Entriamo nella settimana delle Feste, delle tavolate pantagrueliche, dello scambio tra foodpusher di panettoni, conserve, indirizzi imperdibili, sbocconcellamenti continui. Sarà necessario dribblare qualche tentazione e le mille provenienti dalla gastrosfera.

Besciamella come farla (soprattutto se partecipate ai talent)

Lunedì 19 dicembre. Inizia la settimana Ornella Mirelli con una provocazione sulla mia bacheca di Facebook: ” non mi dire che c’è chi non la sa fare… ;)” Besciamella, il link rimanda al post che avverte che la basciamella è “classificata da Escoffier  tra le “salse madre”, poiché costituisce la base da cui si ricavano condimenti più complessi. Si parte infatti sempre da una besciamella per  ottenere salse differenti come la Mornay, laVilleroy, l’Aurora,  la Soubice…” Ok la preferita da Bruno Barbieri, giudice di Masterchef. E vuoi che non ci sia qualcuno che vorrà partecipare alla seconda edizione del programma più gastrocool del 2011? Mettete il segnalibro che non avrete scuse nel caso doveste arrivare alla cucina televisiva più ambita da chi vuole cambiare vita.

La Rossa che chiama i macaron all’italiana: meringhe

Martedì 20 dicembre. Giulia – Rossa di Sera penso sia l’unica del globo a chiamare i macaron meringhe. Filologicamente sarà anche corretto, ma è sufficiente che due dischi di meringa ospitino una crema perchè cambino dizione in macaron, e non sempre a giusta ragione. Giulia propone una ricetta per festeggiare, oltre Natale e Capodanno, anche la sua apparizione su Panorama e si premura di avvertire che ha effettuato qualche cambiamento rispetto alla stesura originale. Che è in russo, quindi ci fidiamo del disclaimer.

La celiachia non significa rinunciare

Mercoledì 21 dicembre. La celiachia è una condizione con cui convivere quotidianamente. Mi viene un brivido al solo pensiero delle rinunce e degli slalom che una persona deve effettuare ogni volta che si mette a tavola. Anna con il suo Un po’ di briciole in cucina ti spiega come fare a non rinunciare. La sua ricetta del pandorino mi riporta alla mente la piccola confezione che la maestra delle elementari ci chiedeva di portare a scuola per fare un regalino a chi soffriva durante le feste. Altri tempi e sensibilità da libro Cuore, si direbbe oggi. Ma c’era qualcuno che ti faceva guardare un po’ indietro ed evitava che corressi sempre di più.

Marmellate inglesi e disfida dei panettoni

Giovedì 22 dicembre. Non conosco chi sta dietro Fiore di Cappero, ma ogni tanto sbircio le proposte calabresi. Oggi il post è dedicato alle marmellate inglesi. Un tour in Cornovaglia dell’era anteriore al mangio fotografando mi portò nella cittadina di Bude dove a colazione c’era una marmellata di arance e whisky e di lì a poco, a St Ives, una gelatina di more molto intensa. L’ho ricordata guardando la foto della Wilkin & Sons, penso la più famosa marmellata al mondo ma che mangiata sull’oceano a guardare i surfisti andare su e giù come matti fa molto british. Nel post si spiega come, nonostante i 1000 ettari, l’azienda si approvvigioni di frutta che non matura a quelle latitudini, come gli agrumi. Che si trovi anche al supermercato è un’altra storia. Al pari della frutta fresca che tra Devon e Cornovaglia è molto buona.

La disfida di Natale non può che essere combattuta tra panettone e pandoro e, ovviamente, tra i migliori della specie. L’oggetto più diffuso nelle mail che arrivano a Scatti di Gusto è “Informazioni” e nel periodo natalizio il soggetto della richiesta è “qual è il miglior panettone”. Credo poco nelle possibilità offerte dalla GDO e molto di più da quelli artigianali e delle pasticcerie locali, anche se un comunicato della CNA rivela che a Roma e Provincia 2 forni su 3 produrranno 12.000 pezzi artigianali. Cioè 8.000 in meno di quelli sfornati dal solo Alfonso Pepe, per me il migliore panettone 2011. Lo ritrovo nell’elenco stilato da Italia Squisita che ha chiesto lumi al “panettofilo” Stanislao Porzio. Una tabella che fa schizzare la glicemia alle stelle.

