Turbigo, la nuova formula panino a 10 € e piatto a 14 € ai Navigli di Milano

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Turbigo Milano sala

Milano è in pieno fermento. Dopo l’apertura de Larte con uno spazio sofisticato e multifunzione ecco Turbigo. Dopo i successi di Via Solferino, Giovanni Fiorin, Diego Rigatti, Tiziano Vudafieri, tra i creatori di Pisacco e Dry Cocktails & Pizza, sbarcano sui Navigli con il Turbigo Bar & Restaurant (questo il nome completo).

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All’imbocco dell’Alzaia del Naviglio Grande, tra le mura di una classica casa di ringhiera, rinnovata in un petithotel, Turbigo vuole riportare in auge il fascino della vecchia Milano con una vocazione lounge e spazi relax tra canale, giardino interno e bancone.

La colazione gastronomica è il primo appuntamento di un contenitore che non ha orari o, meglio, si allunga su tutta la giornata con un no stop dalle 8 di mattina all’1 di notte. Crostate, plumcake, pan di spagna, omelette al basilico e treccina di bufala per ricordare che c’è una proposta a ogni ora.

Raffaele-Lenzi

Ai fornelli c’è Raffaele Lenzi, napoletano, classe 1984, un bagaglio di esperienze internazionali selezionato dal “trio” Fiorin-Rigatti – Vudafieri per la sua prima prova solista. La proposta della cucina ha radici mediterranee, con indizi delle sue origini napoletane in un ideale “fil rouge” tra terra e mare, tra sapori del Sud e piatti del Nord.

Risotto alla milanese con genovese napoletana di vitello, per esempio, e poi Seppie ananas porro alla griglia e friggitello crudo; Linguine vongole e peperone arrostito; Costine di maiale zucca e yogurt; Mango cioccolato e finocchio. Nessun menu precostituito e tre prezzi per una, due o tre scelte rispettivamente a 14, 25 e 38 €. Quindi, una cena a 38 € bevande escluse, mentre un panino all’olio con manzo scottato, rucola e lime costa 10 €

Al Bar, La Faema President d’epoca a leve esalta un monorigine indonesiano dell’Isola di Timor di Giamaica Caffè, miscela servita fin dai tempi delle prime “case del caffè” viennesi.

Turbigo esternoTurbigo vetrina

Non è casuale il neon rosso “Specialità Cocktail” che illumina il bar, perché al Turbigo si pratica il culto mixology, tra vintage e innovazione che si affida anche ai risultati di Dry Cocktails & Pizza.

Turbigo dolci

Il locale è stato progettato dallo Studio Vudafieri Saverino Partners con la stylist Patrizia Cantarella che ha ricreato l’immagine della casa di ringhiera dei Navigli pur citando elementi di interior contemporaneo come l’omaggio del grande lampadario/mazzo di 85 lampadine (80 bruciate, 5 funzionanti),ad un classico del design contemporaneo: l’85 lamps chandelier di Rody Graumans per Droog Design che si accosta molto alle scelte di illuminazione da Pisacco.

Turbigo sala su giardino

E le citazioni continuano nella sala affacciata sul giardino con le sedute che richiamano Martino Gamper anche nel titolo “se Martino l’avesse saputo” o a Jonathan Monk con il neon Specialità Cocktail che echeggia i lavori culinari con Douglas Gordon. E ancora, le applique a braccio della Ikea installate come se fossero di Serge Muille, o i fogli di carta di Ingo Maurer che sottolineano la lunga teoria di tavoli.

Il soffitto conserva le travi in legno e angoli in cotto, ma l’impatto rustico è disinnescato dalla parete wunderkammer  con piccole sculture, quadri, fotografie di artisti noti e meno noti dalle collezioni dei soci (Jonathan Monk, Giulio Paolini, Andrea Branzi, Rob Pruitt, Pino Pipoli). Il  “product hacking”, con materiali grezzi e ruvidi continua nel bar ccon tavoli e sedie Tulip che sono riedizioni di Pierre Guariche in ferro per richiamare l’attrezzatura da cocktail.

Ora non resta che andare ad assaggiare le creazioni a tavola. Originali o citazioni?

Turbigo. Alzaia Naviglio Grande, 8. 20144 – Milano. Tel +39 02 89.40.04.07

[Immagini: Diego Rigatti e Filippo Pincolini]

5 Commenti

  1. A malincuore sconsiglio la colazione.
    Giustifico sempre, ma forse non dovrei, un locale aperto da poco.
    Lascerò passare un po’ di tempo prima di valutare l’opzione pranzo o cena.

  2. concordo con chara.
    colazione il sabato mattina, arrivati alle 10.00, buffet da 12 euro, che però era ormai semi deserto, ci hanno messi più di venti minuti per tornare con qualche fetta di pane e qualcuna di prosciutto, croissant finiti senza ombra di speranza, il cappuccino arrivato anch’esso dopo venti minuti, e il locale non era pieno…che un pò disturba se la colazione è prevista dalle 8 alle 11…
    il servizio è tutto per questi posti.
    si lascerà passare un pò di tempo, magari dopo un p di rodaggio impareranno…

  3. Il locale e’ davvero bello. Il servizio, a cena, e’ stato buono, il cibo un po’ deludente. Ottimo risotto, pollo senza sapore con una strana ‘salsa’ alla birra. Personalmente vorrei vedere piu’ scelta!

  4. Pessima esperienza. Purtroppo l’entusiasmo e la buona volonta’ dello chef, nonche’ l’uso ingredienti piuttosto buoni, svaniscono difronte ad errori imperdonabili per dei professionisti nel settore. Portare in tavola piatti gelati, porzioni insufficienti a saziare minimamente il cliente, a un prezzo finale esorbitante e ingiustificato, il tutto con un servizio lento, svilente e a tratti scortese. E non c’e’ mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione.

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