Igles Corelli negli anni Ottanta ha fatto parte di una band che ha dato vita al miracoloso Trigabolo di Argenta, uno dei migliori ristoranti italiani. Adesso è a Pescia nel nuovo ristorante Atman. Igles non ha mai perso il suo sorriso e tantomeno quell’incredibile accento romagnolo che già a sentirlo parlare ti viene fame.

A Roma, al Sette del Radisson Blu, ha presentato il suo nuovo libro “La mia cucina Garibaldina” (Gribaudo Editore). E lo ha presentato cucinando, naturalmente, “tanto il libro ve lo leggete poi a casa…ora si mangia!”

E veniamo ai piatti preparati ieri sera anche dallo chef resident Alessandro Fabbri che ha esordito con un’Insalata tricolore con calamaretti alle erbe e crema al basilico: molto freschi e piacevole il connubio tra i moscardini fritti e le erbette.

Per poi passare allo stile di Igles con gli Spaghetti croccanti con fassona e gelato al parmigiano. A questo punto ci si può anche alzare dal tavolo (penso) perchè il massimo non si può superare… Qui c’è tutto: cultura della tradizione del ragù, la consistenza della pasta (in questo caso Verrigni con tanto di presenza della famiglia), la gentilezza, il savoir-faire di aver trasformato un nobile formaggio come il parmigiano in gelato. Nel complesso caldo, freddo, di tradizione e con sberleffo… una meraviglia!!
E un po’ di tradizione arriva anche nei calici con il Lambrusco Grasparossa Castelvetro di Cleto Chiarli.

Siamo pronti per le Penne quadrate tutto pomodoro. Anche al tavolo si discute e concordiamo che la pasta al pomodoro deve ricomparire nelle tavole dei grandi chef. Questa gioca con un pomodoro appena confit e con una pallina fredda di pomodoro (Igles…anche a noi ci diverte questo gioco al gelato!)

Pausa meditativa con un paio di calici di rosso Bolgheri di Le Macchiole per poi terminare con Tortino di semolino con ganache al cioccolato e frutti rossi ad opera dell’Alessandro Fabbri e tra diverse mousse e verrine colorate divertenti facciamo due chiacchiere con Igles, gli chiedo perchè parla di cucina garibaldina.
“Per garibaldina intendo quella cucina che non ha frontiere. Un grande chef deve avere una grande conoscenza del prodotto“.

Il volume, diviso in due parti, mette in evidenza l’utilizzo ed il riconoscimento delle materie prime e, nella seconda parte, 54 ricette riproducibili a casa e ben illustrate. Da mangiare con gli occhi..

3 Commenti

  1. Oh! Ma qui si mangia anche quando si legge… Questo libro ce lo racconterete prima o poi o fate prima una lunga pausa meditativa?

  2. Stè, non ho ancora fatto la prima collazione e mentre leggo il tuo articolo mi viene l’acquolina in bocca e la tentazione d’iniziare la giornata con un piattone di pasta anziché con i soliti toast con marmellata…quanto viene il libro?
    😀

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