Sentenze storiche. In Italia l’amianto, in Francia Monsanto

Tempo di lettura: 1 minuto

Sono giorni di sentenze storiche in Europa. Mentre l’Italia, dopo la pesante condanna agli ex vertici di Eternit, si scopre avanguardia nella lotta contro l’amianto, la giustizia francese aggiunge un tassello importante alla tutela dei lavoratori con una sentenza destinata a fare da apripista a future richieste di risarcimento danni.

Monsanto è stata infatti condannata per l’intossicazione di un agricoltore francese provocata dall’inalazione dei vapori dell’erbicida Lasso, prodotto da Monsanto. La Corte d’Appello di Lione ha giudicato infatti la società americana leader nelle biotecnologie responsabile dei danni alla salute provocati a Paul François, cerealicoltore di Bernac, nella regione di Charentes, Francia sud-occidentale, provocati dall’inalazione dell’erbicida.

I fatti risalgono al 2004 quando l’agricoltore, che oggi ha 47 anni, inalò i vapori di Lasso fuoriusciti da un nebulizzatore riportandone disturbi gravi che lo hanno costretto a sospendere l’attività lavorativa per quasi in anno e che lo hanno lasciato parzialmente invalido. Dopo il riconoscimento ufficiale della malattia professionale da parte delle competenti autorità francesi è iniziato il procedimento di richiesta risarcimento danni nei confronti di Monsanto.

Oggi la sentenza che dà ragione all’agricoltore: la Monsanto non avrebbe mai segnalato i rischi che comportava l’inalazione del pesticida, ritirato dal mercato francese solo nel 2007 (vietato invece dal 1980 in Canada, Inghilterra e Belgio) e quindi deve risarcire il lavoratore. “E’ una decisione storica perché è la prima volta che un produttore di pesticidi viene ritenuto colpevole di intossicazione”, ha dichiarato all’agenzia Reuters l’avvocato dell’agricoltore, François Laforgue.

[Fonte: euronews.net, aiab.it, reuters.com Foto: guardian.co.uk, chrisbeatcancer.com]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui