Si parla tanto di crisi in queste ore, non si sa se la Grecia andrà in default e se Piazza Affari perderà ancora punti, ci interroghiamo di spread e tassi di interesse. Siamo diventati tutti, nostro malgrado, dei piccoli economisti. Ma la crisi uno dei primi effetti peggiori che ha avuto è stato il taglio del welfare. Insomma i più bisognosi rischiano in questa temperie di esserlo sempre più. Per questo amiamo quanto da sempre fa Sant’Egidio, la comunità romana attiva sul sociale da decenni, non solo come assistenza, ma con operazioni di formazione tese a dare una possibilità a tutti.

Ricordate la Taverna degli Amici a Trastevere, la trattoria gestita da Sant’Egidio e segnalata su tutte le migliori guide mondiali? La ricetta del successo è semplice: situata nel cuore di Roma, cucina romanesca eseguita a mestiere, prezzi corretti. Solo in un secondo tempo chi la visita nota che al lavoro ci sono 13 ragazzi disabili coadiuvati da professionisti volontari. E allora ecco l’idea: il lavoro di un ristorante può essere una possibilità per questi ragazzi, che tra l’altro la svolgono in maniera professionale e competente, da qui un corso di formazione per l’inserimento lavorativo in forma stabile di persone disabili nel settore della ristorazione attraverso un modello qualificato di formazione e addestramento sul campo e successiva assistenza all’inserimento.

Nasce così “Cucina inclusiva”, un corso della durata di un anno, voluto fortemente dalla Comunità di Sant’Egidio, finanziato dalla Fondazione Telecom Italia, con l’appoggio della Laurenzi Counsulting. Non solo teoria, ma un anno di lezioni tese a formare personale di sala e di cucina a livelli professionali, da inserire nel mondo del lavoro, con la piccola (grande) differenza di essere indirizzato verso il mondo della disabilità.

Oggi alle ore 11, presso la Camera di Commercio di Roma, una tavola rotonda chiuderà il primo anno, alla presenza di alcuni dei migliori ristoranti della città che, inserendo nel proprio staff un ragazzo diplomato quest’anno, offriranno una reale sponda pratica e lavorativa. Cucina Inclusiva riesce così, in questi anni non semplici, a chiudere il cerchio, dai banchi al mondo del lavoro. Ci piace ricordare i nomi dei ristoranti, sono quelli già sulla bocca di tutti per la qualità della cucina: Glass Hostaria, all’Oro, Os Club, Grano, Porto Fluviale, Roscioli, Il Convivio Troiani, da Cesare.

Noi oggi saremo lì, certi che sia una iniziativa da sostenere. E voi? Beh, tanto per cominciare, potreste intensificare la vostra frequentazioni di questi locali e non solo perché si mangia bene…

2 Commenti

  1. La Comunita’ di Sant’Egidio fa’ cose meravigliose..non solo a Roma…sono davvero magici!!!
    Grazie per gli indirizzi!!!!ne faremo buon uso!!!

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