Il lungomare ritrovato a Napoli, quel pezzo di via Caracciolo inibito alla circolazione a quattro e a due ruote e restituito a bipedi umani, quadrupedi e biciclette è una location che ti mette gioia solo a percorrerla da un capo all’altro. Costruirci una grande pizzeria temporanea con 36 forni, 3.000 posti a sedere, punti acqua, birra e dolci è un modo per dare un senso alla non perfettamente digerita chiusura. I napoletani hanno sciamato nella giornata di giovedì e venerdì in circa 20 mila a serata e hanno dato un bel daffare ai pizzaioli qui convenuti. I più gettonati hanno avuto fila lunghissima e hanno preparato circa 600 pizze per ogni serata. 4 dischi a cuocere contemporaneamente per esaudire le richieste e sabato e domenica si prevede un pienone epico.

Meglio avere quindi una guida sottomano per orientarsi. Confesso di non aver assaggiato tutte le pizze proposte nonostante i 3 giorni di visita (ma il primo ha subito i rovesci d’acqua per cui i pizzaioli facevano fatica a lavorare) e plurime degustazioni. Ecco le indicazioni essenziali per godere al meglio delle pizzerie più belle di Napoli grazie proprio al lungomare.

Andare a piedi. La salvezza, ma non solo per la passeggiata dei 500 metri compresi tra piazza Vittoria e l’avamposto della zona concerto verso la Rotonda Diaz. A piedi da casa, lasciate perdere l’automobile, al massimo prendete il taxi. Altrimenti ricordate che farete fila e potrete sperare solo nel parcheggio di via Morelli se proprio volete andare vicini vicini. Voto 10.

Scenografia. Come detto, incomparabile. Un punto a sfavore solo per Castel dell’Ovo inspiegabilmente al buio. Ma sembra che il Comune abbia un po’ litigato con l’energia elettrica che scarseggiava anche per frigoriferi e punti bevande. Perdonato per eccesso di luna. Voto 9.

Menu. 10 € per un percorso completo con pizza + bibita, dolce o gelato e caffè o succo. Le casse sono state messe a dura prova dalle file per cui il consiglio è: andate subito, ora, acquistate il menu, passeggiate, sedetevi a rimirare il mare e ordinate la pizza al calare delle luci. Voto 8½ per un prezzo che molti troveranno molto vicino a quelli praticati nelle pizzerie che partecipano. Ma io devo ancora trovarne una con una finestra lunga 360 metri e affacciata su Capri.

Sponsor. Quelli tecnici sono i preferiti perché te li mangi e te li bevi. Il cuscinone della Ferrarelle con l’I love scritto con la pizza ha catturato molti sguardi, mentre le pile di sacchetti di farina Caputo e di pomodori Annalisa erano un invito ulteriore alla degustazione. Voto 8.

Allestimento. Ha fatto a gara con la scenografia naturale, ma si è perso in qualche punto cui l’esperienza saprà portar rimedio (è comunque il debutto su una zona completamente aperta). I box degli sponsor su piazza Vittoria andrebbero rivisti e anche l’orientamento delle bocche dei forni potrebbe aiutare i pizzaioli in caso di vento dal mare. Il capitolo coperture è forse quello maggiormente da valutare e non solo per la pioggia. Anche l’ombra potrebbe aiutare ad allungare il tempo di utilizzo della mega pizzeria sul mare. Voto 8 –.

Traffico. Voto 6½ al dispositivo del traffico. Il lungomare è liberato e ritrovato ma non è bello vedere perenni lavori in corso alle spalle della villa comunale. E poi non sarebbe il caso di prolungare il giardino fino alla scogliera e attrezzarlo per una permanenza o un picnic? Altrimenti quando pioverà o non ci saranno manifestazioni il motivo di tenerlo chiuso diventerà piuttosto flebile (anche perché gli ingolfamenti del traffico potrebbero peggiorare l’impatto).

Fornite queste indicazioni, ecco le pizzerie che partecipano. Non esiste numerazione, ma l’elenco parte dalla prima postazione su piazza Vittoria e arriva all’area VIP, Very Important Pizza dove si tengono incontri e dibattiti. La mappa vi sarà utile se volete individuare più velocemente la vostra pizzeria del cuore. Ricordandovi che una visita a Napoli e alle sue pizzerie offre sempre scorci impagabili.

La guida al Napoli Pizza Village 2012

1. Pizzeria La Scialuppa. Tra le pizzerie che ha fatto meno passi per arrivare fino a Via Caracciolo: la base è di fronte, al Borgo Marinari (sito).

2. ‘O Sarracino. Stato “estero” per questa pizzeria che ha base a Nocera Inferiore, quindi in provincia di Salerno, ma che segue i dettami della pizza napoletana stricto sensu.

3. Fresco. Un’altra pizzeria da mare che vuole innovare la tradizione (fondata nel 2020, recita il sito). Troverete al timone Alfredo Forgione, pizzaiolo in cravatta di lunghissimo corso.

4. Locanda del Grifo. La pizzeria è nel centro della città, nel triangolo d’oro della pizza ora delimitato dalla ZTL del centro antico (sito). Al forno trovate Antonio Scorza.

5. Mozzarella & Basilico. Massimo Errico al timone e per l’insegna è in programma l’apertura a Milano prima di Natale per cui residenti all’ombra della Madonnima prendete appunti.

6. Totò Sapore. Un nome da fumetto per questa pizzeria che ha visto Carmine Esposito e collaboratore muoversi a ritmo perfetto.

