Miracolo a Milano/41. Trattoria Mirta, chiocciola Slow Food

Ristoranti

Ucciderò Totò. Così, semplicemente. Perché? Perché se uno va a cena alla Trattoria Mirta con la sua amica Patrizia (una compagna di scuola, delle medie…) e si porta finalmente la macchina fotografica in grado di fare foto decenti, e le fa, all’incirca 150, e non usa per una volta il vecchio iPhone, e arriva a casa e scopre che un Totò a caso ha preso la memory card per metterla nella sua vecchia macchinetta, beh, un totòcidio ci sta tutto, no?

Molto bella, molto piacevole, molto gustosa, la serata alla trattoria Mirta. È un locale di cui si parla già da un po’ – e bene, sia a livello di voci e di amici, che di guide. Non molto grande, arredamento sobrio, spazi fra i tavolini, tanta gente, ma atmosfera tranquilla e rilassata; Cristina (la proprietaria, milanese) sorridente e disponibile, comparsate del cuoco Juan Lema (passato di qui proveniente dall’Uruguay e fermatosi – esperienze a Le Vigne, il Pont de Ferr ed i Fauni di Segrate; sposato con Cristina; Mirta è sua madre), anche lui disponibile a raccontare – ma direi che i piatti parlano – e molto bene – da soli.

trattoria mirta cristina juan lema

Trattoria sì, ma anche cucina creativa, con equilibrio, con molto gusto. Attenzione alle materie prime – per dire, Presidi Slow Food, Azienda Agricola Boscasso, selezione dei vini affidata a Spazio Scarpitti (Mirta aderisce al progetto Cuochi dell’Alleanza, una rete solidale voluta da Slow Food: i cuochi che ne fanno parte uniscono il piacere di realizzare grandi piatti alla responsabilità verso coloro che producono le materie prime), pasta pane dolci fatti in casa (in trattoria…) – ai sapori, a una certa leggerezza.

Mangiato, bene – citando a caso, visto che non ho le foto (compresa quella del menu…) a sostenere una memoria ormai andata: una mille foglie di fette di pane tostate ed irrorate d’olio evo alternate a una mousse di ceci con patè d’olive nere; uovo poché su scalogni stufati e cremina di capperi di Pantelleria (circa – ma ottimo… notato questo ritorno dell’uovo in sé nei menu più o meno elaborati?); terrina di verdure con formaggio (non ricordo quale… visto?), le verdure a cottura separata e breve e poi passate in acqua e ghiaccio per fermare cottura e fissare i colori e soprattutto i sapori; una specie di polpetta-mousse di carne di cavallo, ottima; terrina al cioccolato con lamponi e miele; una mousse di marron glacé meravigliosa e una crema di nocciole e purea di cachi (o era una mousse di cachi e marronglacé e crema di nocciole glacé e purea di mousse?). Con una bottiglia di Aglianico del Vulture Portale Adduca Casa Maschito (18 €; portata a casa in quanto non finita…), 105,50 €.

Purtroppo il menu serale cambia mi sembra ogni decina di giorni: devo tornare a verificare cosa ci sarà di nuovo, e portare la macchina fotografica, la memory card, e per sicurezza anche Totò…

Trattoria Mirta. Piazza San Materno, 12. Milano. Tel. +39 02.91180496

[Immagini: Isabella Lombardo]

 




Di Emanuele Bonati

Di Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da oltre 40 anni. Legge compulsivamente da oltre 50 anni. Mangia da oltre 60 anni. Racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non, da una decina d'anni. Verrà ricordato per aver fatto la foto della pizza di Cracco.