Miracolo a Milano/46. Cucina tradizionale italiana e gestione familiare al 46 giallo

Ristoranti

Mario Avegnano con la moglie Teresa e la figlia Veronica: deve essere questo il segreto di 46 giallo, locale di un’eleganza semplice e discreta in una traversa di Corso XXII Marzo. A quanto pare, il locale è interamente gestito in famiglia. L’altro ingrediente che completa la ricetta è la frase “Cucina tradizionale italiana” che accompagna il nome – che non vuol dire un locale -reliquiario, imbalsamato, la tradizione è un punto di partenza e non di arrivo.

Acciughe dissalate con insalata di finocchietto e cucunci (“Ah ah – i frutti ‘del cappero’… che ridere” – Totò) – un antipasto semplice (8 €), forse ci voleva qualcosa che “legasse” un po’ il tutto, ma piacevole – l’ho preferito alla ricottina al forno con semi di sesamo (8 €), alle capesante alla veneziana (12 €), al salmone marinato alle erbe (10 €).

Buoni gli gnocchetti al gorgonzola con granella di pistacchi (8 €; in alternativa, fra gli altri, a cavatelli cozze e fagioli, 9 €, fregola sarda con arselle, 10€, risotto al barbera e montasio, 10 €) – il gorgonzola fuso, sappiatelo, è bollente, e se ci fosse qualcuno ingordo che ne prende forchettate, beh, peggio per lui.

Cotoletta alla milanese (20 €): classica, buona, grande, panatura ben fatta, cottura giusta, tenera. Patate al forno, normali. Fra gli altri secondi, filetto (22 €), costata con frittini misti di verdure (16 €), filetto di branzino gratinato alle erbe aromatiche (18 €).

Un posto gradevole, non molto grande, piacevolmente familiare, simpatico – un pianoforte nell’angolo fa immaginare serate musicali (“Sai che sforzo d’immaginazione…”). Mi piace.

46 giallo. Cucina tradizionale italiana. Via Carlo Foldi 1. Milano. Tel. +39 02.54103384

 




Di Emanuele Bonati

Di Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da oltre 40 anni. Legge compulsivamente da oltre 50 anni. Mangia da oltre 60 anni. Racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non, da una decina d'anni. Verrà ricordato per aver fatto la foto della pizza di Cracco.