Perché spendere 572 € in un ristorante a Roma non fa notiziaTempo di lettura: 1 min

Paese Sera, ha postato una notizia ad alto rischio Pulitzer, tosto ripresa dagli “amici” di Dissapore: in centro a Roma in 9 hanno speso 570€ per una cena. No, no calma non a testa, ma in tutto!

Purtroppo non è una notizia. Spendere intorno ai 60€ (e non è dato sapere se ci fosse una o più bottiglie di vino) per un pasto completo nel centro della città eterna, purtroppo non è nulla di nuovo, neanche di eclatante, ma una sgradevole quotidianità che rende la vita nelle grandi città europee faticosa e difficile.

La battaglia quotidiana è contro i locali di questo tipo in genere, contro una incultura che reputa più importante mangiare al refolo del ponentino piuttosto che domandarsi cosa si mangia. Provate a sedervi in un qualsiasi locale del centro di Roma (ma anche Milano, Parigi o Londra, mentre potrebbe essere diverso per città più piccole o al Sud) ordinare tre piatti e bevande e fateci sapere quanto pagate… Lo comunicheremo a Paese Sera (ma non aveva chiuso ai tempi eroici del giornalismo d’inchiesta?).

Questo ovviamente non è un giudizio di merito sulla qualità dei piatti dei ristoranti, nè costituisce la resa a prezzi che possono essere definiti da notizia facendo un rapporto con la qualità.

Ultima cosa, dalla lettura del quotidiano on line non si desume chiaramente se la ricevuta non sia stata regolarmente emessa. Quello che si è omesso è produrne una seconda con l’elencazione dei piatti serviti e singole voci. Evenienza seccante, ma assai diversa dalla mancanza di emissione del documento fiscale.

Quando si danno notizie e si scagliano j’accuse è meglio essere precisi… 😉

[Link: paesesera, dissapore – Foto: citypictures]

26 Commenti

  1. In effetti, dall’articolo e dal “riporto” di Dissapore non si capisce se il ristoratore ha omesso o meno di certificare il corrispettivo, come si dice tecnicamente. Se ha emesso uno scontrino o una ricevuta senza particolari dettagli è un conto (la percentuale dei ristoratori che chiudono il conto con un generico “pasto a prezzo fisso” è altissima, e lo sappiamo…), se non l’ha emesso è un altro.
    Visti i tempi e il rischio di qualunquismo fiscale sarebbe il caso di precisare, no?

  2. Scusa box se ti tiro in causa…….
    Ma proprio in questo momento o emesso regolare ricevuta fiscale per un pranzo dai 14 persone alla Modica cifra di 560 €.
    Visto che tu frequenti spesso il mio ristorante…… Potrai capire la mia avversitá verso certe cifre in certi ristoranti….
    Saluti

  3. P.S. Forse era meglio se la “o” la facevo precedere dalla “h” :-))
    P.S.2 ho saputo che Scatti di Gusto è stata premiata a Pescaram nell ambito del Premio Pescara Abruzzo Wine, Premio Vino e Cultura….
    Come miglior blog d’Italia….
    Non male, non credi?

  4. ha risposto a Alberto Rinaudo: Alberto, a mei dalla lettura di Paese Sera, mi sembra chiaro che quello che non sia stata prodotta è una ricevuta con il dettaglio dei piatti, anche perché la mancata emissione di un documento fiscale, sarebbe reato conclamato… O sbaglio? Tra l’altro su ponte degli angeli c’è un posto fisso della guardia di finanza, altro che codici 😀

  5. Salve. Dieci giorni fa a Londra, presso il ristorante Latium, nella centrale Berners Street vicino alla foodie Charlotte Street, dove devo dire, il servizio era attento e cordiale, ho speso 108 sterline per una cena per due persone. Il vino, un primitivo, costava 28 sterline. Il resto era per dell’acqua minerale, 1 amatriciana, 1 antipasto a base di granchio e 2 tagliate. !!!

  6. ha risposto a josephine: Quindi parliamo di 54 sterline a testa al cambio fanno 126,17 euro, se non sbaglio… 63 a testa appunto… Forse bisogna avvisare il codici 😀

  7. Debbo dei che la rincorsa allo scoop sembra un male della comunicazione contemporanea. Anche i gourmand probabilmente non scampano da questa idea
    L’altro giorno a Milano per un’insalata di pasta, un carpaccio e una birra vicino via Verri, in un localino carino e strapieno ho speso 32 €, non è peggio? Eppure era pieno di milanesi in pausa pranzo…

  8. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Lo sai che sono restio a parlare di noi stessi. Ma un ritaglio dalla Domenica d’Abruzzo diretta da Antonio del Giudice ve la concedo 🙂

    Fate click sulla foto e in leggera sfocatura leggete l’ultima riga 😉

  9. ha risposto a Alessandro Bocchetti: mah, guarda, a parte che la mancata emissione della ricevuta fiscale/scontrino non rientra ancora nel penale – sennò sai quanti negozianti sarebbero ammassati a Regina Caeli! – io non sono d’accordo sulla lettura dell’articolo che, per me, è solo una strombazzata senza senso. 20 anni fa, o giù di lì, al mare da me – Terracina – una cena da Mario l’ostricaro costò 8.000.000 in 10, ovvero 800.000 a testa. Chiamati i carbinieri, il buon patron ebbe ragione dimostrando che alla carta gli avventori si erano mangiato metà del mare… altri tempi, come vedi, e altre cifre… qui si ciancia e basta!

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