Jingle bells, jingle bells…. No, non sto cantando perché sento particolarmente il Natale… Mi piace, intendiamoci, ma è il freddo improvviso e tutta la gelida tramontana che ha fatto da sottofondo in queste ore a costringermi ad attività fisica extra anche in casa durante il week-end. Credevo di poter fare una di quelle pigre giornate tra musiche natalizie e addobbi ed invece…

Ma in tarda mattinata tiro fuori l’asso nella manica: il vino rosso c’è, la farina per la polenta pure. Battezzerò anche una mia coltivazione! La piantina di cavolo nero che amorevolmente tiro su da fine estate oggi vedrà il suo debutto in cucina. Cosa c’è di meglio per esorcizzare il freddo?

Polenta con uovo e cavolo nero

Ingredienti

100 g a persona di farina per polenta bramata
Uno scalogno
Rosmarino
Alloro
1 uovo
Parmigiano
Cavolo nero
Peperoncino
Olio

Preprarazione

Parti con l’acqua sul fuoco per la polenta (ne ho messa circa 3 volte la quantità della farina). Aggiungi subito all’acqua l’alloro e il rosmarino. Al bollore togli le erbe e metti giù pian piano la polenta.
Il bello della bramata è che non attacca granché quindi non devi per forza star lì a farti due braccia tante (nel caso poi ci penso col Pilates!- D )

A parte in una padella salta il cavolo nero con scalogno e peperoncino e spolveralo alla fine col parmigiano (anche pecorino se vuoi). A fine cottura della polenta, mettila in una ciotola a raffreddare un po’. Poi rigirala in una pirofilina e pratica un craterino, ti servirà per ospitare l’uovo. Apri l’uovo e così nudo e crudo mettilo salandolo e pepandolo senza romperlo. Metti in forno per 10 min a 200°.
Quando lo vedi rappreso tipo alla coque, riprendilo e aggiungi sopra scagliette di parmigiano e un po’ di cavolo nero saltato: occhio a non abbrustolirlo. Altri 10 minuti e poi sforni e sformi… puoi fare se vuoi un letto di altro cavolo spadellato con un giretto di olio a crudo. Un bel bicchiere di rosso ci sta tutto …

Ci sono foto che testimoniano che il nostro guru Joe Pilates non temesse il freddo (beato lui…) La sua tecnica è ancora riprova che la tenuta fisica di “quell’ometto” non fosse e, tutt’ora , non è una bagianata. Noi lo sappiamo bene… non è un caso che lavoriamo da dodici anni con questa tecnica. Ti aspetto sotto l’albero…

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