Orsi, pettirossi, bianchetti, datteri di mare. Non mangiarli!

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Banchetto con carne d’orso, la punta di un iceberg. Non è certo soltanto il vecchio Teddy a finire, illegalmente, nel piatto. Ghiri, istrici, marmotte, scoiattoli e pettirossi: è lunga la lista degli animali proibiti ma regolarmente consumati in molte regioni italiane.

A ricordarlo è Coldiretti che tra i piatti più gettonati cita la vietatissima polenta e osei con i pettirossi, “un vero business per bracconieri che sfidano la legge alla ricerca di questi piccoli uccelli la cui cattura è proibita da anni”. Accade nel centro Italia mentre “peppole, fringuelli, cardellini e frosoni” abbondano “nelle cucine del Nord” e “in salsa finiscono il tasso, la marmotta e la tortora” mentre il Sud si contende con il Centro-Italia il primato per gli scoiattoli e i ghiri” (cucinatissimo, in Calabria, al forno e con le patate lesse) e “l’istrice è una consuetudine delle cucine umbro-toscane” sia sott’olio che nel sugo delle pappardelle.

Ma affollata è anche la lista delle creature marine vietate. Come gli avannotti di anguilla, che finiscono spesso e volentieri nelle padelle toscane, i datteri di mare, molto ricercati al Sud e tutto il novellame messo fuori legge la scorsa estate dal Regolamento Mediterraneo (Scatti aveva lanciato anche una campagna di sensibilizzazione, Fatti pescare dalla parte giusta, scegli la legalità).

Il Regolamento comunitario n. 1967/2006, entrato in vigore il 1° giugno del 2010 tra proteste e polemiche, ha infatti messo all’indice alcune specie ittiche e ha imposto dimensioni minime ad altre. Nelle maglie delle nuove reti da pesca consentite (40 mm) oggi non entrano più bianchetti, zerri, calamaretti, cicerelli, latterini, rossetti, mentre per la pesca di cannolicchi e seppie devono essere rispettate distanze minime dalla costa (oltre le tre miglia per le seppie e minimo 600 metri dalla costa per i cannolicchi) e qui potete scaricare il Regolamento (CE) 1967/2006 per consultarlo.

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Misure che, per la loro attuazione, possono beneficiare della collaborazione del consumatore vigile, pronto a rimandare indietro (e disposto a non chiedere) un piatto fuori legge e preferire i ristoranti che rispettano il mare.

Ed eco la lista dei blog che l’anno scorso hanno partecipato alla campagna di sensibilizzazione “Fatti pescare dalla parte giusta. Scegli la legalità” cui hanno aderito subito gennarino.org, tzatzikiacolazione.blogspot.com, lost-in-kitchen.blogspot.com

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Araba-fenice-02

GLUFREE-03

gaia-celiaca-04

lavanda-in-terrazza-05

eco-del-mondo-06

vitelotte-07

Ombra-nel-portico-08

aaaaccademiaaffamatiaffannati-09

my-life-love-food-10

pane-e-miele

kitchen-Confidential

defelicitateamini

qualcosadirosso

un-filo-olio

arteteca

preboggion

CUCINARELONTANO

stelladisale

linguini

accantoalcamino

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fiOrdivanilla

senzapanna

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filo-erba-cipollina

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Fonte: coldiretti.it

Foto: vogliadimangiarbene.blogspot.com, Teresa De Masi

2 Commenti

  1. Mi fa schifo solo pensare di mangiare orso, istrice, cardellini e pettirossi!! Orrore allo stato puro! Dal divieto nascerà il tabù non c’è dubbio ma intanto qualcuno scambia la trasgressione per un carburante del piacere a tavola.
    Forse per datteri e novellame ci vorrà più tempo ma credo che essere vigili anche al ristorante sia un atto doveroso! Devo dire però che a me non è mai capitato di vedermi proporre al ristorante qualcosa di proibito. Magari bisogna essere “amici”… Molti di questi banchetti a base di pettirosso e ghiro poi si tengono nelle case. Tradizioni… :-((

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