RIASSUNTO: mantecato di baccalà al basilico con olive nere, pomodoro confit e polvere di pomodoro disidratato (piacevole e delicato); battuto di calamari, ostriche e lime con tartare di vitello, carciofo e maionese d’astice (interessante e dal gradevole sapore di mare; qualche fiocco di sale di troppo); zuppa di cipolle gialle napoletane profumata all’alloro con uovo e pecorino di Carmasciano stagionato in grotte (molto gustosa, tuttavia il sapore dell’uovo scompare appena in contatto col resto); ravioli con capocollo di maiale alla genovese su guazzetto di vongole, pecorino e mirto (buona la sfoglia, ricco e suadente il ripieno; peccato per i molluschi scarsamente saporiti); agnello con albicocche passite, pecorino e menta (equilibrato e succulento; scioglievole il grasso); sorbetto di mela annurca con timo limone (un pelo dolciastro, ma godibile); goccia di cioccolato fondente con cremoso di cioccolato bianco, arachidi, salsa di lamponi e finocchietto candito (squisito; sapiente gioco di contrasti e consistenze); pregevole la piccola pasticceria; morbido il pane con lievito madre; croccanti i grissini; carta di vini e distillati variegata, ma un po’ cara; personale cortese e professionale (peccato non aver trovato il Maitre Francesco anche nella precedente visita…); ambiente elegante.

OPINIONE CONCLUSIVA: Sono molto contento per questo locale partenopeo: i numerosi e notevoli cambiamenti dell’ultimo anno (assetti societari, ricette, presenza dello chef in cucina…) hanno portato a una cospicua rivalutazione dei valori posti in essere, culminando in questa recensione di tutto rispetto.
Nonostante alcuni dettagli ancora fuori posto, Napoli ha ritrovato un grande ristorante.

Ristorante Palazzo Petrucci. Piazza San Domenico Maggiore, 4. 80134 Napoli. Tel +39 081.5524068.

[Davide Ricciardiello]

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