Ristoratori, ma quando le mettete le calorie sul menu?

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Si fa presto a dire etichetta. Inaffidabile, incomprensibile e poco chiara. E’ un mare di critiche quello che si abbatte sulle etichette alimentari nel monitoraggio globale effettuato da Nielsen.

Che ha segnato, su un ideale cahier des doléances di 25 mila navigatori Internet di tutto il mondo, proteste e frustrazioni dei consumatori al cospetto di sua maestà l’etichetta. Anni e anni di lavoro per produrne una nuova (più chiara e trasparente) nel territorio dell’Unione Europea non sono bastati per tacitare gli animi. Gli intervistati (certo non solo europei) hanno pochi dubbi a riguardo: per 6 su 10 è difficile comprendere i valori nutrizionali indicati sulla confezione dei prodotti alimentari. E tanto basta a renderli insoddisfatti.

In Europa la media di chi dichiara una “forte comprensione” dei valori nutrizionali è solo del 45%, ma con punte che vanno dal 60% del Portogallo al 31% della Francia, mentre i consumatori italiani si piazzano sopra la media con il 59% degli intervistati che hanno detto di comprendere appieno le informazioni sulle etichette dei prodotti alimentari.

Lo scetticismo regna anche sulla credibilità di indicazioni sulla salute come “a basso contenuto di grassi” e “tutto naturale”. Più di due terzi dei consumatori di tutto il mondo dichiara che le informazioni nutrizionali non sono mai, o sono solo qualche volta, degne di fiducia. Un atteggiamento di scetticismo particolarmente comprensibile se si tiene conto che, sempre secondo la ricerca di Nielsen, quasi la metà dei consumatori intervistati sta cercando di perdere peso e il 78% si è sottoposto ad una dieta.

C’è il peso, quindi, in cima alle preoccupazioni degli intervistati. Che chiedono a gran voce chiarezza sulle calorie quando mangiano fuori casa. Il 53% dei consumatori europei intervistati vorrebbe infatti indicazioni sul conteggio delle calorie e informazioni nutrizionali sui menu dei fast food mentre il 41% se lo aspetta dalle catene di ristoranti. Più alta, fra gli italiani, la percentuale di chi ritiene importante essere informato sulle proprietà nutrizionali del menu: il 65% le vorrebbe sui menu nei fast food, il 55% su quello delle catene di ristoranti e il 44% nei ristoranti indipendenti.

[Fonte: Nielsen, helconsumatori.it Foto: conipiediperterra.com]

10 Commenti

  1. Ne ho scritto proprio stamattina e quello che mi ha lasciata perplessa è stato leggere che i consumatori non si fidano delle etichette alimentari cosa che dovrebbe far riflettere un po’ tutti.

  2. posso dire che è un discorso da nevrotici ? Nemmeno i più “diet addicted” si farebbero domande del genere…. Sulle etichette dovrebbe essere indicato per esteso cosa contiene il prodotto e basta.. chissene del valore nutrizionale. Sono io che devo essere cosciente su cosa mi fa bene e cosa no, cosa prediligere (certo se si mangia solo roba conservata e inscatolata, che vogliamo aspettarci) E poi abbiamo bisogno che qualcuno ci dica quante calorie mandiamo giù … ? Allora proprio non abbiamo capito un tubo di come deve essere un’alimentazione sana e consapevole ? Mangiare cose fresche no eh ? E poi ancora co ste calorie ? Ebbbastaaaaa

