Parigi, je t’aime! Guida gourmet per weekend romantici

Tempo di lettura: 3 minuti

Mentre sotto le feste in molti prediligono mordere la ‘grande mela’, io consiglio la Francia, Parigi  e i suoi itinerari fantastici, le sue mete golose, gli spettacoli e la magia del Natale che ancora inebria l’aria per questo lungo week end. Sarà il romanticismo al quale sono geneticamente predisposti i francesi, sarà la buona cucina, ma tutti (proprio tutti) a Parigi dicono Je t’aime!

Ecco qualche prezioso indirizzo romantico e gourmet.

Chocolat, mon amour!

Jean Paul Hevin

Più che una cioccolateria, una vera e propria boutique del cioccolato. L’ambiente moderno e stracurato asseconda il sapore sublime di una delle cioccolate calde più buone della città. La specialità della casa, la torta al cioccolato con ganache fondente e coulis al lampone, profuma di eccellenza e crea un incredibile connubio di sapori che stupisce i sensi con romanticismo (231,Rue Saint-Honorè, Tuileries).

Debauve & Gallais 

Questa cioccolateria non troppo frequentata custodisce il fascino nascosto di una Parigi diversa, legata ai sapori confortanti di una tradizione purtroppo superata. Il cioccolato si esalta con dolci note di frutta secca e lievi sentori aromatici naturali come quello del miele o della cannella (30,Rue Des Saints-Pères, Saint Germain).

Il miglior tè

Mariage Frères

Non una semplice sala da tè, ma un salone sontuoso e fiabesco che ricorda la Parigi di un tempo, con annessa boutique per acquistare le loro pregiate miscele. Qui il tè non è soltanto una bevanda ma un’istituzione dedicata al buon gusto. Non vi resta che assaporare i loro infusi e lasciarvi tentare dalla storica atmosfera del luogo che ricorda le grandi sale di Versailles (30-35,Rue Bourg-Tibourg, Saint Paul).

Il ristorante più in voga

Agapé Substance

La parola chiave, in questo ristorante, è reinterpretazione, rilettura e scomposizione del cibo in maniera naturale, esaltato con spezie ed erbe dal profumo internazionale. Il locale è piccolo ma grazioso, caratterizzato da un unico grande tavolo verticale posto al centro del salotto. Interessante la cucina a vista che permette la visione del lavoro di chef di diverse nazionalità che creano una tipologia di piatti ‘fusion’, molto apprezzati negli ultimi tempi. Inoltre il rapporto qualità-prezzo è davvero notevole, soprattutto a pranzo (66, Rue Mazarine).

Cibo-à-porter!

Fauchon Paris

La maison francese per eccellenza che offre uno scorcio reale sulla cultura gastronomica nazionale. Ma Fauchon non è soltanto la moda al sapor di macaron, è anche sostanza: oltre al ristorante, al take-away, al caffè e alla pasticceria, offre una fantastica ‘epicerie’ internazionale, una cioccolateria, una sala da tè e un sorprendente wine bar che vanta etichette ricercate e di ottimo pregio. Una meta cui non si può proprio rinunciare, un po’ come la Tour Eiffel (24-30, Place De la Madeline, Madeleine).

E per finire, ecco il vademecum per riempire gli spazi lasciati liberi dai momenti gourmet:

Il film rivelazione: Intouchables

Il dessert più amato: macaron e ancora macaron!

Il proverbio più usato: C’est bonnet blanc et blanc bonnet (Se non è zuppa è pan bagnato!)

La cucina: innovativa e possibilmente a km 0.

Il libro di cucina (francese) più apprezzato: The skinny french kitchen di Harry Eastwood.

Lo champagne migliore: decidete voi!

Lo spettacolo più divertente e coinvolgente: Corteo del Cirque du Soleil.

