nascita, solo che io me li porto meglio… Uno a zero per Black Mamba!) Poi Brunello di Montalcino Biondi Santi ’88, anche lui un po’ avanti e in fine, Chateau La Fleur, 1999, un Pomerol veramente molto buono.

E’ stata una serata davvero piacevole, ho mangiato e bevuto bene, conversato amabilmente con amici, insomma, mi sono proprio divertita ma soprattutto non mi sono accorta di non essere a casa mia, il posto dove in fondo amo di più stare. Credo che questo sia il vero senso della ristorazione. Cristina e Caterina del Ceppo ce lo possono insegnare.

Ristorante Al Ceppo. Via Panama, 2 00198 Roma. Tel. +39 06.8551379

Foto di apertura: primebuyersreport.org