  3. Io non metterò mai le calorie al fianco dei piatti. Primo perché i commensali in realtá non hanno interesse a queste cose: una coppia al mio ristorante mangia un cestino abbondante di pane; mica glielo devo dire io che sono 800 calorie? Ci aggiungi che portando l olio subito al tavolo, assieme al cestino di pane di mettono 3/4 cucchiai a testa di pane e olio. Quindi pronti, partenza e via: già 500 calorie a testa e ancora arrivano le pietanze…..
    E poi, seconda cosa, mettere le calorie non serve a niente se non specifichi di che natura sono queste calorie: 400 calorie di legumi non sono uguali a 400 calorie di lardo di Colonnata….. Mi sembra ovvio…. Io sono un sommelier, mica un nutrizionista… Anche perché, nella perfetta dieta mediterranea, c è posto solo per un bicchiere di vino rosso.
    Vaglielo a dire a Box che quando viene a cena gli spetta solo un bicchiere di rosso…..:-))
    E poi ognuno fa la dieta che pensa funzioni: al ristorante vedo di tutto, da donne che mi chiedono un fiorentina bella magra ( sic!) oppure davanti alla mia offerta di un agnello delle montagne abruzzesi, di pura razza sopravvissana, mi dicono che non possono mangiare carni rosse…. Peccato che l agnello, è carne bianca…ma non lo dico perchè mi hanno preso molte volte per pazzo. Una signora che si definisce in perenne dieta mi ordina ravioli ripieni di burrata con tartufo: alla fine scarpetta con 3 fette di pane; dopo il dolce prende un caffè e mi chiede il Dietor… Pazzesco!!!
    Quindi va bene così….. Anche perchè i miei crostini con ventricina teramana spalmabile che porto come entrèe, sono prodotti con 95% grasso di maiale e solo 5% con carne magra. Non ho mai fatto il conto delle calorie ma visto che ne mangio in abbondanza, preferisco non saperlo….
    Perchè alla mia dieta non fanno male….:-))
    Ognuno ha la sua dieta, appunto…

    • ha risposto a Luca Panunzio: Però c’è un dato che mi sembra interessante e cioè che c’è tanta gente che cerca di perdere peso. Un campione di 25 mila persone non è mica poco. Per carità, sarebbe singolare che il ristoratore si facesse carico di questa esigenza (mica è un nutrizionista, dici giustamente tu). Ma se facessi questo mestiere ne terrei conto. Non so esattamente come visto che mi occupo d’altro. Il bisogno di trasparenza e di informazioni è cresciuta, forse proprio insieme alla rete. Chi può ignorare questo dato?Comunque dov’è questo stupendo ristorante dove si mangiano ste cose buone’?

      • ha risposto a FrancescA:
        Locanda Manthonè nel centro storico di Pescara.
        (Box scusa della pubblicità occulta:-) )
        E poi, Francesca, oggi il ristorante è visto come “un attimo d intimitá” in contrapposizione allo stress della via moderna. C e gente che viene per bere, chi per mangiare, chi per staccare la spina…. chi per stare in Santa pace col partner….. Chi parla di,lavoro, chi di problemi e qualcuno perchè non sa dove andare (gli amanti. Intendo). Ci pensi se mi metto pure a scrivere o spiegare le calorie?
        Non sembra, ma a volte il nostro è un lavoro difficile.
        No, scusa, non difficile ma “complicato”… :-))
        Se mi vieni a,trovare, il 1^ secchio di Montepulciano è offerto dalla casa!!!

        • ha risposto a Luca Panunzio: Cpncordo ogni virgola.
          Le cose sono 2 o ci si lascia sciolti al ristorante e si gode senza farsi domande : non sarà un pasto fuori che vi farà ingrassare a dismisura, a meno che non siete a cena fuori ogni giorno.
          Altrimenti, se non ci si può permettere di sgarrare mai le informazioni si devono avere a monte : c’è bisogno di esporre valori nutrizionali del cestino del pane spolverato via con mezza bottiglia di olio o dei ravioli ripieni di burratae tartufo ?
          Serve di sapere se posso mangiarli se sono a dieta ? Suvvia non scherziamo…. oppure siamo nel raptus del pignolo e viviamo meglio se abbiamo chiare le analisi di laboratorio di ciò che abbiamo in pancia ? Se davvero non sappiamo cosa mangiare al ristorante senza delinquere ma godendo allora dovremmo restare a casa….
          Forse stiamo esagerando con queste fissazioni all’americana (lo so già detto )
          Parola di chi si fa già domande in proposito per lavoro !!!

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