[Post-eat è una rubrica flash che racconta un’eccellenza che vorremmo ritrovare nel nostro piatto]

“Perché non aggiungiamo un po’ di marijuana al pesto genovese?”. Don Andrea Gallo ha lanciato così la sua provocazione nel corso della prima gara eliminatoria del Campionato Mondiale di pesto alla genovese che si è tenuta a Piazza del Campo. Per la cronaca ha vinto Vittorio De Scalzi, ex New Trolls, e in effetti questo primo appuntamento era dedicato alla musica dei cantautori e si è tenuto vicino a Via del Campo 29 Rosso.

L’emporio dedicato a Fabrizio De André, al mitico Gianni Tassio e a tutti i cantautori della scuola genovese dove si possono ammirare i dischi in vinile originali, fotografie, libri, riviste d’epoca, curiosità e la “Esteve ’97”, la chitarra appartenuta a Fabrizio.

Il campionato si tiene ogni due anni e a marzo di quest’anno si è laureato campione Sergio Muto, cosentino che vive in Germania dal 1976. Il percorso è ancora lungo e quindi i partecipanti potranno mettere mano al pestello o, se dalle parti di Genova, prendere parte a “Pesto d’autore” che rientra nell’ambito di una settimana di promozione della cultura genovese, in particolare delle eccellenze musicali e gastronomiche di Genova (il 17 luglio si terrà anche Pesto di mezza estate).

Ideatore del campionato mondiale è Roberto Panizza la cui famiglia opera a Genova dal 1947 e produce un pesto che, pur non al mortaio (e ti credo, 1.000 chili al mese), può contare su tutti gli ingredienti che fanno del pesto uno dei migliori accompagnamenti della pasta nel periodo estivo. Quindi basilico genovese Dop, parmigiano reggiano stagionato 24 mesi, pecorino fiore sardo a latte crudo, olio extravergine italiano, sale di Trapani, pinoli italiani, aglio di Vessalico.

Una ricetta che potete rifare anche se il basilico non dovesse essere quello nativo ligure seguendo il video di Roberto Panizza raccolta da Andrea Gori.

Se invece avete voglia dell’originale genovese, allora la soluzione che fa per voi è il negozio on line di Rossi 1947 Pesto Genovese dove potrete scegliere tra i diversi formati. Il pesto Rossi mi piace per il sapore netto e perché, in poche parole, assomiglia a quello che ti prepari a casa e non ha nulla a che vedere con le tante preparazioni pronte che occhieggiano dagli scaffali dei supermercati (e c’è anche chi ne ha dichiarato proprietà dietetiche).

Il matrimonio perfetto l’ho trovato con i Fusilloro di Verrigni (in questo caso prodotti con il grano di Valentini).

E se vi sembrano troppi 7,50  € per un vasetto da 180 grammi, sappiate che la distanza con altri marchi di più larga diffusione è praticamente incolmabile. Come è inevitabile che il vicino di casa abbia un trucco migliore del tuo per preparare il migliore pesto al mortaio che mente umana possa mai immaginare. Questo a Genova, ovviamente!

[Link: Ansa, Corriere della Sera]