Spending review. Modena, Parma e Reggio Emilia, nuova Provincia del Gusto

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Mentre molti politici provano a sedare gli animi degli amministrati che mai vorranno perdere la loro identità con la scomparsa di alcune province. L’effetto della spendig review provinciale è simile a quello della rivisitazione delle targhe automobilistiche: le sigle vennero cancellate in favore di una motorizzazione e di un P.R.A. più efficiente (e soprattutto erano finite le combinazioni disponibili di numeri e lettere). Sull’onda di questo automobilismo d’antan, con tutta Italia preoccupata per la benzina che costa come la cosa più costosa che vi viene in mente, le manovre per evitare la sparizione di Varese piuttosto che di Avellino, nel senso di VA e AV, continuano con tentativi di annessione contro l’accorpamento e la coabitazione mentre si alzano le grida disperate dei pisani e dei livornesi, dei pratesi e dei fiorentini (no, qui giubilo di annessione) tanto per dire della Toscana.

Sì perché ne va del nome delle cose tue. La mozzarella è casertana, se te la mischiano con Avellino e Benevento resta campana, ma quella salernitana vince perché resta la provincia? E non voglio pensare a cosa succederà in Emilia-Romagna che resta con 2 province e la città metropolitana di Bologna. Cosa succede al Parmigiano qualchecosa (o qualcosa Reggiano)?

Oggi dagli schermi del Tg 3 la notizia, o forse la speranza (bufala non dovrebbe, siamo fuori dalla zona vocata). Stanno pensando a mettersi insieme Modena, Parma e Reggio Emilia per costituire una nuova provincia che si chiamerà Provincia del Gusto. Altro che provincia industriale che stanno architettando in Lombardia o acquisizioni di campanili.

Resta solo un dubbio: quale piatto o prodotto isserà il gonfalone della nuova provincia?

[Immagine: tg24.sky.it, ansa]

2 Commenti

  1. come al solito in questa Italietta non si riesce mai a fare nulla sul serio,,,,,,,
    sono convinto che le province vecchie inutili e spendaccione , ente clientelare ecc…sarebbe meglio chiuderle tutte
    ma come ho già detto siamo in italia con i minuscola

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