Andrea-Berton-chef-in-cantiere

Avevate qualche dubbio sulla crescente popolarità degli chef che oltre a diventare star (e non solo stellati Michelin) ora sono anche testimonial? Fateveli passare. Date un’occhiata al nuovo progetto di Andrea Berton, altissimo e fighissimo chef milanese che le cronache dalle cucine vogliono un po’ cattivo (peggio, molto peggio di quanto faccia il “bruto” Antonino Cannavacciuolo nelle sue cucine da incubo) in procinto di aprire una pizzeria e un locale alto standing dopo Pisacco.

Andrea Berton chef e bmw

Eccolo qui in posa con la sua nuova BMW Active E, prototipo dell’azienda bavarese (eh, già ormai Milano non ha più auto rappresentative del territorio se non la MiTo – Milano-Torino) che va ad elettricità. Insomma il contrario del suvvone ingombra strade. Andrea Berton anticipa il lancio della nuova i3 che avverrà entro la fine dell’anno.

E in cucina, invece, altra officina meccanica. E’ la De Manicor, azienda italiana che realizza blocchi di cottura professionali e che dal punto di vista della notorietà è stata un po’ sottotono rispetto ad altri marchi (Molteni in primis). Le piastre sono totalmente a induzione e Andrea Berton potrà sfatare il mito popolare che cucinare la pasta senza i tradizionali fornelli a gas è impresa ardua.

Andrea-Berton-chef-e-de-manincor

In linea, quindi con i dettami della Green Generation che vuole basso impatto ambientale in tutte le operazioni, cucina compresa. Ma non finisce qui perché Andrea Berton è tra i primi chef a impegnarsi sul versante dell’architettura costruita e del design con una precisa scelta di location. Come ricorda la nota ufficiale.

Aprirà il suo ristorante dopo l’estate in uno degli edifici progettati da Kohn Pedersen Fox, vicino alla Torre Solaria. Circondato da ampie vetrate, il Ristorante Berton si affaccerà sulla promenade pubblica all’interno di Porta Nuova Varesine, fra l’avveniristico Business District progettato dallo studio KPF, le Torri residenziali Solaria, Solea ed Aria di Arquitectonica e Caputo, e le 6 Ville di M2P.

In linea con la sua cucina, essenziale ed elegante, focalizzata sui sapori primari, lo spazio che accoglierà il ristorante, 363mq per un totale di 40 coperti, su progetto dello studio Vudafieri Saverino Partners, sarà chiaro, luminoso, un ambiente volutamente semplice ma accogliente per dare maggior risalto ai veri protagonisti della scena, i suoi piatti.

Chi può dire ancora che per aprire un ristorante è necessario solo saper cucinare?

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