Paolo-Lopriore-e-Fausto-Fratti

Paolo Lopriore l’aveva promesso. La mail con cui lo chef annunciava, tre mesi fa,  la chiusura del suo ristorante Il Canto, non si concludeva con un addio, bensì con un “arrivederci”. E infatti ora Il Canto riapre, in una location attaccata a quella vecchia sempre all’interno della bellissima Certosa di Maggiano (Siena) e Lopriore torna in cucina.

Il leit motiv del nuovo Canto, sembra, sarà il ritorno all’ordine: basta con le sperimentazioni estreme, riprendiamo a seguire la stagionalità e torniamo alle basi della tradizione toscana. “Eravamo diventati schiavi della nostra personalità” dice lo chef in un’intervista al Corriere “Dobbiamo tornare al cuore”. “Non mi interessa più seguire il dettame del momento. Non mi interessa più cucinare per le guide, per i premi”, avverte lo chef privato qualche anno fa della sua stella Michelin con una decisione che fece scalpore tra i numerosi fan.

Anna Claudia Grossi, proprietaria dell’albergo La Certosa di Maggiano e compagna di Lopriore sottolinea la scelta sulla bacheca di Facebook: “l canto è il ristorante dell’hotel certosa di maggiano da sempre.è sempre esisitito e sempre esisterà (fin quando io ci sarò !!!).non esiste più la società il canto s.r.l. , quindi essendo tornati”albergatori” a tutti gli effetti abbiamo anche modificato linea di cucina.capito ?”

Questa la dichiarazione d’intenti. Nel menù troveremo, ad esempio, insalata di spinaci novelli con fegatini d’anatra, controfiletto di manzo gratinato alle erbe con timballo di patate, e anche la lasagna aperta del suo maestro Gualtiero Marchesi. I prezzi? 70/80 euro per un menù di 4/5 portate.

Un ritorno alla tradizione che qualche mese fa sembrava quasi anticipata dalla sua partecipazione alla cena di solidarietà organizzata da Fausto Fratti, patron dell’Osteria del Povero Diavolo, a sostegno del convento francescano di VerrucchioVerucchio. E, mentre mangiava il tiramisù della mamma di Parini, aveva detto a proposito della cucina di tradizione che ne pensava tutto il bene possibile. Un avviso del cambiamento in corso alla Certosa di Maggiano?

[Giorgia Cannarella. Link: Corriere]

2 Commenti

  1. “Verucchio” e non “Verrucchio” please
    Fratti/Parini (e mamma dello stesso) max rispetto
    e venendo al dunque, non può sembrare un pentimento un pò tardivo, le classiche “lacrime del coccodrillo”?
    peraltro, a me -almeno a Roma ed in Romagna che conosco abbastanza bene ed i pochi altri posti che frequento- non sembra proprio più che il “dettame del momento” siano i menù degustazione da 100 e più euri a cranio
    grazie

  2. Concordo!!!!!Ho visto ora le foto dei nuovi piatti sul sito del GR….Mah
    E’ difficile non voler capire….Terra,Territorio,Tradizione…sono queste le basi per tentare il rilancio del nuovo ristorante.
    Filosofia dura da accettare e digerire….soprattutto per chi fa cucina esclusivamente di cerebro……..
    Si deve percepire la vera condivisione ed amore per interpretare quello a cui stiamo andando incontro…..
    La gente ha voglia di semplicità…..
    Se hai un azienda, bisogna(anche se il momento è nero)cercare di capire quello che la gente preferisce e vuole……
    Concordo con Fabio che quelle cifre,se non subito ridimensionate saranno un ennesimo boomerang associato a quanto scritto sopra…….

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