[Giulia Murdocca. Ritratto di Alessandro Marchese]

31 Commenti

  1. Io amo molto Josephine Vannier a due passi da Place des Vosges. Un piccolo cuore da sgranocchiare sotto i porticati. Molto romantico 🙂

  2. Ma un cioccolatino Mon Chérie da mordere in due con quel bel ripieno che goccia sulla maglietta fina, non ce lo mettiamo? Grazie per il consiglio, pensavo di andare a Rionero in Vulture il prossimo anno e invece ora ho scoperto che c’è Parigi, con le sue “mete golose” e i suoi “itinerari fantastici”. Spero solo di non incontrare la Sora Franca del terzo piano. Grazie di cuore!

  3. ha risposto a Black Mamba:
    Hai ragione cara, sarebbe stato più ‘efficace’ mordere un Mon Chèrie e farlo gocciare sulle cosce.. Così magari potevo immortalare il momento e farci un articolo per l’Epifania. Grazie a te!

  4. ha risposto a Giulia: Rileggi Giulia, non andare di fretta, rileggi! Ho coniugato io il verbo per prima al commento n. 2. Tempo presente terza persona singolare….Potevi farti una centrifuga di carote per la prima colazione, invece di aprire nervosamente lo Zingarelli col rischio di strappare la carta di quelle preziose pagine così sottili. Ti pare che commetterei un errore del genere? Una simile leggerezza? Io sono Black Mamba, diamine! Rileggi quello che ho scritto, forse non hai capito bene. Solo mi stupiva trovare il verbo “gocciare” e non “sgocciolare”più incline al tuo stile letterario. Tutto qua. Ora è chiaro? Vuoi che lo riscriva in francese? Comprendi meglio la lingua? Dimmi pure, non c’è problema. 😀 P.S Non te la prendere, tutti qui su Scatti corrono il rischio di finire nel tritacarne di Black Mamba. L’hanno disegnata così Black Mamba, cinica e cattiva. Molto diversa dalla Lauro, donna di cuore e di sentimenti sinceri… Tutta colpa di una matita spuntata! ;-)))

  5. ha risposto a Black Mamba:

    In realtà a quell’ora avevo già fatto una nutriente colazione, e poi lo Zingarelli non ce l’ho in casa.. Noi venticinquenni usiamo google 🙂 Don’t worry!
    L’ articolo, così come i contenuti, mi è stato commissionato e poi visionato da Vincenzo.
    In effetti nei tuoi di articoli si parla di filosofia orientale, per questo nei tuoi pezzi compaiono magicamente le tue cosce, sarà una citazione tratta dalla disciplina dello yoga.
    La lingua la comprendo meglio di te, visto che sono italo-francese.
    Capisco black mamba, ma io sono Giulia Murdocca e non ho bisogno dell’avatar cattivo per rispondere a tono e con educazione alle provocazioni gratuite della parte nascosta e frustrata di Cristiana Lauro. Buona giornata!

  6. Ma cherie mamba, hai voglia a ballare quando le note sono sempre le stesse. Mangusta non lo conosco e non siamo la stessa persona. Ma che invidia per la bella risposta di Giulia: sei al contributivo o al retributivo? Tu, non la tua colf 🙂

  7. Rinfoderate le unghie, s’il vous plaît! Giulia, BM è fatta così e poi le hai messo nella foto dello champagne il Veuve Clicquot accanto al Dom Pérignon (anche se la colpa è mia poichè mi avevi avvisato – ma non mi sarei perso per tutto l’oro del mondo una querelle!).

    E ora costringeremo Lauro a scrivere un post su Parigi così ne vedremo delle belle sul cioccolato!

    Comprendo che il legame con il film Paris, je t’aime è troppo criptico (ma io ero stato tratto in inganno anche dall’inglese di Woody Allen!).

    Quanto a Diana invidiosa, oltre al benvenuto nella schiera dei commentatori di SdG, la cortesia di eliminare quell’invidiosa. Non la conosciamo ma preferiamo crederla una gioiosa cacciatrice 🙂

  8. madame… leggervi è meglio del catch nel fango 😀
    solo una parola… Favolose!
    Non o capito se fate sul serio o scherzate, ma in ogni caso siete meravigliose, belle e intelligenti 😀

  9. ha risposto a Antonello: Be’ io scherzo sempre in realtà, sono la donna più spiritosa del pianeta, si sa! Mi spiace che la piccola Giulia si sia offesa…Il gioco fra me e Black Mamba è evidente e leggero, mica ho bisogno di nascondermi dietro a un nome di fantasia, con la mia foto in primo piano peraltro! A parte che io non mi nascondo mai…;-))) Ciao Antonello!!!

