Massimo Bottura. Vieni a vedere foto e idee della nuova Francescana

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Modena, Via Stella, esterno, giorno. Solo un passo più in la del solito ingresso. Entro all’Osteria Francescana, che apre oggi, dopo aver salutato Massimo, Lara e Beppe. Mi sento subito a casa.

Bisogna che tutto cambi, perché nulla cambi, così diceva il principone ne il Gattopardo, la frase mi risuona in testa. La Francescana è qui, sempre uguale ma tanto diversa.

L’ingresso è caldo e accogliente, curato da la Bottega Veneta, noto brand di lusso italiano. Tutto è rassicurante e elegante, nei toni della terra e delle foglie d’autunno. Poi un corridoio color del cielo, con quadri da urlo, nuove e vecchie conoscenze si alternano a queste pareti.

La cosa che più colpisce è che la Francescana la ritrovi tutta, nessuna rivoluzione e stravolgimento, nel filo della continuità.

Massimo mi abbraccia e mi dice: ce l’abbiamo fatta, un sogno che si avvera, dopo 17 anni e ogni metro strappato centimetro dopo centimetro.

La nuova Francescana è un labirinto del piacere, una stanza dopo l’altra, quasi una dentro l’altra, accogliente e rassicurante. Ci stai proprio bene, non me ne andrei mai.

Come un novello Conte di Montecristo, Massimo Bottura ha scavato la sua tana, il suo sogno di libertà. I tavoli sono gli stessi, i coperti anche, ma il resto è tutto nuovo dalla cucina tecnologica alla cantina ordinata e composta.

Poi ci sarebbe tanto ancora da raccontare, dai nuovi piatti alle proposte di accompagnamento dei piatti. Tra tutte un tortellino da urlo, dal nome Arca di Noè, un brodo fatto con ogni tipo di osso tostato al forno a 180 gradi e poi passato al forno a vapore con acqua ghiacciata, un boccone intenso e corroborante, sa di cose di una volta e modernità, dal tostato al sapido verticale, da sballo! Ma oggi è il giorno di altro, ci sarà tempo di parlare della cucina. Oggi parliamo di forme ed emozioni…

1 commento

  1. Complimenti a Massimo & Company, per la splendida “Osteria Francescana”, rinnovata rispecchiando l’evoluzione intellettuale di chi lavora e cresce giorno per giorno tra queste mura. …e poi direi che entrando si respira “aria di Kandinsky” ….lo dico a distanza guardando la scelta dei colori delle pareti, partendo dal Blu inglese, lo trovo geniale: allarga il cuore e predispone l’anima ……
    naturalmente è la mia opinione personale!! In bocca al lupo!!!!!! R.P.

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