La Guida Ristoranti 2.0 e le barche della gastronomia da calafatare

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Stefano Bonilli ne ha dato l’annuncio oggi sulla Gazzetta Gastronomica. La Guida ai ristoranti 2.0 che avrebbe visto la collaborazione di Passione Gourmet non si farà. È un peccato. Avrebbe offerto ulteriori motivi di riflessione sui ristoranti, uno dei motori principali che alimentano il web, e sulla possibile svolta digitale italiana delle guide ad opera di uno dei padri del settore.

Mi hanno colpito due passaggi dell’editoriale di Bonilli che ha il merito di fare partecipi i lettori delle ragioni della scelta.

Ne era un esempio la pubblicazione contemporanea delle recensioni su Passionegourmet e qui, scelta che non portava beneficio nè agli uni nè agli altri.

Forse in questo particolare momento della ristorazione italiana e internazionale non c’è neppure bisogno di una ulteriore guida, anche se digitale.

La soluzione potrebbe essere il racconto, suggerisce Bonilli, mentre sembrerebbe evidente che le piattaforme possono anche non avere bisogno di allargarsi come numero di partecipanti, ma devono offrire un prodotto-notizia unico ed univoco. Meglio una nave corsara agile e veloce che un galeone spagnolo lento e pesante (o una corsara francese invece di un vascello inglese come ricorda Ambroise-Louis Garneray) potrebbe essere il sottotitolo?

Il dato di fatto è che il rimescolamento magmatico del web gastronomico c’è. Gli stessi “Stati Generali”, promossi da Alessandro Bocchetti in una nota di Facebook nata a seguito della delusione della classifica del 50 Best e rilanciati da Giuseppe Palmieri su Glocal, ne sottolineano lo stato dell’arte attuale.

L’unione fa la forza. Ma su questo non tutti sono d’accordo. Per cui una riflessione, anche se limitata al solo campo delle regole d’ingaggio, è necessaria onde evitare fraintendimenti da parte dei lettori che non fanno parte della cerchia di quelli che vengono identificati spesso come i soliti noti e che in realtà sono semplicemente gli operatori del settore.

C’è un rischio? Sì, esattamente quello di cui ha parlato Stefano Bonilli: accorgersi delle differenze sei mesi dopo.

Che tradotto al livello entropico degli Stati Generali significa altro: dare l’impressione di un grande inciucio, di una maggioranza pdl-pd-terzo polo che sostiene un governo tecnico.

Una melassa che risulterebbe indigeribile a qualsiasi lettore. E che il gruppo di lavoro trasversale che si sta formando deve evitare ad ogni costo. Pena la perdita immediata della credibilità della dialettica tra narratori, critici, produttori, ristoranti e chef che è il sale del giornalismo, delle guide e del web.

Insomma, un compito gravoso al tempo del 2.0 ma che ha come passo iniziale il calafataggio delle navi per evitare di imbarcare l’acqua della guerra perenne.

[Link: wikipedia.fr]

24 Commenti

  1. Mah, a casa mia si parla di me in terza persone… segno che 3ntr0p14 sta veramente funzionando, come la discussione che frigge su altri contenitori 😉 credo che il fallimento dell’operazione papero/passione sia un ulteriore segno che sederci ad un tavolo e superare le casacche sia un passaggio inevitabile. Parlarne oggi, poi, dopo gli scombussolamenti europei di queste ore fa persino sorridere… Il cambiamento è un processo ineludibile, quando i tempi sono maturi agisce, poco importa se bene o male, se Grillo o i neonazisti greci, ma accade e cambia… Non sarebbe allora il caso di assecondarlo e cercare di portarlo verso lidi giusti? Ecco questa è 3ntr0p14 (il nome è solo momentaneo) cercare di trovare e costruire un nuovo ordine, visto che evidentemente le cose così non vanno troppo bene 😉

    • Quella che da Pagano, e dai tu, è una visione arbitraria, sfuocata ed errata.
      Non c’è stato nessun naufragio. Il confronto tra me e Stefano è stato sempre pacato, rispettoso, anche molto leale e produttivo. Semplicemente abbiamo visioni diverse, che non collimano su alcuni punti, ma intanto ci abbiamo provato a fare qualcosa assieme. A differenza di molti in questo mondo che litigano per quattro fave e due pezzi di cacio.