Un Franciacorta che si sottrae al confronto con lo Champagne.

Venerdì 23 dicembre. Ci siamo, è il momento delle ricette da cui, ovviamente, anche noi di Scatti di Gusto non siamo indenni. Vorrei stilare una Top Ten delle più divertenti, ma prima mi serve un passaggio alcolico che faccio sul sito di Luigi Fracchia. E trovo un Dosaggio Zero che mi riporta alla mente la pagina con le tre domande cui rispondere. Mi piace Fracchia con le sue descrizioni e trovo illuminante l’affermazione relativa a questo Franciacorta Colline della Stella “Si chiama fuori con eleganza e forza dalla diatriba Franciacorta vs Champagne.” La incrocio con la domanda “3. Se hai mai bevuto un vino che aveva in etichetta l’indicazione Dosaggio Zero” e mi chiedo in quanti avranno risposto alle altre 11. Io mi accontento di mettere in rubrica la bottiglia red label di Andrea Arici.

Pensavate che non fosse vero che la richiesta maggiore fosse qual è il migliore panettone? Puntarella Rossa toglie ogni dubbio pubblicando la Top Five dei panettoni a Roma. Due le notizie: il secondo posto è occupato dal mio personale N. 1 a Roma e cioè Marcucci che fa il panettone alla torinese, basso. E buono. E fa piacere che qualcuno vada a guardare. La seconda è che nella classifica puntarelliana non appare Cristalli di Zucchero. Mi sento di quotare le scelte, forse non l’ordine di classifica.

Senza Panna e il carbone radioattivo nell’olio di fuoco

Sabato 24 dicembre. Daniela Delogu aka Senza Panna è tra le foodblogger più conosciute della gastrosfera. Pioniera della filosofia della panna meglio di no, è geologa. E proprio per questo vi frega sempre perchè appena siete convinti di aver detto o fatto qualcosa prima di tutti, ecco che lei caccia il carbonio radioattivo e va indietro di almeno un quarto di secolo rispetto a voi. Oggi mette un po’ di pepe sul suo blog con la ricetta dell’olio di fuoco. Certo, 2 ingredienti su 4 necessitano di essere sua amica da lungo tempo per poter approvvigionarsi di peperoncini e olio. Ma forse la ricetta potrebbe riuscire lo stesso senza appostarsi davanti al suo orto!

365 giorni con un’insalata nella mente

Domenica 25 dicembre. Se vi dicono insalata, a cosa pensate? Io irrimediabilmente alla dieta e in seconda battuta all’estate quando sembra non bastare mai. Consumo stagionale o forzato, insomma. Invece c’è il blog InsalataMente in cui Andrea Pini (grafico e wb, ma non solo) e Miss Vinaigrette (giornalista, scrittrice, insalatista e insalatologa) hanno dichiarato di postare 365 insalate in un anno. Con questa insalata in cui sono abbinati conversazione e lattuga (La lattuga è come la conversazione: deve essere fresca e croccante, e così brillante che a malapena si noti il suo retrogusto amaro) ne mancano ancora 23. In perfetta media, visto che il blog è stato avviato al grido di Andrò dove mi porterà l’insalata con il primo post il 15 gennaio 2011 e quindi c’è il tempo per mantenere fede alla promessa fatta (365 ricette provate e fotografate, e non solo) e vedere se sono stati consumati solo i polpastrelli (ma io non penso sia così). E chissà se si infurieranno se dico che l’insalata della sagra a naso  l’avrei evitata a vita, ma in effetti con cetrioli e limoni più fresca di così proprio non saprei a cosa pensare.