  10. ha risposto a Giulia M.: Azz!!! Ecco perchè!!! Lo Zingarelli, mannaggia. Devi comprarlo subito! Oggi tutti hanno accesso a internet quindi in modo più o meno istantaneo alle informazioni che persuadono i più di essere, ipso facto, intelligenti e colti. La cultura è il sedimento di nozioni, studio, realtà vissuta e interpretata, metabolizzata, assimilata dunque, cioè resa simile a sè e, perchè no, plasmata. Il tutto in un divenire continuo. Ma è Eraclito, magari Lucrezio, ma non Google. La formazione, non l’informazione. Ecco questa per me è cultura… Ti regalo uno Zingarelli per fare pace. O preferisci il Devoto Oli?

  11. ha risposto a Black Mamba:

    Grazie, un regalo non si rifiuta mai. Però compralo senza prefazione, visto che me l’hai già fatta tu..
    Wow! Potrò dire che quest’anno a me la befana, invece del carbone, ha portato un bel dizionario!
    Strana comunque questa tirata di cultura classica e di ‘alto profilo’ da chi ha preso il suo nome d’arte da un film di Tarantino, conosciuto per l’amore che ha per i film di serie Z e per la cultura bassa. Guardati un film di Antonioni, così magari cambi nickname..
    P.S. Non sono offesa, anche io sono una fan di Sandokan! Ecco, magari potresti sostituire black mamba in vecchia tigre della Malesia ancora agguerrita. A tratti.

  12. ha risposto a Giulia M.: Giulia, Giulia, non ne imbrocchi una! E’ Quentin che si è ispirato a me per dare vita al suo personaggio crudele, credevo lo sapessi. Ovviamente di Antonioni conosco l’opera omnia, sono appassionata di cinema oltre che di vino e di musica. L’argomento Sandokan invece mi vede carente. Lo nomino spesso come personificazione del coraggio ma in verità non lo ricordo benissimo, a parte quella sigla geniale dei fratelli Guido e Maurizio de Angelis, in arte gli Oliver Onions. Il riadattamento della vecchia battuta della befana, invece, lo trovo pertinente ancorchè puerile (d’altra parte tu sei molto giovane) e sempliciotto (ma non insisterei sulle questioni di stile). Mi riconosco, davvero! Anche perchè, come dice Daniele Cernilli, sono molto più intelligente che bella. Dai Giulia non prendertela! Altrimenti non la smetto più e va a finire che ci assegnano una rubrica tutta nostra e solo per litigare….O magari fare finta, che sarebbe ancora più divertente. A tal proposito mi sovviene una lettura leggera e divertente che mi permetto di consigliare a te e ai tuoi lettori, qualora voleste seguire il suggerimento e se già non avete avuto il diletto di incrociare queste pagine assai piacevoli. Si tratta del carteggio epistolare Gossage-Vardebedian, da “Saperla lunga” di Woody Allen, una vecchia edizione Bompiani. In buona sostanza, una partita a scacchi per corrispondenza fra i due protagonisti che non mancano di rimbeccarsi e bisticciare in maniera indubitabilmente spassosa. Esilarante direi! Non scherzo, se ti capita leggilo perché è un po’ una versione nobile e meglio riuscita di quello che stiamo facendo io e te da qualche giorno. Ciao Giulia!

