Pasqua a Milano. Gesto di pace per capretti e agnelli. Non li mangiate

Tempo di lettura: 1 minuto

“Per la Pasqua non mangiate agnelli e capretti”. A parlare è il garante per la tutela degli animali del Comune di Milano, Valerio Pocar, che nei giorni decisivi della macellazione che precedono questa festività, ha lanciato un appello a “credenti e non credenti” affinché “onorino una festività che allude alla resurrezione, alla rinascita, alla vita con un gesto di pace verso gli animali, risparmiando la vita di agnelli e capretti, creature innocenti e simbolo dell’innocenza stessa”. Il messaggio ‘vegetariano’ prosegue con un “buon appetito con torte pasqualine e carciofi, colomba di pasta lievitata e, come si usa in Sicilia, agnelli di marzapane”.

Sarà possibile cambiare una tradizione così radicata?

[Fonte: mediterranews.org Foto: isoladolce2.it]

6 Commenti

  1. è facile fare demagogia sotto pasqua…
    cerco di vivere di pastorizia, sono la compagna di un pastore, quest’antico mestiere è ancora molto praticato, ma sempre più a rischio per mille motivi che non sto ad elencare qui. la pastorizia (specialmente nomade) è quanto di più ecocompatibile esista, fondamentale anche per la manutenzione del territorio e della biodiversità.
    non mangiare agnelli e capretti a pasqua non salva loro la vita… o si smette di allevare in generale o non è essere buonisti un giorno che cambi le cose. le femmine vengono allevate per proseguire l’attività, i maschi non da riproduzione sono destinati alla macellazione

    • Probabilmente a Milano non si vedono capre e pecore. Qual è l’angolo corretto di visuale? L’impronta ecologica dell’allevamento potrebbe esserlo. Prevedere nella rotazione un anno di gregge? Non so quanti agricoltori sarebbero d’accordo 😉

  2. Questo e’ l’ennesimo messaggio ipocrita che leggo. Ancora una volta si invita a non mangiare capretto o agnello e ancora una volta combatto per sostenere la mia idea (e mi trovo d’accordo con Marzia): i pastori devono equilibrare il loro gregge mantenendo un certo rapporto tra maschi e femmine: e si sa che becchi e montoni non sono monogami! Si ricamano storielle sui capretti e sugli agnelli ma perché trascuriamo gli altri animali. Pensiamo ai conigli: con il loro morbido pelo e i loro occhi curiosi e il nauseino in continuo movimento….ai vitelli con i loro occhi dolci, ai cavalli, ai polli, ai maiali, alle mucche, ai tacchini…bruttino ma simpatici …e i pesci? Che dire di loro che nuotano in mari e fiumi….questi animali non hanno gli stessi diritti di capretti e agnelli? Che differenza c’e? Qualcuno me lo spieghi. Tutti gli animali allora non dovrebbero essere mangiati? So cosa vuol dire fare il pastore, soprattutto in tempi come questi, dove si fanno epigrafi agli agnelli, dove fuori da uffici comunali vengono esposti cartelloni con disegnati agnelli o capretti con la scritta non mangiatemi, dove la gente preferisce una cotoletta presa al supermercato senza preoccuparsi della tracciabilita che non uno spezzatino di capretto perché vede tutta questa assurda propaganda. Caro garante della tutela degli animali ha mai pensato che sarebbe più utile tutelare quegli animali che vengono trattati come bambini ( la tutina, il pannolino, il giorno dal parrucchiere, i fiocchetti sul pelo…)? Lei pensa davvero che un cane o un gatto sia davvero nato per essere trattato così? O forse e’ nato per correre e rotolarsi? Dio ha dato loro pelo invernale per l’inverno e pelo estivo per l’estate…non sarebbe forse meglio interessarsi a quegli animali maltrattati o abbandonati dai loro “padroni”? E’ facile fare questo tipo di propaganda sotto Pasqua….normalmente agnelli e capretti nascono in questo periodo a meno che non si lasci il maschio sempre nel gregge facendo figliare 2 volte l’anno…conigli, pesci, maiali, vitelli….e tutti gli altri animali vengono uccisi ogni giorno per sfamare migliaia di persone…perché non difendere tutti allora? E poi sentiamo anche il parere di un medico: e’ giusto non mangiare carne?

  3. Sono argomenti seri e difficili da trattare però credo che il benessere degli animali non sia più un tema secondario. E allora, per quanti degli agnelli e dei capretti che finiranno sulle nostre tavole possiamo dire che sia stato fatto di tutto per garantire il loro benessere in vita? Se ne parla ora perché è il momento in cui i consumi di agnelli impennano, equivale a parlare di macellazione dei bovini in altri periodi dell’anno. Io non ho una ricetta e continuo a mangiare carne (lo farò anche a Pasqua, probabilmente) ma credo che parallelamente all’aumento previsto (e non sostenibile) del consumo di animali crescerà anche il rifiuto o il fastidio a mangiarli. E’ un trend chiaro e forte. Tant’è che i vegetariani sono in aumento.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui