Al “Nord” dicono Masaniello. A Napoli sono contenti di avere in squadra il Maradona della pizza. Gino Sorbillo non si è tirato indietro e quando ha letto delle premiazioni della guida del Gambero Rosso 2013 non ci ha visto più. Insieme a tutti i pizzaioli di Napoli i cui occhi sono diventati come la brace dei forni che accudiscono da sempre.

“Aver escluso dalla guida tutte le pizzerie di Napoli indistintamente non è stato segno di imparzialità e di credibilità. Possibile che in città non ci sia un esponente della pizza napoletana tradizionale in grado di meritare l’eccellenza?”

Domanda retorica e risposta uguale. La ritrattazione di Giancarlo Perrotta, che molto onestamente ha cercato di far comprendere i limiti che qualsiasi impresa può incontrare, non è stata presa benissimo dalle parti del Centro Antico, la “curva sud” della pizza.

E Gino, con la sua pizza promemoria, che ha conquistato Apple e messo i puntini sulle “i” per denunciare i privilegi della casta o festeggiare eventi, lancia il suo messaggio inequivocabile.

La pizza “Gambero Rosso” è il post-eat per tutti quelli che amano la pizza napoletana e vogliono difenderla. Qualcuno ha mangiato la foglia (di basilico) e sul Vesuvio spunta un punto interrogativo che ha reso un po’ strabico chi doveva raccontare e ha dimenticato capitoli importanti.

Non sono stati solo i pizzaioli a protestare. Il coro dei clienti e degli appassionati è praticamente una sola voce. C’è anche una signora che si è unita al coro di protesta. E quanto a voce e a tema della pizza non è seconda a nessuno!

Io te ‘ncuntraje
na vocca rossa comm’a na cerasa
na pelle prufumata ‘e fronne ‘e rose

io te ‘ncuntraje
volevo offrirti
pagandolo anche a rate
nu brillante
‘e quínnece carate

ma tu vulive ‘a pizza
‘a pizza, ‘a pizza
cu ‘a pummarola ‘ncoppa
cu ‘a pummarola ‘ncoppa

ma tu vulive ‘a pizza
‘a pizza, ‘a pizza
cu ‘a pummarola ‘ncoppa
‘a pizza e niente cchiù

io te purtaje
addó’ ce stanno ‘e meglie risturante
addó’ se mangia mentre ‘o mare canta
io te purtaje
entusiasmato ‘a tutte st’apparate
urdinaje
nu cefalo arrustuto

ma tu vulive ‘a pizza

io te spusaje
‘o vicinato e ‘a folla de pariente
facevano nu sacco ‘e cumplimente
io te spusaje
all’improvviso
tra invite e battimane
arrevaje
na torta ‘e cinche piane

ma tu vulive ‘a pizza

9 Commenti

  1. mamma mia stò Sorbillo e’ un esagerazione sta’ sempre in mezzo a tutto ma pensi a fare bene le pizze ………………………………….

  2. Per Marco: la pizza di Sorbillo è pari a quella di Di Matteo e del Presidente, entrambe sono giusto un gradino sotto a quella di Michele (che secondo me è inarrivabile come qualità, ma essendo un “talebano” della pizza originale, rifiutando e disconoscendo le pizze diverse, forse non piace a tutti). Sicuramente Sorbillo ha la competenza per “stare sempre in mezzo a tutto”, come dici tu. E la sua pizza è assolutamente all’altezza. Certamente meglio di qualunque pizza fatta al nord. Non è questione solo di geografia o campanilismo. Quella che fanno al nord è a seconda dei casi o una piadina con la salsa sopra oppure una focaccia. In ogni caso NON è una pizza, e non dovrebbe nemmeno chiamarsi tale (ma considerando cosa si sono sognati di chiamare “pizza” in certi posti in giro per il mondo, roba davvero da far accapponare la pelle a qualunque napoletano che abbia mangiato in una qualsiasi pizzeria -non necessariamente, quindi, Michele, o Sorbillo, o Di Matteo, o il Presidente… – forse quella che fanno al nord è la meno peggio; ma rimane che non è una pizza).

  3. il gambero rosso avrà sbagliato però adesso che palle anche questa storia che la VERA pizza la puoi mangiare solo in 4 o 5 pizzerie di Napoli e tutto quello che viene fatto nel resto d’Italia non è pizza.
    eddai su, questo anacronistico folclore napoletano sta diventando tragicomico e non aiuta certo napoli ad ottenere più credibilità, anzi esattamente l’opposto……….e poi non ha senso.

  4. Caro Gianluca, per scrivere così immagino che di pizze a Napoli non ne hai mangiate proprio, altrimenti sicuramente capiresti la differenza tra una pizza fatta a Napoli, ed una realizzata in qualsiasi altro luogo d’italia.
    Sai perchè c’è così tanta differenza tra le pizze napoletane e quelle che si cerca di imitare in altri posti ? Perchè per fare una pizza degna di questo nome occorrono: Ingredienti di ottima qualità, dalla farina al fiordilatte, ( si perchè la marherita non nasce certo con la mozzarella di bufala) ,olio, pomodoro, basilico lievito, acqua. Saper fare l’impasto cosa non da poco. Avere le condizioni climatiche che si trovano a Napoli. Il giusto grado di calore ed umidità nell’aria per la lievitazione dello stesso. Un pizzaiolo degno di questo nome che sappia preparare la pizza e seguirla nel forno , un buon forno alimentato e gestito con cura dal pizzaiolo stesso.
    Ecco nel momento in cui si riescono a ricreare le stesse condizioni che ti ho citato sopra sicuramente riuscirai a mangiare una pizza napoletana. Tutte le altre sono delle pessime imitazioni, sicuramente altro.
    Il tuo è solo qualunquismo! Ti auguro presto di poter provare una buona pizza.

    Per Marco: non ti preoccupare che Gino Sorbillo le fa buone le pizze, non è l’unico ma sicuramente tra le migliori 10 di Napoli.

  5. Walter ma quale qualunquismo, di pizze buone ce ne sono tante in giro per l’italia, non in stile napoletano, ma non esiste solo la pizza napoletana. la pizza buona la fa chi ci mette veramente passione, studio, ricerca e qualità, indipendentemente dalla regione in cui lavora.
    che poi la pizza napoletana fatta bene sia buonissima non lo sto certo mettendo in dubbio, anzi. ma mi fa ridere che si metta in dubbio il contrario, ossia che la pizza si possa fare solo a napoli. eddai sù, pizza spaghetti mandolino estiqaatsi 🙂
    e poi comunque di pizze mediocri ce ne sono pure a napoli…….non tutti sono gino sorbillo (purtroppo).

  6. Giusto, hai colto il punto esiste la pizza napoletana che bene si fa solo a Napoli e dintorni per i motivi sopra elencati, (quanto vorrei che a Milano ci fosse almeno una pizzeria all’altezza!) e poi esistono gli altri tipi di pizza. L’importante è distinguere e non associare la pizza napoletana, con quella romana o magari la pizza in teglia di Spontini. Con tutto che sono molto rigido sulla pizza credimi da piccolo ho potuto gioire anche magari di un trancio di Pizza Hut. L’importante è non deludere le aspettative che uno si pone. Se vado in una pizzeria che si spaccia per pizzeria napoletana io pretendo una pizza napoletana, non una qualsiasi altra cosa!
    Una guida se parla di pizza non può escludere la pizza napoletana e di conseguenza le pizzerie di Napoli, ma sono sicuro che è stata una provocazione di marketing. Delle guide se n’è sempre potuto fare a meno figurati ora dove ovunque ci si può informare su chi fa cosa. Chi le compra più le guide?
    Potrai anche continuare ad insistere del folclore napoletano, lo si evince palesemente quando scrivi “pizza spaghetti e mandolino” Ti ho detto che sei qualunquista! ma ti ricordo che se la pizza è conosciuta in tutto il mondo lo si deve proprio a Napoli non certo e non certo ad un operazione di marketing di qualche industrialotto del nord 😉
    Ogni città regione nazione ha le sue specialità che normalmente non si battono altrove! Secondo te una delle tante cucine cinesi dove le apprezzi? Bravo in Cina, non certo a NY o a Milano. Il risotto secondo te dove è imbattibile a Napoli o a Milano? A Milano ovvio. Per i primi 26 anni della mia vita non ho mai mangiato un risotto a Napoli, lo mangiavo a Milano e dintorni ed è solo qui che ho imparato a cucinarlo come si deve ed ho imparato ad apprezzare i vari produttori di riso. Il riso certo non si compra al supermercato!
    La globalizzazione e la massificazione sono il male dei nostri tempi. Tutti pensano e pretendono di fare tutto ovunque, non è così.
    Buona giornata.

  7. quindi gennaro esposito che fa uno dei migliori risotti d’italia, in realtà è solo marketing, perchè il risotto a napoli non si può fare. a napoli si può fare solo la pizza. e solo a napoli la pizza lievita. e poi sono io il qualunquista eh. “pizza spaghetti e mandolino” è ironico, per dire, usciamo da questi anacronistici e ridicoli luoghi comuni.
    mi piacerebbe che un giorno si arrivasse a non dover leggere più tutte queste sciocchezze, ma mi sa che ci vorrà ancora un pò di tempo.
    Walter, l’aria di napoli con la pizza napoletana non c’entra proprio niente. magari è una favoletta bella da raccontare, ma non ha senso.
    se a milano ci fosse enzo coccia con lo stesso forno e le stesse materie prime……farebbe la stessa identica pizza.
    sai perchè gennaro esposito fa un risotto strepitoso? perchè ha studiato il risotto, ha assaggiato, ha imparato i suoi segreti, ha provato provato e riprovato. sai come si chiama questa? professionalità, e la professionalità elevata si raggiunge solo dove c’è motivazione personale e tanta passione.
    quindi sai chi fa una pizza buona? chi ha professionalità e passione. tutte le altre sono favolette da raccontare ai bambini per farli addormentare……..ma quale aria dai per piacere……

    • proprio non ci siamo. Un buon risotto lo fai con delle buone materie prime a sapendo come farlo. Per la pizza è diverso ma è difficile farlo capire a chi non ha mai provato una pizza a Napoli. Due esempi e poi non ti tedio più: 1, più o meno 12 anni fa il proprietario della Sacrestia di Napoli, che immagino dall’alto della tua preparazione tu conosca, se no ti dico che è stato uno dei primi due ristoranti di Napoli per cucina ed ambiente negli anni passati, insomma apre a milano un ristorante stile La Sacrestia ed al piano di sotto una pizzeria/trattoria. Certo a Napoli in carta non c’era la pizza , ma per i clienti ogni tanto Marco la preparava, o magari per tutti faceva della pizza bianca con prosciutto crudo. Ok, a Napoli erano a livello delle pizzerie napoletane. A Milano la pizza non era all’altezza. E parliamo di un ristoratore che già 30 anni fa aveva un ristorante con materie prime e cuochi di eccellenza.
      Esempio più pratico, un amico collega MILANESE con cui parliamo ogni tanto di piazza, ogni tanto mi segnalava qualche pizzeria che secondo lui a Milano faceva buone pizze. L’inverno scorso va per un fine settimana a Napoli, torna ovviamente esterefatto per la bontà delle pizze mangiate. Riprova le pizze milanesi e mi dice “non c’è storia”. Eppure Milano è piena di pizzerie [moderato] secondo te nessuno è capace di mandare un pizzaiolo decente!!!!! E’ curioso vero?
      Se un giorno ti dovesse capitare di preparare qualche lievitato dal Babà alla pasta della pizza ti accorgerai che temperatura esterna ed umidità influiscono eccome. Professionalità e passione non sono sufficienti.
      Buon pomeriggio.

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