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Disclaimer. Nella lotta ormai epica tra guida cartacea, accusata di essere vecchia, lenta e di avere come nemico il web (?!), e blog/sito di enogastronomia, accusato di essere casareccio e poco credibile (?!), si inserisce il ristoratore/chef dilaniato (?!) dall’alternativa tra mezzi e incline alla sperimentazione. Cosa fare? Ecco cosa ha risposto alla sollecitazione uno di loro, del Nord, di cui non faremo il nome nemmeno sotto tortura per evitargli la cancellazione dalla prossima guida (e non per forza Michelin). [VP]

10 consigli per farsi amico un food blogger, ammesso che serva

Introduzione: pubblico sul mio profilo Facebook le schede del Gambero Rosso e guida dell’Espresso sul mio ristorante. Si aprono 10 chat, tutti amici ristoratori/chef che mi chiedono i loro punteggi. Ma se neanche i ristoratori recensiti comprano più le guide, chi le compra? Non faccio in tempo a chiedere e a ottenere risposta che la domanda che tutti ci rivolgiamo è: cosa posso fare per avere qualche cliente in più qui al ristorante? Tutti consultano internet, perciò non rimane altro che cercare di avere qualche articolo/pubblicità dai blogger, rispondo io che sono molto sul web e leggo blog “istituzionali” senza commentare e commento su blog “pettegoli”.

La premessa importante è: come scegliere il blogger da contattare?

Si fa in maniera molto semplice. Andare su google, scrivere il nome di un ristorante rinomato (ma non top), premere invio.
I blog/siti che trovate nelle prime due pagine sono a rischio: se non siete già presente sul “cartaceo” lasciate perdere. Troverete passionegourmet, ex-appuntigola, scattidigusto [:-)] e pochi altri… è in parte gente molto competente, molto seguita e può diventare un boomerang: penseranno che gli volete estorcere un post in cambio merce e non va bene.
Vanno bene quelli che trovate dalla terza pagina in poi (diciamo fino alla sesta, quelli dopo non li legge nessuno). A questo punto scatta l’operazione Fatevi amico un food blogger che vi servirà perché voi saprete anche cucinare ma lui sa come funziona il mondo della rete.

  1. Chiedi subito l’amicizia su Facebook (intanto ci sono tutti) mandando un messaggio del tipo: ho trovato molto interessante il tuo blog e, essendo anch’io del settore, mi sono permesso di chiedere l’amicizia.
  2. Dopo alcuni giorni di “mi piace”, qualche condivisione e qualche commento ai post del blogger inviate un messaggio (privato, non un aggiornamento di stato): sarei proprio curioso di avere un tuo parere sul mio ristorante, logicamente ti faccio un trattamento speciale (importante far capire che comunque deve pagare).
  3. All’arrivo nel ristorante l’accoglienza deve essere empatica e non tracimante: sono proprio contento che hai trovato il tempo per venire a trovarmi.
  4. Importante: assegnare il tavolo con la miglior luce, sicuramente farà le foto. Se non avete la migliore luce comprate una piantana da blogger.
  5. Non imporre il vostro menu-percorso paradisiaco se non espressamente richiesto. Spiegare le prime portate con professionalità (usando magari anche termini tecnici), non essere invasivo, anzi, lasciarlo da solo (il blogger è lì per svolgere il suo “lavoro”)
  6. Inserire qualche piatto extra motivando con una frase asciutta: per avere una sua impressione anche su quel piatto.
  7. Se il blogger azzecca qualche ingrediente/profumo/sapore complimentarsi subito: si vede che te ne intendi!
  8. Conto. Il momento topico: mi permetti di offrirti il dolce? Senza offesa?
  9. Saluti: Sono proprio contento che sono riuscito a farti provare qualche mio piatto, mi farebbe piacere avere magari anche qualche tuo parere sui piatti che faremo con la prossima stagione.
  10. Il giorno dopo mandare un nuovo messaggio su Facebook: Grazie ancora della visita di ieri e scusa per le chiacchiere, a presto.
P.S. Va da sè che come esce scritta una riga sul vostro ristorante deve partire immediata la condivisione su tutti i social network che frequentate spammando foto sulle bacheche dei ristoratori amici della zona. Il foodblogger per sua natura è narciso, ma non lo sa.
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