  13. ha risposto a Vincenzo Pagano: Cioccolato? E che ne so di cioccolato, nemmeno mi piace! Vincenzo sei riuscito a trovare l’unico alimento assieme all’aglio che mi fa ribaltare lo stomaco. Ma porc!!!! ;-))) Posso scriverti qualcosa sul caucciù o altri idrocarburi polimeri naturali…Mi sto specializzando nel tentativo di utilizzarli in cucina e lanciare il degno successore del molecolare. Ma non voglio svelare nulla per ora. Sento odore di business, di quattrini, di grano!!!! Cosa dici? Faccio i soldi? Tira l’argomento, può funzionare? O è un altro dei miei talenti inutili assieme al rubamazzetto e al gioco della pallacorda?:D

  14. ha risposto a Cristiana Lauro:

    Ciao black mamba, in effetti tra poco potremmo dar vita ad una litigiosa quanto spassosa rubrica 🙂 e la cosa buffa è che potrebbe finire sotto la sezione “scatti di stile”!
    Comunque, a parte gli scherzi, sono stata spinta per la prima volta da questo analogo diverbio per incuriosirmi alle cose che scrivi qui su SdG e ho letto uno dei tuoi articoli. Inutile dire che l’ho trovato finto-sofisticato e al quanto prolisso, però devo ammettere che non era da buttar via 🙂
    Certo, mi sembra molto facile parlare di vini e champagne di elevatissimo profilo come quelli che elenchi nei tuoi pezzi. Prova a metterti più in gioco come faccio io..
    Mi fa piacere che ami essere definita più intelligente che bella. Ma sarà vero? Qui forse potremmo capire l’intelligenza del fortuito alter ego della simpatica Cristiana Lauro.
    Non so se continuerò a scriverti, visto che sono banale e ingenua, potrei affezionarmi a te e prenderti d’ispirazione come se fossi il grande capo indiano del vilaggio: la famosa e potente ‘Grande Coscia’.

    P.S. Scusami ma ora ti lascio, mi fanno male i capelli..

  15. ha risposto a Giulia M.: Facile parlare dei vini di Black Mamba? Intanto bisogna poterseli permettere. Bocce da 2000 euro e più. Forse Giulia ti sfugge che madame parla di bottiglie inarrivabili, la maggior parte di noi non le ha nemmeno mai viste in catalogo. Non è facile per niente. Guarda che quella beve bene per davvero, mica storie. Poi è velenosa ( ma simpaticissima, io ho un debole per le sue frecciate )ma sul bere e sull’ argomento vino in generale non si può toccare. Io non conosco persone che bevono con quella frequenza certi vini di cui ci ha parlato e comunque vivo nell’ambiente degli appassionati e bevitori. La signora sa molto bene di che parla, ha grande esperienza.

  16. ha risposto a Marco M.:

    Salve Marco,
    Nulla da sentenziare sui fantastici prodotti con cui si sacrifica black mamba, anzi è un duro lavoro ma qualcuno deve pur svolgerlo 🙂
    Ho solo detto che di questa ‘sofisticatezza’ non dovrebbe farne legge divina. Credo che ci voglia coraggio e intelligenza per parlare anche dei prodotti e dei scenari secondari. Non tutti hanno le possibilità di bm. Offrire una panoramica un po più vasta e meno mirata, ad un target un po più ampio di quello di nicchia, non è così banale e scontato. C’è chi segue con passione le due diverse tipologie di offerta di cui parliamo entrambe. Ho solamente detto che forse nel scrivere un articolo come il mio, ci si prende meno sul serio e ci si mette più in gioco. Tutto qui.
    Non sono stata io per prima a non stimare il lavoro svolto da black mamba. Ho voluto solo sottolineare che siamo ancora sulla terra. Poi sognare è bello e i suoi articoli sono delle belle storielle ultraterrene. Buona serata.

    • ha risposto a Giulia M.: Il problema è che una rubrica di nicchia come la sua la può seguire solo lei perchè è una delle pochissime persone che bevono certi vini. poi magari beve e mangia come tutti i comuni mortali, ma ci sono già altri che coprono quello spazio, quello più accessibile. Io ci trovo ironia in quello che scrive, anche autoironia. Non credo che viva su una nuvola, credo al contrario che abbia i piedi per terra più di altri, con le idee molto chiare e che le cose che dice siano trancianti e dirette ma per gioco e comunque rimane una preparata competente e coraggiosa perchè non spende energie per farsi voler bene da chi non le interessa. Forse è furba. E comunque io sto per partire per Parigi, finalmente. Buona serata Giulia!

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