Calderoli persevera. Cotechino e lenticchie di Monti è il new bunga bunga

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Si direbbe in Terronia che una risposta come quella del Presidente Mario Monti il padano Roberto Calderoli dovrebbe “piegarsela a libretto”. Cioè accettarla, meglio subirla, e andare avanti. Invece il padre del Porcellum vuole dare lezioni di morale a Monti a cui tutto si potrà ascrivere tranne il fatto che sia libertino.

Eccola la controreplica stizzita del senatore. “La nota diramata da Mario Monti rispetto alla mia interrogazione scritta su quanto avvenuto a Palazzo Chigi a fine anno – spiega il leghista – conferma pienamente che c’è stata una festa privata, testimoniata dall’ampia partecipazione dei suoi parenti e congiunti e, indipendentemente dal lavoro che sarebbe stato svolto dalla signora Monti in cucina e nel servizio ai tavoli. Verificheremo – continua Calderoli – che non ci fossero davvero dei cuochi o dei camerieri, chiediamo al presidente Monti se sia al corrente di quanto costa tenere aperto Palazzo Chigi, con tutto il personale conseguente, incluso quello relativo alla sicurezza. Mi spiace, ma la toppa è peggio del buco”.

E qualcuno che ha fatto osservare che forse non era il caso di lanciarsi in lezioni di moralismo, considerati i festini privati di Berlusconi, ha avuto risposta egualmente ‘piccante’: “Berlusconi le sue feste le faceva a Palazzo Grazioli o ad Arcore ovvero nelle sue residenze private… le sue feste le ha sempre pagate di persona – conclude l’ex ministro del Carroccio – e quindi devo ritenere che Berlusconi dia ‘lezioni di morale’ anche al presidente Monti”

Insomma tra cotechino e lenticchie (e si suppone anche zampone) e bunga bunga c’è un sottile fil rouge. Tanto sottile che non riusciamo a vederlo, però, nonostante qualche esercizio di food porn.

Intanto, il comunicato della Presidenza del Consiglio dell’era Monti è già diventato un caso da manuale per quanti studiano Comunicazione. L’hashtag #cotechinoelenticchie segna il ritorno dell’interesse alla politica (?!), mentre La Padania, organo ufficiale del partito di Calderoli, affida al taglio basso di oggi la ragione per cui Monti dovrebbe dimettersi.

La sera del 31 dicembre a Palazzo Chigi si è fatta baldoria, con una cena organizzata dal premier Mario Monti e dalla moglie per una decina di commensali, quasi tutti parenti stretti del neo senatore a vita.
Tutti attavolati nel palazzo istituzionale dove ha sede il Governo, tenuto appositamente aperto per una cena privata.
Ad ammetterlo lo stesso Monti, attraverso un comunicato diramato ieri sera dall’ufficio stampa di Palazzo Chigi, in replica ad una precisa interrogazione a riguardo presentata dal senatore leghista Roberto Calderoli, il quale, appresa la notizia di un festa privata che si sarebbe tenuta a Palazzo Chigi la notte di fine anno, volendo la verità su una vicenda di questa importanza – soprattutto in un simile momento congiunturale di crisi e di sacrifici per il Paese – non ha esitato ad incalzare Monti. («La notizia sta girando e necessita di una rapida risposta. Francamente non riesco a crederci, perché in un momento del genere sarebbe davvero incredibile, oltre che gravissimo, se venisse confermato che il premier ha utilizzato un Palazzo istituzionale e il relativo personale per una festa di natura privata. E in questo caso mi pare evidente che Monti dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni e chiedere scusa al Paese e ai cittadini») attraverso un’interrogazione a risposta scritta a lui direttamente indirizzata.

Ecco, se a Palazzo Chigi fossero stati invitati Sarkozy o la Merkel, nulla quaestio. Ma Palazzo Chigi non ha un appartamentino presidenziale di 300 metri quadri ad uso privato di recente rinfrescato con una spesa di circa 3 milioni di euro? Lo si potrà usare ogni tanto, diamine. Altrimenti affittatelo che rientriamo di qualche soldo. Potrebbe essere un ottimo Parador.

[Link: direttanews.it, lapadania.com, ilgiornale.it]




Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.