Parafrasando il dottor Johnson – che poi parlava di Londra e della vita in genere – si potrebbe dire che quando un uomo è stanco delle pasticcerie di Parigi, è stanco dei dolci.

A Parigi c’è sempre qualcosa di nuovo in fatto di dolci (ma anche la tradizione resiste): l’ultima creazione di un maestro affermato, una nuova apertura, un classico non ancora provato. Oppure una delle tante variazioni sul tema che si possono escogitare.

Ad esempio quelle proposte da Jonathan Blot, che nella sua pasticceria nel diciassettesimo arrondissement prepara dei macaron acidulé. Un tipo che non ama i sapori convenzionali, evidentemente, e predilige incursioni nel terreno dell’acidità, o nel mondo animale, come nel caso di un sorprendente uovo di cioccolata ripieno di una crema nella quale è stato posto in infusione del lardo affumicato.

Sì, avete capito bene: lardo affumicato e uovo di cioccolata, l’ultima creazione presentata al festival Omnivore. Naturalmente la carne non la troverete come sorpresa, ma resterà l’eco di una nota fumé e la dolcezza del lardo, dosato magistralmente, in un felice matrimonio con il cacao, che poi è quello di Claudio Corallo, un artigiano fiorentino che ha lasciato la cupola del Brunelleschi nel 1974 per stabilirsi a São Tomé e Príncipe.

Il turista che voglia approfittare della primavera parigina, potrà sempre contare sul Napoleone dei macaron: sua maestà Pierre Hermé, per me sempre un motivo di richiamo per tornare in questa città. E se poi volesse tornare in autunno, troverebbe un nuovo macaron al caffè, prodotto in collaborazione con il selezionatore Hippolyte Courty de “L’arbre à cafè”.

dolci-Parigi-Popelini

Ma non si vive di soli macaron: perché non assaggiare gli ottimi chou di Popelini nel terzo arrondissement? La pasta di questi piccoli bigné è quella un po’ salata degli éclair e li potete trovare alla vaniglia del Madagascar, al pistacchio, al limone, alla rosa e lampone e molti altri gusti. Voglia di cioccolato? Sono solo due passi per arrivare da Jacques Genin.

C’è anche Hermès oltre ad Hermé nella vostra vita? Probabilmente vi ritroverete a fare shopping, o “window shopping” nella chicchissima e centralissima rue Saint-Honoré: così una pausa dolce dal prestigioso Jean-Paul Hévin ci starà bene. La tanto decantata cioccolata calda in tazza che ho assaggiato a novembre era sì buona, ma non eccezionale, quindi non rimpiangete il tepore della primavera e ripiegate gioiosamente sulle ottime praline.

E a cena? Dopo aver tanto parlato di bistrot e neo-bistrot su questo sito, giusto un paio di consigli per restare in tema di dessert: il meraviglioso e opulento Paris-Brest del Paul Bert e il croccante ed etereo millefoglie alla vaniglia di Tahiti del Bascou, una creazione di Bertrand Guéneron, ex secondo di un certo Alain Senderens.

  • Acide Macaron di Jonathan Blot 72, rue Legendre (17°). Tel. +33 1 53 11 19 51
  • Pierre Hermé 4, rue Cambon (1°) 39 – avenue de l’Opéra (2°) – 72, rue Bonaparte (6°) – Publicis Drugstore, 133, avenue des Champs Elysées (8°) – Galeries Lafayette,  40 Boulevard Haussmann (9°) – 185, rue de Vaugirard (15°) 58, avenue Paul Doumer (16°). Tel. +33 01 43 54 47 77
  • Popelini 29, rue Debelleyme (3°). Tel. + 33 1 44 61 31 44
  • Chocolaterie de Jacques Genin.133 Rue de Turenne. Tel.+33 1 45 77 29 01
  • Jean-Paul Hévin 231, Rue Saint-Honoré  (1°) Tel. +33 1 55 35 35 96
  • Bistrot Paul Bert 18, rue Paul Bert (11°). Tel. + 33 1 43 72 24 01
  • Au Bascou 38, rue Réaumur  (3°). Tel. +33 1 42 72 69 25

[Immagini: shopinbatignolles.blogspot.it, omnivore.com, tinemacarons.com]

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