Londra. Al St. John all’ora del maiale per giocare a gatto e uccellino

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Se l’insegna del locale che hai davanti è un maiale volante, ti rendi conto che non sei capitato proprio in un locale per vegetariani. D’altronde il St. John sorge in una deliziosa palazzina georgiana vicino al mercato della carne di Smithfield. Siamo in quartiere ancora immune dai grandi stravolgimenti urbanistici che costantemente caratterizzano una città in perenne cambiamento, mai uguale a se stessa. La capitale per cui il dottor Johnson coniò il felice aforisma: “Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita”.

E’ stato un piacere avvicinarsi lentamente a Smithfield passeggiando sulla banchina meridionale del Tamigi. Il “cupolone” di St. Paul, secondo solo a San Pietro, troneggia in una skyline suggestiva insieme ai nuovi grattacieli dell’East End. Mi lascio alle spalle la Tate Modern, scavalco il fiume sul Millennium Bridge e poco dopo giungo alla meta.

L’ambiente è informale ma elegante, la cucina è a vista, il servizio cordiale. Il menù è centrato sul quinto quarto e la cacciagione: il St. John non delude chi ama i sapori decisi. Lingua, midollo, animelle e poi anatre, conigli, beccacce … a rotazione secondo la disponibilità del mercato.

Io ho avuto la fortuna di assaggiare un “grouse”. E anche se uno non sapesse l’inglese capirebbe subito cos’è, pensando all’etichetta del celebre whisky. Poi magari vai a cercare su internet il nome equivalente in italiano e non è ben chiaro quale sia, se non che è buonissimo.

“Very gamy” mi sussurra complice il cameriere. Selvatico in sostanza, per una cultura che chiama “game” i prodotti della caccia. Il mio gioco è affrontare con pazienza queste carni dal sapore così intenso, così profumate e selvagge. Penso al mio gatto quando si sbrana gli uccellini, mi sento un po’ animale, regredisco a uno stadio primitivo azzannando questa povera preda indifesa che è rimasta un po’ al sangue. Il cuoco evidentemente ci tiene a restituire un’immagine cruenta. Fotografo anche i resti del mio pasto ferale. Sì, mi sento un po’ in colpa e io non avevo nessun diritto né necessità di fare uccidere un animale indifeso …. però era così buono.

St. John Bar and Restaurant. 26 St. John Street Smithfield, London. Tel. 020 3301 8069

[Immagini: Laissez Faire]

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