Siamo tutte cavie? Lo studio francese sugli Ogm allarma l’Italia

Tempo di lettura: 2 minuti

Mais Ogm, noi l’avevamo detto che il dibattito era solo all’inizio. Sarà stato per la reazione piccata dell’Efsa, l’Agenzia europea per la Sicurezza Alimentare, intervenuta con un laconico comunicato sulla ricerca choc del professor Gilles-Eric Seralini. O per le immagini allarmanti dei topi alimentati con mais Ogm dai ricercatori dell’università  di Caen, ma qualcuno in Italia ha battuto un colpo.

Non uno qualsiasi, per la verità, ma il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania che in una lettera inviata al ministro della Salute Renato Balduzzi ha scritto quanto segue: “I risultati dello studio mi hanno fortemente impressionato e a mio avviso dovrebbero essere approfonditi, considerato che, se veritieri, rappresenterebbero un vero e proprio problema sanitario. Evidentemente la prima questione è quella di verificare la validità scientifica dello studio in oggetto”.

Validità scientifica che l’Efsa ha bocciato nei giorni precedenti spiegando che  lo studio francese è “di una qualità scientifica insufficiente per essere considerata valida al fine di una valutazione dei rischi” e che “le lacune constatate non permettono attualmente all’Efsa di ritenere le conclusioni come scientificamente valide”.

All’Efsa, che ha autorizzato la coltivazione in Europa del mais transgenico NK603 con erbicida Round up  prodotto dalla Monsanto (lo stesso con cui sono stati nutriti i topi dello studio francese), aveva fatto eco Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotech, l’Associazione Italiana Sviluppo Biotecnologie: “Il ministro Catania dovrebbe riaprire la sperimentazione sugli Ogm in Italia alla luce dei 400 studi che hanno confermato la sicurezza degli Ogm. E’ solo attraverso la sperimentazione che si possono comprendere fino in fondo le opportunità di questi prodotti”.

A stretto giro la risposta del ministro Catania: “Forse l’approccio dell’Efsa su queste cose dovrebbe avere un respiro diverso. Mi dicono che possono solo esaminare la documentazione fornita dalle imprese biotecnologiche, che comporta sperimentazioni su periodi relativamente brevi. Vista la rilevanza della questione e le implicazioni potenzialmente enormi per i consumatori ed i cittadini, penso sia doveroso andare fino in fondo”.

Ora la parola passa al ministro Balduzzi, alle prese in questi giorni con i tagli previsti dal ddl Stabilità. Batterà un colpo anche lui?

[Link: helpconsumatori.it, lastampa.it, politicheagricole.it Immagine: Le Nouvel Observateur]

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui