Lo sai in quale Paese si celebra la Festa Nazionale della Gastronomia?

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Abbiamo fatto un sogno: la cucina italiana è stata inclusa tra i beni immateriali dell’umanità dall’Unesco. Con quali motivazioni? Eccole:

  • Il pasto italiano è una pratica sociale abituale.
  • Con il pasto italiano si celebrano i momenti più importanti della vita, dalla nascita al matrimonio, dai compleanni agli anniversari.
  • Il pasto italiano è un momento conviviale in cui i commensali praticano l’arte del mangiare bene e del bere bene.
  • Il pasto italiano mette l’accento sulla convivialità, sullo stare bene insieme, sul piacere del gusto, sull’armonia tra l’essere umano e i prodotti della natura.
  • Per questo il patrimonio delle ricette italiane si arricchisce di continuo.
  • Il pasto italiano è fatto con prodotti genuini, soprattutto locali.
  • Il pasto italiano ha una sua ritualità: inizia con un aperitivo e finisce con un digestivo.
  • Il pasto italiano rinsalda i legami famigliari, amicali e sociali.

Ci siete cascati? Togliete la parola italiano al testo e avrete una sintesi della motivazione ufficiale con cui l’Unesco ha deliberato, questa volta sul serio, che il pasto dei Francesi è un bene immateriale dell’Umanità.

A noi resta la Dieta mediterranea, pure inclusa nel patrimonio Unesco, ma dobbiamo accontentarci di un riconoscimento in coabitazione con Grecia, Marocco e Spagna.

Siamo pari allora? Neanche per sogno! Loro hanno una Festa Nazionale della Gastronomia Francese e noi non abbiamo una Festa Nazionale della Dieta Mediterranea.

Quella festa (per loro) è arrivata. E’ il 23 settembre, primo giorno dell’autunno per i cugini d’Oltralpe, e nello stesso giorno cadrà d’ora in poi.

E che festa! Per l’occasione ne è nato un sito. Dateci un’occhiata.

Fatto?

Tanto per cominciare, la sigla internettiana “fr” fa il bis (fr/frsennò che grandeur è?)

Poi basta uno sguardo veloce per capire che aria tira. Le celebrazioni, iniziate in versione pop-istituzionale con la partecipazione del Ministro della Cultura Mitterand al programma “Un diner presque parfait”, si articolano infatti in una girandola di iniziative da far impallidire. 2000 i progetti affiliati su e giù per l’Esagono ed eventi in costante aumento con un modulo di geolocalizzazione interattiva nel sito che consente all’utente di individuare l’evento e la festa più vicini a lui (sennò che festa pop è?)

Dall’apparizione del sito sul web a oggi, inoltre, l’utente ha avuto la possibilità di segnalare idee e progetti sulla festa inviando una mail (sennò che identità condivisa è?)

Per avere un’idea dello spiegamento di forze basta qualche cifra:

  • 1 tema: la terra
  • 2 valori fondanti: convivialità e generosità
  • 2000 progetti affiliati
  • 4444 eventi
  • 350 progetti di cucina amatoriale
  • 900 ristoranti che partecipano al progetto “il vostro invitato è il nostro invitato”
  • 100 partner nel comitato di direzione (tra associazioni di albergatori, ristoratori, operatori turistici, panettieri, pasticcieri, fast food, industria alimentare etc. etc.)
  • 4 commissioni tematiche nel comitato di direzione: ristorazione, prodotti, grandi chef, cucina amatoriale
  • 15 grandi chef coinvolti
  • 150 maitre
  • 2343 fan di facebook
  • 40 i ristoranti del Sudafrica che si associano alle celebrazioni
  • 1 pic nic in un parco a Montréal organizzato dall’Istututo franco-giapponese di Yokohama a base di piatti francesi
  • 15 ristoranti di Montréal che celebrano la cucina della Martinica, nel Dipartimento francese d’Oltremare.

“La gastronomia è ovunque”, ha detto nel suo messaggio ufficiale Fréderic Lefebvre, Sottosegretario all’Economia. E’ nell’alta cucina (tra gli chef coinvolti Alain Ducasse, Christian Constant, Thierry Marx, Régis Marcon, Guy Martin) come “nelle birrerie, nei bistrot, nei pic nic, nei sandwich” (sennò che festa popolare è?).

Una festa inclusiva, capillare, quasi invasiva. Dove gli eventi spaziano dal Grande banchetto di Avignone al pic nic in Borgogna, dalle 350 iniziative amatoriali (concorsi, degustazioni, mercati, percorsi golosi, corsi di cucina) agli incontri-salotto sugli scrittori al ristorante, dalle degustazioni negli aeroporti all’assaggio di una minestra locale negli innumerevoli mercatini del Paese, dai menu a prezzo (eccezionalmente) invitante offerti nei Relais&Chateau a quelli a base di Charolais in 317 ristoranti. E poi i menu du terroir offerti nelle mense scolastiche, aziendali e negli ospedali, le iniziative della GDO (Metro e Carrefour), i menu a base di funghi nei ristoranti dei Relais du Silence o il pranzo preparato dagli ellievi dell’Ecole Grégoire Ferrandi.

Una festa che non dimentica l’Art de la Table, perchè anche l’indotto è una risorsa tra arredi, decorazioni, cristalli e porcellane (sennò che volano economico è?). A ricordarlo qualche gloria francese come Christofle, Croquet Baccarat e Tissage Moutet che hanno fornito argenti, bicchieri e tovaglie  per la tavola esposta ieri all’Hotel Plaza Athénée di Parigi, quello di Ducasse, per intenderci.

Può bastare?

[Foto: fete-gastronomie.fr, paris-lifestyle.it, cotemaison.fr, darlenelim.com]

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