bartender Matteo Zed Zamberlan

Dopo la fondamentale opera omnia sulla pizza che tanto successo riscuote presso pizzaioli fai da te e appassionati, è la volta delle Lezioni di cocktail. Per iniziare questa carrellata nel mondo della mixology, abbiamo interpellato Matteo “Zed” Zamberlan, bartender di stanza al Settembrini Cafè di Roma e autore di cocktail che stanno spopolando. Per chi non lo conoscesse diciamo che Matteo ha fatto ritorno da Barquisimeto, in Venezuela, dove nel Diplomático World Tournament è arrivato secondo (alle spalle del venezuelano Anthony Medina) e che una parte della sua tecnica è dovuta all’influsso giapponese del maestro Hidetsugu Ueno dell’esclusivo High Five hotel di Tokyo.

martini cocktail coppa

Per realizzare un buon cocktail vi serve solo il decalogo del perfetto bartender messo a punto da Matteo Zed. Che vi aiuterà anche a riconoscere quelli che vi sono proposti nei locali.

  1. Procuratevi due strumenti fondamentali: un testo di facile comprensione ed un misuratore di once/ml (jigger) che per il bartender è come la pistola per lo sceriffo.
  2. Acquistate, proponete e chiedete al bancone distillati di buona qualità. Non affidatevi a prodotti scadenti di dubbia provenienza.
  3. A casa iniziate con cocktail facili da preparare, che uniscono pochi elementi, magari aperitivi sparkling come gli intramontabili Bellini o Rossini.
  4. Non abbiate paura a utilizzare ghiaccio in buona quantità: l’acqua è una parte fondamentale del cocktail e la diluizione del ghiaccio darà equilibrio e mitigherà la forza dell’alcol.
  5. Il ghiaccio deve essere trasparente. La sua trasparenza è indice di qualità. Quello opaco contiene residui di acqua non cristallizzata. A casa è difficile ottenerlo, ma i migliori bar sono dotati di macchine professionali che consentono di ottenerlo.
  6. Raffreddate sempre bicchiere e shaker
  7. Un bravo barman lavora sempre a vista, non tocca frutta e cannucce con le mani. Fate lo stesso anche voi.
  8. Se preparate un cocktail a base di frutta, non utilizzate mai sciroppi o prodotti industriali: che il limone sia succo di limone!
  9. Assaggiate sempre prima di shakerare: potrete correggere e bilanciare le vostre creazioni prima di servirle ai vostri amici.
  10. Non miscelate mai distillati di origine diversa nelle vostre bevute casalinghe. Si rischiano sbronze colossali.

Se già conoscete queste regole base, eccone altre due che consentono di iniziare subito a miscelare con successo.

preparazione-cocktail lezioni di cocktail

La maggior parte dei barmen casalinghi ama cimentarsi nella preparazione dei cocktail più conosciuti, come ad esempio il mojito. Ricordatevi che il vero mojito non deve essere preparato con il lime pestato ma deve avere il succo di lime come base. Pestare la buccia del lime darà al cocktail un gusto amaricante, causato dagli oli essenziali amari presenti nella buccia, nel succo sono invece presenti gli oli buoni, quelli che danno il vero aroma.

Il punch, presentato nella grande coppa comune, crea una bella atmosfera conviviale che fa passare in secondo piano eventuali imprecisioni nella preparazione della bevanda. Quindi, soprattutto se siete alle prime armi, via libera al punch!

7 Commenti

  1. Mah sul fatto che non vadano usate le puree di frutta esprimo tutti i miei dubbi, se vuoi una qualità costante anche fuori stagione sono indispensabili

  2. Ti invito ad informarti meglio su come vengano prodotte e conservate le puree di frutta in Brasile, la maggior parte proviene da là e non sempre subiscono dei trattamenti che esaltano la qualità della frutta. Per questo preferisco lavorare con frutta fresca e di stagione.
    Poi ognuno è libero di pensarla come crede. Secondo me ogni stagione regala i suoi prodotti e quelli vanno utilizzati. Inoltre, il post dà delle indicazioni su come preparare i cocktail a casa e non è facile trovare purre di frutta e soprattutto hanno dei costi proibitivi, dai 7 ai 10 euro al litro.

  3. Ricordatevi che il vero mojito non deve essere preparato con il lime pestato

    La penultima foto è messa lì come esempio delle cose da NON fare? 🙂

  4. Si fa presto a dire “menta”: non sarà il caso di precisare “menta piperita”, per evitare di ritrovarsi nel bicchiere varietà che olezzano come ruta (graveolens)?

  5. Sul punto 4 dove si dice che l’acqua è una parte fondamentale del cocktail e la diluizione del ghiaccio darà equilibrio e mitigherà la forza dell’alcol avrei qualcosa da ridire….

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