7. Gino Sorbillo. Ha replicato al lungomare la fila di Via dei Tribunali. Per il resto, tutto uguale a partire dalla produzione monstre.

8. San Gennaro. Achille Malagevole è al banco. Il nome della pizzeria vuole essere richiamo alla migliore tradizione partenopea anche se la passione del proprietario è per l’arte figurativa.

9. Marigliano. Tre sedi di cui una in Cilento, ad Agnone Cilento. Ciro Coppola fa girare la sala della sua pizzeria temporanea su via Caracciolo (sito).

10. Novecento. Una segnalazione per una pizza “strana” la faccio. E’ quella al basilico di Carmine Mauro che opera alla Pignasecca.

11. Piccantino. Pizzeria ristorante di Quarto. A via Caracciolo trovate Ezio Capuzzo (sito).

12. Napul’è. Consigliata per i tifosi sviscerati del Napoli Calcio.

13. Il Guappo. Marco Amoriello da Moiano (Benevento) potrebbe sembrare che non abbia la testa sul collo, ma è il punto sicuro per i celiaci che vogliono mangiare la pizza (sito).

14. Oliva. Il sapere di Concettina ai 3 Santi è nelle mani di Salvatore Oliva.

15. Decumani. Dicono che il motivo per cui si va in questa pizzeria sia l’affabilità del giovane Ernesto. La pizza hanno iniziato però a farla nel 1923.

16. Pacifico. Vincenzo Mariolino è colui che cerca di conquistarvi al banco.

17. Napoli Napoli. Di dove sei? di Napoli. Ma Napoli-Napoli? Se non comprendete lo scambio di battute, non avete mai incontrato due napoletani che non si conoscono e si presentano. Un’altra garanzia di tradizione nonostante la nascita recente nel 1993 (sito).

18. Di Matteo. Viene da lontano, 1936, una delle pizzerie storiche di Via dei Tribunali. Oggi Salvatore Di Matteo è uno degli esponenti della generazione dei neo-pizzaioli che stanno costruendo un’immagine sempre più efficace dell’autentica pizza napoletana. Fila conseguente.

19. Pasqualino. Salvatore Marati continua la tradizione di questa pizzeria, luogo di inconto a Piazza Sannazaro, due passi da Mergellina.

20. Tutino. La pizza a “libretto” è un’istituzione dal 1960 che coltivano anche i giovanissimi.

21. Lombardi Santa Chiara. Un pezzo della storia napoletana che ha riaperto un anno fa grazie al Trianon, cioè un altro monumento alla pizza napoletana. A via Caracciolo, c’è Giuseppe Furfaro, tra gli autori del salvataggio.

22. Trianon. Stessa “isola” di Lombardi per uno dei sinonimi di pizza a Napoli. Pasquale Troise è al forno, Luciano Dota al banco.

23. Borgo Antico. Giuseppe Farina ha svolto una consulenza per una pizzeria romana aperta da poco. Romani, se siete in zona, una prova potete pur farla prima di rifugiarvi nel croccante 🙂

24. Peppe ‘a Quaglia. Roberto Baroni dirige le operazioni in questa pizzeria che sforna pizze per celiaci a Volla (sito).

25. Il pizzaiolo del Presidente. Enzo Cacialli è uno dei continuatori della tradizione del Presidente (sarebbe Clinton che fu trascinato da Ernesto Cacialli nel locale). Per lui, il successo della pizza è un indice opposto e contrario allo spread. Alla postazione trovate la moglie Loredana Capasso (sito).

26. Brandi, ovvero pizza Margherita. Qui sarebbe nata o portata a diventare moda e poi tradizione la pizza omaggio alla sovrana d’Italia. La pizza con fiordilatte (vaccino), pomodori e basilico esisteva, ma solo l’operazione di naming del 1899 l’avrebbe fatta conoscere al mondo intero (sito).

27. Starita. A Materdei un indirizzo imprescindibile per chi vuole sapere di pizza. Qui Sofia Loren girò l’episodio delle pizze a credito ne L’oro di Napoli. Antonio Starita sovrintende al buon funzionamento della lunga fila (sito).

28. Funiculì Funiculà. Altra citazione doc per la pizzeria di Salvatore Cito che si trova alle pendici del Vesuvio (sito).

29. Vesuvio. La cartolina in realtà viene da Portici dove c’è la pizzeria di Luigi Petrone in cui è possibile prenotare anche pizze per celiaci (sito).

30. Vesi. Salvatore Vesi e la sua brigata è un altro indirizzo del centro antico e dei decumani. C’è anche una sede a Roma in zona San Giovanni (mappe).

31. Donna Regina. Ernesto Fico è allo stand in cui i bambini possono provare a fare la pizza e a divertirsi. Il figlio Alfredo è alla pizzeria temporanea con Michele Vincenzi (sito).

32. Diaz. La dichiarazione di intenti è di quelle che favoriscono l’utilizzo di materie prime locali e di qualità.

33. La bufala bianca.

34. Canta Napoli. Qui trovate il pizzaiolo Salvatore Stracchino, mentre la pizzeria ha la sua sede a via Chiatamone (sito).

35. Maninò. Salvatore Coppola ha lanciato per la nuova pizzeria di Teresa Russo, figlia di Maria Ciaramella, già titolare dello storico Ristorante Romani a Milano, una Margherita “anti-spread”.

36. Amabile. Il Napoli Pizza Village ha anche un altro rappresentante della storica famiglia di pizzaioli Salvo, Umberto.