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Romanesco, stile di vita e di cucina. La Città Eterna è al centro dell’attenzione tra elezioni sacre e profane. Dal Parlamento italiano al Conclave vaticano è tutto un domandarsi e prevedere nomi e situazioni. I “cittadini” grillini appena eletti hanno festeggiato al Bar del Fico (chiedendo lo sconto e mettendo on line lo scontrino per una sana operazione di trasparenza) e al ristorante Il Tempio di Minerva imponendo una riflessione su come potrebbe cambiare la gastrocrazia romana. Sull’altra sponda del Tevere, il Cardinale Wuerl, prima che fosse dato l’extra omnes, ha avuto il tempo di complimentarsi con la cucina del ristorante Il Passetto – da Roberto a Borgo Pio. Insomma, tra chi chiama il fuori tutti e chi i tutti li vorrebbe mandare a casa, uno spazio per la tavola per fortuna lo si trova sempre.

Non l’avranno pensata proprio così quelli della Camera di Commercio di Roma e dell’Azienda Romana Mercati nello stilare il programma del Romanesco, calendario di menu per scoprire cucina tradizionale dell’area capitolina e prodotti (di eccellenza) che ne costituiscono l’ossatura, ma il risultato è che pellegrini, turisti e politici -oltre ai cittadini senza virgolette – potranno scegliere di sedersi a 16 ristoranti per una serata “made in Rome”. Dal 13 marzo al 23 aprile 2013, 16 cuochi racconteranno piatti tradizionali e prodotti tipici del territorio con menù, dal prezzo fisso, presentati da giornalisti enogastronomici che racconteranno il ristorante, lo chef e quello che si mangerà. Ogni chef presenterà un piatto simbolo che meglio esprime la propria concezione di Romanesco.

Se a romanesco al massimo voi mettevate vicino soltanto broccolo, sarà il caso che riguardiate il vocabolario. Io più di cacio e pepe, propenderei di dare il carattere di massima riconoscibilità alla coda alla vaccinara in tema di tavola romanesca. O forse sarebbe il caso di pensare al carciofo o all’amatriciana? Il calendario degli appuntamenti casomai intensifica i dubbi, ma ritenetevi liberi di votare e segnarvi l’appuntamento anche indicando solo il numero.

  1. 13 marzo. Davide Mazzoni dell’enoteca Achilli al Parlamento: Mezze maniche al broccolo romanesco e burrata di bufala con spuma di mozzarella di bufala campana Dop.
  2. 14 marzo. Roberto e Loretta Mancinelli: Coda alla vaccinara.
  3. 15 marzo. Luigi De Vincenti del ristorante Al Vantaggio: Tonnarelli cacio e pepe.
  4. 19 marzo. I fratelli Mariani Da Checchino dal 1887: Bucatini alla gricia.
  5. 20 marzo. Nicola Delfino dell’Antica Hostaria da Benito: Fettuccine con guanciale e carciofo romanesco del Lazio Igp.
  6. 22 marzo. Arcangelo Dandini de L’Arcangelo: Zuppa di ricotta romana Dop e alici marinate, mantecato di carciofo romanesco del Lazio Igp e pera spadona di Castel Madama al sauternes.
  7. 26 marzo. Tommaso Pennestri dell’Osteria dell’Ingegno: Maltagliati di grano duro con carciofi romaneschi del Lazio Igp alla Romana e ricotta di bufala affumicata in casa .
  8. 27 marzo. Angelo Troiani del Convivio Troiani: Vermicelli bucati di Gragnano all’amatriciana.
  9. 29 marzo. Emiliano Mascioli di Sugo: Cuore di carciofo romanesco del Lazio Igp alla romana ripieno di crudo di seppia su zabaione di maionese.
  10. 3 aprile. Alberto Ambrosetti presso Rossovino da Maurizio: Cosciotto di maialino porchettato.
  11. 4 aprile. Andrea Stagnetta de Il Focolare: Tonnarelli alla gricia con fave.
  12. 12 aprile. Paolo Cacciani (Frascati): Bignè di broccolo romanesco e salsiccia con crema di pecorino romano Dop e sesamo.
  13. 17 aprile. Fabio Massimo Bongianni di That’s Amore: Abbacchio romano Igp in casseruola con patate e fagioli cannellini.
  14. 18 aprile. Rita Colaiacomo di Clemente alla Maddalena: Medaglione di baccalà con patate e passata di ceci.
  15. 19 aprile. Maria Luisa Zaia dell’Oste della Bon’ora (Grottaferrata): Fegatelli di maiale in salsa d’alloro e pera spadona di Castel Madama.
  16. 23 aprile. Massimo Riccioli de La Rosetta: Fettuccine alle cozze di Anzio e pesto di fagiolini.

6 Commenti

  1. Meno male che in Zuppa di ricotta romana Dop e alici marinate, mantecato di carciofo romanesco del Lazio Igp e pera spadona di Castel Madama al sauternes c’è romanesco il carciofo!

      • No, lei si sbaglia, Castel Madama, famosa per la pera spadona, è un bellissimo comune immediatamente dopo Tivoli, ci sono sagre estive per le ciliege, per la pera spadona, producono buonissime olive nere da tavola, che ho trovato, con mia grande gioia dal momento che non abito nel Lazio, anche alla grande distribuzione, Da piccola lì ho imparato a mangiare pane sciapo con prosciutto crudo di montagna tagliato a mano e fichi .Insomma, cononosco benissimo Castel Madama, posso dire con tranquillità che vale la pena farsi una passeggiata e gustare prodotti buoni e ancora sani.

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