      • alberto, non ho mai parlato di naufragio… e mai avuto dubbi sul tono pacato e rispettoso tra voi… Figurati… per pagano ho smesso di rispondere da tempo e rispondevo solo riguardo ad 3ntr0p14… figurati se mi metto a parlare di quello che non conosco 😉 riconosco che abbiate tentato a fare qualcosa e non è poco…

      • Cauzzi, il naufragio non c’entra. Mai parlato di naufragio. La metafora è sulla battaglia delle idee e sulla battaglia tout court per mantenere posizioni. Le navicelle corsare dei blog, i galeoni della critica.

        Sul litigare a prescindere caro Cauzzi mi sembra che anche lei abbia dato dei suo. Le basterà ricordare la testata di mozzarella che ha vestito il suo passionegourmet. Non si è trattato di quattro fave ma in quel caso di enne chili di treccia di Paestum.

        Sono troppo rispettoso del lavoro altrui per voler denigrare chicchessia e a maggior ragione non lo farei con Stefano Bonilli che è stato precursore nel settore di svariati temi e che mi ha fatto venire voglia di cimentarmi nel web.

        Sul produttivo, su cui non ho scritto una virgola, posso solo citare nuovamente il passaggio di Stefano Bonilli che mi ha indotto la riflessione:
        Ne era un esempio la pubblicazione contemporanea delle recensioni su passionegourmet e qui, scelta che non portava beneficio nè agli uni nè agli altri.

    • Mi sa che resterò pessimo non potendo vantare alcun rapporto con l’ottimo Bonilli che riequilibri. Ma sicuramente tutti comprenderanno chi è peggiore di me. Sono certezze.

  2. Vincè, ma lo sai che questa mattina mi sono riletto il pezzo e mica ho capito da che parte stai? 3ntr0p14 cosa c’entrerebbe con l’inciucio? Ti/mi spieghi meglio, perché letto così sembra solo che la guerra perenne in fondo ti stia benissimo?

    • Come stare da una parte? Per definizione degli Stati Generali sto dalla parte delle idee e non delle persone!

      Mi sembra chiara l’affermazione: il pericolo è che non ci siano differenze e confini tra mondi che fanno parte dello stesso sistema. Fai le regole e poi ognuno “combatte”. Di regole di ingaggio mi sembrava che si stesse discutendo come obiettivo (o come l’obiettivo principale) di 3ntr0p14.

      • mica solo di regole d’ingaggio… soprattutto di un movimento, di fare sinergia e sistema, per appoggiare il grande momento della cucina italiana… di casacche e di molto altro… La eatiquette proposta da Caf è importante, anzi importantissima… ma sarebbe il risultato minimo di tutto questo sbattimento, non trovi? 😉

      • insomma io vorrei smettere di combattere l’uno contro l’altro, ed iniziare a combattere per qualcosa… fino a quando continueremo a farci una guerra idiota, poi non ci stupiamo se in tv la cucina è tutta scarpette rosse, golfettini al collo e birignao di banalizzazioen… rinunciamo al nostro ruolo per tirarci le miccette 😉

  3. Pagano, mi sembra che tu non abbia agganciato ne il senso ne lo spirito di questa cosa e l’impressione è che nella caciara tu ti senta a tuo agio. Peccato, ma se è così bisogna prenderne atto… Il senso non è recensire per primi la mozzarella quadrata, per dire, ma provare a costruire un sistema dove l’agenda dei temi non la dettinola colerici e borghese, ma noi, noi che con questo mondo abbiamo un rapporto con un taglio più alto. In questo Noi devi decidere se ci stai anche tu o no. Per va anche bene se resti tra i banchi del mercato a rilanciare qualche strillo, niente di male, ma è un ‘altra vicenda! Io al mercato mi diverto molto, tra l’altro!

    • Agende dei temi non la dettino la clerici e borghese. Giorgio, già ti ho detto di conservare le forze in vista di ben più sovraumani sforzi come quello di annientare la prova del cuoco 😉

  4. Serebbe la clerici! Capisci che segna questo mondo più lei di tutti i giornalisti seri messi insieme! Stiamo sempre a guardare? Io direi di no!

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