Un marziano a Roma/56 Qwerty e le gnocche del Barnum Café

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Qwerty ed io stiamo traducendo un libro dal Turco in Marziano. Siamo dei lavoratori volubili e abbiamo deciso di dare un tocco di zenzero alla nostra routine. Ci siamo incontrati a Trastevere, lui ha mandato un pacco al suo paese dalla posta di piazza San Cosimato. Volevamo goderci un po’ di sole che però non si è fatto vedere.

Qwerty ha voglia di mangiare un pezzettino di pizza al taglio. Ma un posto con la pizza al taglio dove poter sedere e lavorare a mio parere non c’è. Decidiamo quindi di andare da Roscioli. Facciamo la via del Moro. Poi Qwerty sparisce! Lo trovo ‘avventosato’ sulla vetrina di Valzani. Bisogna ammettere che è un marziano di gusto. I torroni, buccia di arancia coperta di cioccolata, le sacher… Davvero gnam gnam. Ma già ha mangiato un mondo di torroni per Natale e poi a lui fa male. Dico:  “Non sei un lievito, sei solo un Marziano!”. Mi segue con la testa in giù e fa: “E’ un’ingiustizia però”. G’ho capì, ma ormai stiamo andando da Roscioli a mangiare pizza…

Meno male che Qwerty è buono. Mangia il suo pezzetto di pizza rossa, poi con funghi e salsiccia ed è contento. Dopo le pizze andiamo a Via del Pellegrino al Barnum Café.

Barnum è un posto un po’ alla newyorkese, con pezzi di arredamento presi di qua e là che sembra essere fatto con piccoli salotti da casa. Più che altro un posto dove si mangia e beve bene, si lavora tranquilli e nessuno ti caccia via anche se non consumi in continuazione, e pur essendo in pieno centro non ha prezzi gastrofighetti come dice il nostro capo Vincenzo.

A Qwerty il posto piace anche perché ci sono un sacco di gnocche anglossasoni che vengono per utilizzare la connessione Internet e per la bontà dei proprietari. Qwerty chiede: “Ha che fare con Garum?”. “E no saputino! Viene dal circo Barnum”.

Cominciamo con il caffè Illy che piace molto a Qwerty, poi passiamo a varie tisane. A forza di lavorare e per via delle gnocche in giro lo zucchero del sangue di Qwerty cala. Il nostro Marziano vuole mangiare qualcosa di dolce. Questa volta ha il permesso, ha lavorato tanto.

Il bel barman di Mestre ci sta raccontando la loro torta al cioccolato: cacao puro, burro di cacao, una cosa squisita…Qwerty ha gli occhi che gli escono dalle orecchie. Però la ragazza alla tavola accanto ha ordinato l’ultimo pezzo. Che dire… Ci siamo accontentati dei brownie. Buoni, ma buoni proprio, come dicono i Napoletani.

Il libro è di ben 240 pagine. Si è fatta sera, è arrivata l’ora dell’aperitivo. Qwerty comincia a oscillare sulla sedia. Vabbò. Un Pinot grigio Forchir, Riesling bollicinato La Versa e buffet aperto al costo di 7 euro. Qwerty dice “il Riesling è un po’ dolce, ma suonano Joy Division che giustifica ogni mezzo e poi sta bene con la carota”.

Più diventa tardi più il locale si fa buio. Sale il volume e Qwerty si scatena. Non è più possibile lavorare. Gli occhi fanno la quadriglia. Gnocche, alcol, musica cool… Il bel barman di Mestre ci mostra come si fa lo Spritz. Qwerty vuole aprire una catena di locali per fare Spritz marziani una volta tornato in patria. Sta cercando di trovare un modo di liofilizzare lo spritz fatto a Roma per metterlo nella tasca come pillole. Che dire! ‘Sti Marziani!

[Elvan Uysal]

8 Commenti

  1. Divertente il post. Io ci sono stata, da Barnum, il problema e’ che c’e’ un pubblico da Spritz. Ma a Roma purtroppo e’ cosi’. 😉

    • Conosco e come Dolce Idea, prossima volta porto anche Qwerty se Vincenzo mi presta suo ospite Marziano ancora. Noi ci andiamo spesso per lavorare da Barnum e ci si trova bene. Molto da casa, con bella vista:)

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