Verdicchio Fattoria San Lorenzo

Come evolve il Verdicchio di Natalino Crognaletti (Fattoria San Lorenzo) attraverso il tempo? La risposta l’ha fornita una cena al Ristorante Metamorfosi  con lo chef Roy Caceres  impegnato a trovare la quadra con vini non banali come quelli di Natalino Crognaletti. in particolare sono state degustati in verticale 4 annate, 2005,2006, 2008 e 2009 del Verdicchio Vigna delle Oche Riserva (che ha cambiato un po’ di volte nome: il 2006 è Vigna delle Oche Riserva, il 2007 ed il 2008 Vigneto delle Oche Riserva, dal 2009 si chiama Campo delle Oche), il San Lorenzo 1997 (Verdicchio 100%) e il Solleone 2006 (Montepulciano 100%) con una chiusura dolce affidata al Latinia 2007 (Nasco 100%) della Cantina di Santadi.

I piatti proposti da Roy Caceres (che vedremo tra i protagonisti della Rome Restaurant Week e padrone di casa per uno dei vincitori del contest fotografico di Scatti di Gusto) hanno fatto da base agli abbinamenti di stadi evolutivi molto vari con  annate che spaziano dal 1997 al 2009.

  • L’apertura di serata è stata affidata al Coniglio, erbe aromatiche e tartufo nero in abbinamento al Verdicchio classico riserva Vigna delle Oche 2009 e 2008: piatto che ha tenuto testa all’esuberanza dei 2 vini.
  • A seguire Ceci e baccalà in monotortello, golosa interpretazione di un classico, si è confrontato con la coppia di annate 2006 e 2005, già evolute ed equilibrate pur nelle differenze che le vendemmie hanno donato ai vini.
  • Chiusura di classe con Agnello alle mandorle melanzane e crema gelata di “gin-epro” in abbinamento immaginifico con un grande vino bianco quale il San Lorenzo 1997 e con uno scalpitante vino rosso come il Solleone 2006.

Ecco le note di degustazione.

  1. Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC classico riserva Campo delle Oche 2009. Naso ricco e su toni morbidi, con note di miele, frutta secca , agrumi, fiori gialli secchi , rosmarino e note di brandy: in bocca risulta glicerico, e leggermente, ma piacevolmente sbilanciato sulle sensazioni morbide ed alcoliche, con finale di arancia candita e miele di corbezzolo.  Grande complessità. 3 scatti e 1/2  
  2. Verdicchio dei Castelli di Jesi classico riserva DOC Vigneto delle Oche 2008. Fatica un poco ad aprirsi e a rilasciare sensazioni odorose, poi regala note di erbe aromatiche, camino spento, frutta tropicale e miele di castagno. In bocca si esprime più compiutamente e le componenti di freschezza e sapidità  trovano spazio nonostante i quasi 16 gradi di alcol! Le Sensazioni di volume e grassezza sono bilanciate da mineralità e ricordi di origano e ginepro, finale di frutta secca e miele di castagno. 3 scatti e 1/2
  3. Verdicchio dei Castelli di Jesi classico riserva DOC Vigna delle Oche 2006 (da Magnum). Cambio di registro con quest’annata, sensazioni  fumè, rocciose e minerali, poi spezie dolci e sottobosco; in bocca risulta elegante e con una tessitura nervosa e bevibile, da Verdicchio didascalico, con ricordi di fiori bianchi e miele di zagara; ricco ma non stancante, si beve e si ribeve. 4 scatti e secchio
  4. Verdicchio dei Castelli di Jesi classico riserva DOC Vigna delle Oche 2005. Annata minore ma interpretazione ottima: si presenta con un naso di resina e di vernice, note dolci di vaniglia e burrose, fruttato di mango, in bocca è equilibrato ma non sorprende, si beve piacevolmente  ma dopo il 2006 sembra più piccolo di quello che è: “nun se lancia e nun casca” per citare la definizione di Natalino (l’artefice). 2 scatti
  5. Marche Bianco I.G.T. Il San Lorenzo 1997 (da Magnum). Vino che viene prodotto solo in annate eccezionali e affinato per più di 10 anni in vasche di cemento. Appena nel bicchiere si scorge qualche nota d iriduzione, poi canfora ed eucalipto, note minerali e ricordi lontani di frutta secca e candita ; in bocca è austero e ancora integro, si scorgono sentori di verbena tra sensazioni salmastre e finale sapido e  minerale. Di grande fascino e integrità.  3 scatti
  6. Marche Rosso I.G.T. Rosso Vigneto del Solleone 2006. Rosso rubino intenso, al naso presenta balsamico e resina, frutto maturo, in bocca è ancora fresco, con note mentolate, con una struttura agile nonostante la massa, il finale non sorprende per intensità, e lascia una leggera nota amara.  2 scatti

Fattoria San Lorenzo. Via San Lorenzo, 6. Montecarotto (Ancona)

Metamorfosi. Via Giovanni Antonelli, 30/32 – 00197 Roma. Tel. +39 06.8076839

[Stefano Ronconi; note di degustazione in collaborazione con Maurizio Valeriani. Immagini: Daniele Amato]

5 Commenti

  1. Può capitare, che qualche annata sia meno acida delle altre (come il 2005), tuttavia la gran parte dei vini di Crognaletti è in equilibrio. Le bottiglie della serata (8 per tipo) che ha visto partecipare 35 persone, sono compoletamente esaurite, con l’eccezione appunto del 2005 (2 bottiglie avanzate). Se avessero mancato di acidità questo non sarebbe potuto accadere. In ogni caso siamo disponibili su questo ad un confronto con le bottiglie di Crognaletti alla cieca, insieme ad altre di Verdicchio di pari annata. Grazie in ogni caso del commento. Ed a presto su Scatti di Gusto

    • Ho visto eusarire delle cose impossibili … Che vuol dire? Che i vini di San Lorenzo siano modellati dalla Surmaturazione e dal legno e che possano risultare molli è un fatto! Che poi anni di cattive abitudini ci facciano spesso scambiare alcool, dolcezze di legno e svenevolezze di Surmaturazione per pregi e caratteristiche è un altro fatto… Anzi direi un vizio 😀

  2. ti invito a fare una degustazione alla cieca insieme a noi con verdicchii di pari annata di altre aziende.in ogni caso per quanto riguarda il legno almeno per i bianchi credo che ti stia confondendo con un’altra azienda

  3. Confermo che i Verdicchi di Natalino Crognaletti vengono vinificati in acciaio e affinati in cemento, anche quelli di decennale affinamento come il SanLorenzo.

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